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Approfondimento

Luca Roncoroni racconta Willie Peyote

willie peyote

Stavo per scrivere l’introduzione di questa recensione sul libro Willie Peyote. Basta Etichette di Luca Roncoroni, edito da Arcana, quando la mia placida, bella e ordinata Torino è stata sfregiata da dure proteste urbane che mi hanno profondamente turbata. Avrei preferito scrivere che ero sul tram 4 affollato, con la mascherina e una canzone di Willie Peyote nelle orecchie che mi racconta di Porta Palazzo, dei suoi rottami, mentre aspetta il referto degli esami… Molto attuale, non è vero? Sarebbe stata un’ introduzione più facile e calzante, visto che in queste nuove righe vi parlerò proprio di alcune considerazioni sviluppate sulla sua musica.

luca roncoroni willie peyote

Un esempio di rap di qualità in Italia

Willie Peyote. Basta etichette è stato scritto nel 2020 dal redattore della webzine SentireAscoltare Luca Roncoroni che si occupa non solo di Hip Hop, ma anche di elettronica, r&b, funk, jazz e soul. Basta etichette nasce come approfondimento dell’ultimo capitolo di un di precedente saggio critico di Roncoroni intitolato L’Hip Hop. Metamorfosi e successo di beat e rime del 2018 edito da Arcana.

Nel capitolo Rap e letteratura, il redattore si domandava infatti: il rap è letteratura? (p.193). Nel rispondere sì, in modo ragionato, argomentando e inquadrando da un punto di vista storico e socio-culturale, già nel 2018 inseriva tra i tanti esponenti del rap letterario – su cui svettava il nome di Murubutu, seguito da Claver Gold, Rancore e altri – anche il rapper torinese. In Basta etichette sono approfonditi quindi dall’autore alcuni dei temi toccati già in precedenza; l’attenzione, però, è tutta focalizzata in modo puntuale, sciolto e sintetico sulla cronistoria artistica di Willie Peyote.

WilliePeyote 2020

Cronistoria critica su Willie Peyote

Il libro vuole offrire degli spunti di riflessione critica, genuina e un po’ pungente sia sui temi affrontati nelle canzoni di Willie Peyote, sia sul percorso artistico. Si può leggere molto velocemente, oppure fermarsi su ogni canzone riportata e raggiungere così nuove consapevolezze e comprensioni che ad una lettera veloce, a un ascolto distratto o abituale dell’artista, possono essere sfuggite. L’ideale sarebbe quello di ascoltare le canzoni e gli album che più ci piacciono alla luce delle riflessioni che fa l’autore, per arrivare poi alla propria conclusione: magari anche molto lontana da quella proposta da Roncoroni.

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Nel libro sono riportate infatti parti dei testi delle canzoni più conosciute come, ad esempio: La dittatura dei non fumatori, Non sono razzista ma, C’hai ragione tu, Vilipendio, La tua futura ex moglie Willie Peyote. Basta Etichette, in particolare, seguendo tutta la discografia dell’artista sabaudo, illustra in modo approfondito e preciso la sua arte. La quale è cambiata, si è ammorbidita, forse anche un po’ banalizzata per raggiungere sempre più persone – anche  tua nonna – nel corso degli anni. Pensiamo alle differenze tra l’album del 2019 Iodegrabile e il suo album d’esordio Manuale del giovane nichilista, del 2011. Nello sviscerare quest’evoluzione, l’autore offre a chi legge spunti inediti ed interessanti d’analisi (p.139). Ogni capitolo è, infatti, un affondo critico, ricco e vario sui diversi album del chiacchierato rapper torinese. 

WilliePeyote 2020 1

A proposito di etichette: un rapper crossover

Queste 155 pagine possono essere un esempio di critica e analisi su quello che è definito come rap conscious, o di qualità, o letterario, analizzando aspetti sottotraccia e non evidenti. Emerge tra le pagine l’immagine conosciuta e molto dibattuta di un fiero rapper crossover che fa della contaminazione musicale la cifra stilistica della sua arte: croce, oppure vera delizia a seconda della curva.

Infine Willie Peyote. Basta etichette si arricchisce di frammenti d’ interviste, rilasciate negli anni (tra cui anche le nostre!), che permettono di inquadrare meglio l’evoluzione artistica del rapper torinese, le ragioni di questo mescolamento di generi diversi e dei suoi cambiamenti di stile.

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Come dice Willie Peyote stesso in Peyote 451 (L’eccezione), del 2015: «Non per essere il migliore, ma l’eccezione. Io non rimo, dipingo, mi distinguo».

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