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Intervista

Radio Modem, la stazione FM su misura per Blue Virus

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Quest’oggi, 10 novembre, è uscito Radio Modem: Un Mixtape Di Blue Virus, per l’etichetta RKH.

Il nuovo progetto dell’artista torinese Blue Virus, nome d’arte di Antonio Corda (classe ’89), ha la struttura di un mixtape, ma la completezza di un vero e proprio album. Il concept utilizzato è quello di un’emittente radiofonica creata su misura dall’artista.

L’idea di una stazione FM viene resa dal fatto che sono stati ingaggiati amici, attori e doppiatori vari (tra questi troviamo Danilo Bertazzi, sì il buon Tonio Cartonio della Melevisione e un audio skit di Antonio Zechila), affinché creassero degli ‘’spaccati’’ con i quali presentare i vari brani. Addirittura, ogni tanto ritroviamo la simulazione dei classici interventi degli ascoltatori via radio, come richieste di brani o commenti sugli artisti. Al di là del concept radiofonico ben riuscito, la cosa interessante di questo progetto, da sempre peculiarità dell’artista, è un costante oscillare fra testi abbastanza cruenti e temi sentimentali tendenti ad un nostalgico romanticismo.

Nell’intervista, Blue Virus, ci racconta il mixtape, le sue ispirazioni ed interessanti retroscena. Inoltre, in questa intervista rende ufficiale la notizia della formazione del gruppo Wish You Were Dead, composto da Blue Virus, Yota D’Amore e Nick Sick.

Partiamo con la prima domanda di riscaldamento, come ti sei preparato per il lancio di questo progetto?

Diciamo che sono voluto entrare a gamba tesa con “il singolo meno singolo” (Scemo), questa cosa evidentemente ha funzionato, perché comunque dopo un tot mesi di stop, sono arrivato con due minuti dove dico cose sconcertanti, alla gente evidentemente mancava. Poi è stato il turno di Queste Cartoline, un brano più calmo e introspettivo; entrambi, nella loro diversità, sono dei trampolini di lancio. Ho puntato tutto sul progetto e la sua completezza, diciamo che nonostante sia un mixtape, la costruzione del progetto in sé è abbastanza completa.

Inoltre, ti spiego una cosa che non ho mai detto, un’esclusiva. Una cosa fondamentale per il mixtape è stata la costruzione del personaggio in copertina (da me interpretato), si chiama Jimmy Fella. Perché mi sono voluto truccare così come un idiota? Così, perché mi divertiva e volevo rappresentare il cliché del classico tipo, munito di baffo, che sta dietro le tv private o le radio, dunque serviva uno speaker che mettesse la faccia, ce l’ho messa io e ed è stato molto divertente.

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Parliamo un po’ della prima traccia del mixtape, CLD, per cosa sta questa sigla?

La sigla sta per Come Loro Due, che è la seconda parte di Come Loro, brano contenuto in Hiatus Mixtape (2017); dico sempre nelle interviste che, della mia discografia, è il mio pezzo preferito ed è fin troppo sottovalutato. Un pezzo super significativo, anche perché il beat l’aveva prodotto interamente JØ Diana, produttore ed amico mio. In questo mixtape, CLD è stata prodotta da entrambi! Non che abbia suonato, perché non riesco; però comunque sia, cantavo le note che avrei voluto e mi accertavo di come suonasse, perché ho registrato in quel modo la voce…

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Alla conclusione di questa traccia, come se venissi intervistato in radio,  spieghi la scelta del concept di Radio Modem, ma qual è l’esigenza che ti ha spinto a creare la tua stazione radio? Qual è l’obiettivo di questo mixtape?

Ho voluto che Radio Modem: Un Mixtape Di Blue Virus di base unisse, appunto, la personalità che c’è dietro Scemo con quella di Queste Cartoline, non buttando i brani del progetto, ma dandogli un senso, una cornice, e quindi ho pensato la roba della stazione radio. Ti darà emozioni diverse, c’è sia la roba più introspettiva come quella più d’intrattenimento e quindi ho fatto questo calderone. Non c’è un obiettivo reale, non c’è soltanto la volontà di battere il ferro finché è caldo. Lo faccio perché mi piace, mi diverte e vabbè, se ci facciamo i soldi ancora meglio! Per quanto riguarda il titolo, l’idea mi è venuta ascoltando per l’ennesima volta FM di Vince Staples, artista americano di cui sono un fan. È un disco strutturato come una stazione FM e ci sono tutti i pezzi introdotti da dei veri e propri speaker radiofonici. Abbiamo chiamato un po’ di gente: amici, attori, doppiatori, ecc… Infine perché Modem? Semplicemente perché ormai la musica la si ascolta maggiormente su internet tra Playlist e Digital Store.

Più volte nomini la figura di Sandro Terapia, uno dei tuoi alter-ego. Qual è la differenza sostanziale con Blue Virus?

Non c’è una vera e propria differenza, è più uno dei prolungamenti di me stesso. Entrambi è come se prendessero quello che c’è dentro Antonio e lo potenziassero in qualcosa che non potrebbe mai fare nella vita ordinaria. Forse Blue Virus comincia dove finisce Antonio, mettiamola così, e Sandro Terapia è la parte estrema, è l’antitesi di tutto questo. Per farti un esempio, rifacendoci al nuovo mixtape, Sandro terapia è Scemo e Blu Virus è Queste Cartoline. Ma di per sé, non molti sanno che Sandro aveva qualcosa da dire durante la quarantena, infatti ho pubblicato, su Youtube, Memo, composto da 10 tracce.

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Di per sé Antonio è una persona coerente, giusto? Molti all’inizio della propria carriera necessitano di un personaggio, una maschera. Tu pur di non indossarne una, hai frammentato la tua personalità in 3 parti ben precise, ma che hanno un comune filo conduttore, Antonio stesso.

Ci hai preso in pieno! Ho avuto sempre un notevole senso di riservatezza. Il senso di coerenza, in questo caso, è rimasto, cioè se ascolto le mie canzoni di 10 anni fa, ritrovo quella persona, ritrovo la persona che sono adesso, in una forma più acerba.

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Radio Modem vanta la presenza di 20 tracce, qual è stato il pezzo più impegnativo e qual è il pezzo al quale sei più legato?

Di sicuro il pezzo al quale sono più legato è CLD, come ti ho spiegato.

Se devo entrare nel merito, il filo da torcere me l’ha dato Alta Tensione con Blnkay. Non ci conoscevamo, quindi ancora non c’era confidenza, in più ho fatto tutto durante la quarantena, mi ha consegnato la strofa il giorno prima che dovevamo consegnare i pezzi. Quindi ho veramente lottato fino all’ultimo per il pezzo, perché ero quasi convinto che il mixtape sarebbe uscito senza, e questa cosa mi uccideva…

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Ma dimmi, mi sbaglio o alla fine dell’ottava traccia, ovvero Colpa Mia (feat. Yota D’Amore e Nick Sick), è stato annunciato, in maniera non troppo velata, un tuo nuovo progetto?

È esattamente il preludio a quello che sarà il mio 2021, uno spoiler gigantesco! Io e i miei due collaboratori Nick Sick e Yota D’Amore abbiamo fondato questo gruppo che si chiama Wish You Were Dead. Stiamo lavorando tutti assieme a questo nuovo disco che dovrebbe uscire per il 2021, di cui ben 4-5 pezzi sono già pronti.

Come definisci il tuo stile? A volte sembra che la tua musica alterni malinconia ad una sorta di autoflagellazione morale, qualcuno diceva: ‘’musica triste per gente felice’’, sei d’accordo?

Be’, questa roba è mia! Me lo gioco come slogan. Rispecchia la mia di necessità di malinconia e di una sorta di equilibrio, c’è tanta gente che necessita di scrivere i pezzi quando è super allegra. Tendenzialmente non mi definisco una persona felice, cioè sono felice a tratti, come è normale che sia. Io metto in campo determinate emozioni, che magari per tante persone non esistono, perché sono reputate esasperate. Detto ciò, se ti dovessi descrivere la mia musica, ti direi è veramente un salto nel vuoto, in un buio dove però non ti fai male.

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Tra molti dei tuoi brani tendi a ironizzare, con abbastanza cattiveria, sulla tua stessa fragilità, è una specie di autofortificazione che di pari passo accompagna un’introversa analisi?

Eh sì, nel senso indubbiamente è una necessità, ma di base a livello personale sono sempre stato tanto ironico quanto autodistruttivo.Tutto mi deve sempre andar male e non so perché, non c’è un vero motivo, semplicemente lo trovo più interessante. Se ascoltassi i miei primi pezzi di anni fa, per qualche strana ragione troverei comunque questa caratteristica dell’autolesionismo lirico e di una sorta di autoanalisi, ma la cosa che dovrebbe capire la gente che si preoccupa per me è che del tutto naturale.

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Riesci a passare da un genere spensierato come il funk (Floppy Disk feat Frankie Flow), alla trap (Senza Cachet feat Eddy Veerus) e al chill (Queste Cartoline), ma sono pur sempre più evidenti brani dal testo nettamente più forte quali: La Gente, Gessetto e Meglio Di No; contengono testi abbastanza violenti fino a tal punto da risultare surreali. Questi sono la palese rappresentazione di uno tuo sfogo libero. Questa caratteristica di Radio Modem si rifà ad un disco cult quale Mr. Simpatia di Fabri Fibra?

Mh, senza troppi giri di parole, sì assolutamente. Quando ho cominciato a fare musica, ascoltavo delle cose abbastanza ‘’clean’’, mi ricordo, per esempio, che in quel periodo era uscito Fuego dei Gemelli Diversi (2002), era il rap mainstream di quegli anni, quella roba lì. Io comunque già ascoltavo The Marshall Mathers di Eminem, che è il disco con il quale ho veramente cominciare a far musica. Poi un giorno accompagnai un amico in centro a comprare Mr. Simpatia di Fibra, parliamo del 4 settembre 2004 ed avevo 15 anni…

Ascoltare quel disco in autobus è stato come se avessi aperto una ventiquattrore con all’interno una luce che illumina la faccia (riferimento al film Pulp fiction di Tarantino). Quindi sì, ribadisco, devo un sacco a quel disco. La pazzia dei miei pezzi e dei miei personaggi arriva da quello e dal fatto che da sempre ho avuto tanta fantasia e da piccolo già leggevo fumetti su fumetti.

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Studente universitario in costante ricerca di ciò che lo riesca a stupire. Amante, non schizzinoso, della musica in tutte le sue sfumature.
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