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Intervista

Rico Dallas e il Mashgraph vol.1: la riscoperta dei classici rap

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La storia dell’hip hop è lunga ed impegnativa, ma avete mai pensato a come si sarebbe potuta evolvere la scena urban se artisti come 50 Cent o Travis Scott fossero vissuti in Italia?

A questa domanda tenta di rispondere Enrico Dalla Vecchia (a.k.a. Rico Dallas). I suoi progetti spaziano nei vari ambiti dell’arte: elaborati grafici e musicali si intrecciano continuamente, costituendo il fil rouge che descrive l’eclettica personalità di Rico Dallas – un po’ come nel caso del Selecta Vision di DJ Aladyn.

Il 21 ottobre 2020 è stato pubblicato Mashgraph vol.1 sul profilo soundcloud di Rico: questo nuovo lavoro – successore di Mashtape del 2019 – contiene basi tratte dai lavori di Fritz Da Cat, Deda, Crookers, Ice One e, sulle cui basi, suonano i versi di famosi artisti internazionali tra cui Nas, 50 Cent, Travis Scott e Kendrick Lamar. Abbiamo deciso di intervistare Enrico per capire al meglio la sua idea di musica e cosa ha portato alla nascita di questi mashup!

Ciao Rico, benvenuto su lacasadelrap.com. Vorrei partire chiedendoti come nasce il progetto di Rico Dallas in generale e chi è Rico Dallas

Grandi Accasati del Rap, io sono Enrico in arte Eenreeco. Ho avuto la necessità di creare l’alter ego Rico Dallas per tenere separati i progetti musicali da quelli grafici (lo trovate su Instagram: @eenreeco). In quanto grafico, ci tengo che le canzoni che escono abbiano un minimo di cura estetica: il progetto quindi nasce da queste doppie skills “musicografiche”. Se fosse possibile fare i live avrei molte idee, ma vedremo finito questo periodo..

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Quello che ho apprezzato maggiormente è stata la voglia di stravolgere i pezzi: è questo il caso – a mio avviso – di Hustelrs Ambitions sulla base di Christian Rap.  Qual è un disco nella storia del rap italiano che riesce ad essere contestualizzabile anche in quella pop? Io penso a La mia coccinella dei Sottotono…

Io penso che Nex e 50 Cent siano compatibili come attitudine: il collegamento mi è venuto subito. Ritornando alla tua domanda, quel pezzo dei Sottotono di sicuro, ma penso che il tempo abbia dato le sue risposte nel definire quali sono i classici senza tempo e che hanno una rilevanza anche nel pop. A me vengono in mente Aspettando il sole, Quelli che benpensano, per dire.. 

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Tra i brani che hai inserito, secondo te, quale descrive al meglio l’attuale panorama internazionale e quale quello locale?

Eh, difficile fare una distinzione così categorica; dal momento in cui un americano rappa, tutte le canzoni acquistano un respiro internazionale. Di sicuro Antidote di Travis sui Sangue Misto e Untitled 02 di Kendrick su Uomini di Mare sono due pezzi che potrebbero uscire ai giorni nostri e riscuotere un minimo successo. A livello locale non saprei, non c’è un vero e proprio marchio sonoro che mi fa sentire il gusto dell’italianità.

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Come hai scelto i grafici da coinvolgere nel progetto? Potresti spiegarci perché rappresentare qualcosa di così fresco e giovanile come il mash-up con la cassetta?

Tutti i grafici sono amici e/o gente che conosco. Tutte persone con cui potevo avere quel minimo di confidenza per completare il progetto. Ho deciso di usare il mockup della casetta per una serie di motivi: la libertà compositiva (così da uscire dal solito formato quadrato degli artwork), la nostalgia – dai quanto belle e inutili sono le cassettine! – e il fatto di avere un sacco di tapes belle da scannerizzare.

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 Penso tu conosca brani come Puro Sinaloa di Ernia, che ripropone una canzone storica come Puro Bogotà. Cosa ne pensi di questi sequel/remix?

Magari i sequel non sono una cosa originalissima e magari sono una cosa più da mixtape che da disco, ma alla fine perché non farli?

I remix possono essere un modo per far rivivere i classici dell’hip hop o per creare un legame tra le varie scene a livello internazionale, come nel caso di Sfera e J Balvin con il remix di Machika?

Assolutamente sì, può essere una maniera per riproporre classici hip-hop. Poi uno decide qual è la versione che lo rappresenta di più. A livello di coesione internazionale non credo ce ne sia più di tanto: sai, agli americani che gliene frega di noi italiani che scimmiottiamo una cosa originariamente loro! Parlo esclusivamente di hip hop: Sfera è in un altro campionato. Per quanto riguarda J Balvin, a lui conviene fare un pezzo con Sfera sia a livello di visibilità in Italia che di royalties. C’è molto lavoro discografico dietro a questi feat più che sodalizi artistici.

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Quali sono secondo Rico Dallas gli artisti che ad oggi sono più forti e che potrebbero maggiormente incidere anche sul mercato internazionale?

Sincero? Non ne ho la più pallida idea! Sono un po’ dispersivo con gli ascolti e ascolto molta musica o di nicchia o vecchia, ma cerco di stare anche al passo coi tempi. È molto probabile che gli artisti trap di punta in Italia possano sbancare all’estero (più latino che americano magari) vedi appunto Sfera che già ha avuto varie collaborazioni estere. Riguardo al rap la vedo impossibile, per quanto tu sia forte a scrivere, lo scalino della lingua è troppo alto da superare per accedere ad un mercato internazionale.

Mashgraph vol.1 è solo il primo step di un progetto che penso sia più articolato ed ampio. Cosa riserva il prossimo futuro di Rico Dallas a livello musicale?

Il Volume 1 prelude ad un secondo volume. Tutti i mash-up del prossimo mixtape sono pronti eh, sto solo aspettando le grafiche dei vari ragazzi. Oltre a questo progetto di mash-up sto facendo un bel po’ di beats, tra un po’ esce il mio primo EP da producer Primo drop insieme a J Nogra.

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La musica mi accompagna sin dall'infanzia. Ho studiato la musica classica e lavorato sull'elettronica. Ogni suono è un colore sulla tela della quotidinità: "una vita senza musica non è vita."
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