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Intervista

Deriansky racconta Qholla: l’ansia come forza motrice

Deriansky Qholla3

Il 27 novembre è stato pubblicato Qholla, album d’esordio di Deriansky per Asian Fake.
“L’ansia va sottomessa. Guardala, tirala fuori e poi sfidala. QHOLLA rappresenta il senso di inadeguatezza con cui ho imparato a confrontarmi”: queste alcune parole di Dario come incipit del disco, di cui vi avevamo già accennato.

Sicuramente il lavoro artistico – tra produzioni sui generis e flow particolari – sarà in grado di stimolare tutti coloro che vanno alla ricerca di un rap dai toni eclettici e soprattutto sperimentali. Deriansky si conferma come un artista promettente sulla scena attuale: abbiamo deciso di inserirlo per questo nella nostra playlist Unità Cinofila e di porgli alcune domande in merito a questo progetto. Nel frattempo, riascoltiamo Qholla

Dario Donatelli in arte Deriansky. Partiamo da qui. Come ti sei avvicinato alla musica e alla cultura hip hop? Cos’è NTR Crew per Deriansky sia a livello personale che a livello artistico?

Era il 2013 quando mi avvicinai alla cultura hip hop. Ascoltavo molti dischi, sia italiani che stranieri. Iniziai a frequentare jam, festival e battle di freestyle alle quali inizialmente perdevo al giro di scrematura; poi, allenandomi coi miei e coi più grandi, iniziai a farmi notare un minimo nella nicchia. In queste situazioni conobbi un sacco di pionieri dell’hip hop – parmigiano e non – che mi trasmisero quella mentalità del “keep it real” che tutt’oggi mi porto dietro.

deriansky Qholla4 1

NTR era il gruppo di amici con cui facevo tutto, le bravate, le lezioni a scuola, il freestyle: tutte le esperienze adolescenziali e con il quale ho deciso di iniziare a far musica. I primi pezzi, le prime basi le feci tutte sotto NTR. Oggi i membri sono sparsi per il mondo in situazioni più o meno piacevoli… Chi in California, chi studia all’estero, chi a Parma come quando è iniziato tutto, chi fa ancora musica e chi l’ascolta e basta. Il materiale che si trova online è solamente la superficie del tutto: molte volte i nostri lavori erano registrati col telefono e lì rimanevano; spesso la musica era improvvisata, ciò la rendeva una fiamma che durava un pomeriggio e basta, se non c’era qualcuno che si mettesse a registrare.

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Deriansky NTR 1

A livello personale NTR per me è una famiglia con la quale ho condiviso tantissimo. Sarò sempre legato a chi ne faceva parte e mi sento di dire che non avrei mai sviluppato nessuna delle doti musicali che ho ora se non ci fosse stato il “periodo” NTR. Oggi non credo di poter dire che NTR è ancora una crew salda e attiva, ma una cosa posso dirla: è viva e vegeta dentro di me. 

Sei un artista attento anche al comparto visual di un progetto; la musica è sempre sufficiente per raccontare l’immagine che un’artista ha in mente?

Sono fermamente convinto che la musica sia sufficiente a farti entrare nel viaggio dell’artista, ma l’aspetto visivo, a parer mio, potrebbe dare una visione più completa dell’idea all’ascoltatore. L’immagine può farti cogliere nella musica ciò che non riuscivi a cogliere senza, ma a volte può succedere il contrario: che l’immagine non renda come l’idea trasmessa dalla musica. È un rischio decidere di porre l’aspetto visivo ad un livello vicino a quello musicale, io ho deciso di correrlo, anche perché al mio fianco ho tra i migliori. 

Deriansky-Qholla

Non è la prima volta che parli di Qholla nell’arco della tua carriera. Questo tuo nuovo lavoro immagino sia frutto di una lunga gestazione: come è nata l’idea di questo disco e di descrivere un emozione così ambigua come l’ansia?  

“Colla, cioè che mi tiene attaccato a tutto ciò che ho vissuto. Colla ciò che mi ha fatto vivere male tutto ciò che ho vissuto”

(‘Riansky Paranoia #1 – Deriansky) 

In realtà non avevo ben chiaro il risultato che sarei andato ad ottenere, avevo però ben chiaro quale volesse essere il mio approccio con la musica. Il disco è un progetto molto genuino che racconta anche il percorso musicale di Deriansky. L’ansia è venuta fuori naturalmente, non mi sono detto “faccio un disco sull’ansia perché sono ansioso”, bensì ho fatto un disco “con l’ansia dentro” perché sono ansioso. Ho capito il mio stesso disco a lavoro completato, è stato quasi come comprendere meglio una parte di me che lavora senza porsi dei limiti creativi. 

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L’ansia è un po’ il collante di tutte le tue esperienze. Punti a superare le tue ansie (e paure) o hai imparato a conviverci? Hai paura (o ansia) che il tuo disco possa non piacere?

Non lo so: credo che forse sarei molto più sereno se non vivessi con ansia vari aspetti della vita quotidiana; è anche vero però che Qholla non esisterebbe. Mi verrebbe da dire che ognuno debba sviluppare il proprio rapporto con l’ansia, ma ciò non deve limitarti né metterti in una situazione di speranza o attesa in cui tutto ciò sparisca. Sarebbe ancora più ansiogeno come approccio. Io la sto accettando, faccio un po’ il suo gioco: magari in futuro sparirà e probabilmente ne sarò felice, ma sicuramente non baserò la mia ricerca – personale e musicale – su questo. 

qholla fotostampa

Per quanto riguarda la questione se il mio disco possa piacere o meno, cercherò di essere diretto e conciso: non mi interessa! Avevo bisogno di farlo così e non mi sono minimamente posto il problema. Se il disco non piace, credo che sia più per una questione di musicalità più che di mood del tutto. Sono convinto inoltre che il pubblico intorno alla figura di Deriansky non sia quello alla continua ricerca della spensieratezza in musica; se così non fosse, allora Deriansky non è l’artista giusto per loro, esattamente come quelli sempre spensierati non lo sono per me.

Figo l’utilizzo di interludi che spezzano il corso del disco; in ‘Riansky Paranoia #2 cito: “Ora voglio sapere come cazzo ti sembra?”. Giro la domanda: come ti sembra questo disco? Modificheresti qualcosa della tracklist?

La cosa che mi rende più soddisfatto è l’aspetto strutturale del disco (tracklist, durata etc…).  Il disco nel complesso lo sento mio, non lo cambierei essendo frutto di un bisogno di comunicare qualcosa in primis da parte di Dario che di Deriansky, ma non mi soddisfa. Magari ciò mi spingerà a fare meglio nei prossimi lavori. 

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Qholla tracklist

Vorrei chiederti in merito all’immaginario che nutre questo progetto. Quanto è stato importante l’incontro con Nic Paranoia per la stesura dei testi? Ci sono artisti con cui ti piacerebbe collaborare?

Guarda, con Nic il lavoro è stato più sull’estetica e sulle sensazioni che si volevano trasmettere. Se Nic mi ha ispirato a livello di testi, sicuramente è stato in modo inconsapevole, sia da parte sua che da parte mia. Diciamo che i testi hanno preso ispirazione da un po’ tutto, probabilmente anche da suoi lavori che mi fece vedere tempo fa, non inerenti a Qholla – o perlomeno non ancora. Mi piacerebbe collaborare alla produzione di una traccia con Moody Good: credo che sia un gran creativo a livello di ritmiche e riesce sempre a stupirmi e a farmi ascoltare una sua canzone in loop. Magari un ‘Riansky paranoia #3. Vedremo…

Deriansky Qholla2

Questa pandemia mondiale ha rallentato non poco il mondo della musica: come vivi questo periodo? Hai in mente uno spettacolo particolare per questo album denso di contenuti? 

Personalmente mi sono abbastanza adattato a tutto ciò, non vedo l’ora del “libera tutti” ma nel mentre non starò sicuramente ad aspettarlo. Ho iniziato a usare il mio tempo libero in maniera produttiva e ciò mi tiene abbastanza impegnato tutti i giorni. Ho pensato a tante possibilità per fare live ma, sinceramente, non mi fa impazzire lo streaming o robe affini.

Come ti dicevo, vengo da un ambiente puramente live dove live significa sentire il sudore del performer ad un metro da te. Oggi stiamo progettando con Nic un tipo di live che vorremmo portare tra non molto: l’idea è qualcosa di particolare e diverso, ma non posso dirti altro!

Conosci meglio

La musica mi accompagna sin dall'infanzia. Ho studiato la musica classica e lavorato sull'elettronica. Ogni suono è un colore sulla tela della quotidinità: "una vita senza musica non è vita."
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