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Recensione

Voyager: l’Odissea nello spazio di DJ Myke e Gabriel

voyager dj myke gabriel cover

In data 11 dicembre 2020 è stato pubblicato per Believe il nuovo Joint Album di DJ Myke e Gabriel: stiamo parlando di Voyager, un viaggio intergalattico fra le varie costellazioni della musica. Inutile dire che il disco è veramente un viaggio per l’ascoltatore: bisogna essere preparati ad ascoltare un progetto come questo perché, pur essendo il primo lavoro di questa nuova coppia, è estremamente sfaccettato sia dal punto di vista musicale che di tematiche trattate.

I brani che hanno presentato questo Joint Album – F.R.E.S.H, Mani di forbice, Il mostro di Firenze e Ogni cosa ha un costo – avevano sicuramente dato una panoramica generale su quello che sarebbe seguito dalla collaborazione, ma il lavoro che è dietro Voyager è ben altro e lo si percepisce già da un primo ascolto. Senza perderci in ulteriori indugi, andiamo ad analizzarlo in ogni sua parte.. Non prima di un altro ascolto!

Testi

Voyager è un viaggio in note per chiunque abbia voglia di esplorare nuove dimensioni musicali. Siamo di fronte ad un disco che fa della ricercatezza – sia musicale che testuale – il suo punto di forza. Gabriel si presenta come un artista veramente interessante rispetto alla scena attuale: la sua penna è distante dalle comuni tematiche (ormai, in buona parte banali) della new generation; in compenso troviamo tantissimi riferimenti di carattere filosofico, letterario e artistico che meriterebbero di essere approfonditi dall’ascoltatore, pena la scarsa comprensione di un lavoro complesso e variegato.

Volo in alto anche se parlo da solo,
nel cosmo viaggerò più in alto del suono
Volo in alto sono il Voyager,
guardo in basso sono il Voyager, Voyager, Voyager

L’incipit del disco è chiaro: è una ricerca nei meandri dello spazio, accompagnati (ed immersi) nella musica. Uno degli elementi più interessanti ravvisabili nella scrittura del rapper varesino è la capacità di saper adattarsi ad ogni ambientazione musicale: tanto nelle melodie quanto nella scrittura, Gabriel è in grado, senza eccezioni di tecnica, di affrontare il pop attraverso l’uso di immagini (musicali e poetiche) profonde e di notevole fattura – basti pensare a Come va; analogamente è in grado di entusiasmare anche i puristi con punchline e ritmiche irriverenti, come dimostrato in F.R.E.S.H.

Senza andare troppo per il sottile, sicuramente la caratura del giovane artista (appena diciottenne) è indiscutibile: sonorità variegate e immersività letteraria fanno di Gabriel un artista in grado di coinvolgere completamente l’ascoltatore.

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Dj Myke e Gabriel

Strumentali

Le strumentali di Voyager sono semplicemente entusiasmanti: i vari elementi (semplici, se presi singolarmente) funzionano con la precisione di un orologio svizzero. Dalla batteria alle vocals, ogni parte è frutto di un lavoro in grado di esprimere nella sua interezza la versione migliore di sé.

Ci rendiamo conto che non è un disco di facile consumo: ha bisogno di essere assimilato e compreso; attenzione però! Questo non rappresenta un fattore che va ad inficiare il valore del disco. Voyager sa essere anche leggerezza e divertimento: basti pensare al singolo Ogni cosa ha un costo; seppure accurato e pieno di immagini interessanti, il testo viene surclassato da un beat irriverente che rievoca la musica elettronica di scuola inglese – The Prodigy, The Chemical Brothers o The Crystal Method.

Un’ulteriore peculiarità sono i tantissimi campionamenti di citazioni tratte dal mondo cinematografico con cui DJ Myke ci ha deliziato. Queste ultime, combinate a sequenze di scartching, mostrano ancora una volta la grande preparazione di Micionero tanto come DJ, quanto come artista in generale.

DJMyke

Stile

Nel caso di Voyager non ci sono vie di mezzo: o ti rapisce o lo disprezzi. Nel nostro caso, lo abbiamo amato per tutte le sfaccettature che propone e che si prefigge di percorrere all’interno di uno “spazio” che è interamente suo: uno spazio (musicale) creato da sé e che si conclude nel suo stesso esistere. Tutti i suoni di Voyager sono armonicamente predisposti: ogni canzone è nel perfetto posto in cui dovrebbe essere – una tracklist differente non avrebbe ragion d’essere per le sonorità proposte.

Leggi anche:  DJ Myke e Gabriel presentano Mani di Forbice, primo estratto del nuovo album

Ho molto apprezzato anche i toni cinematografici presenti – basti ascoltare la title track: in ogni brano si percepisce il pathòs dell’intero progetto, l’emozione irripetibile di ogni passo verso la sua conclusione.

Come abbiamo già detto, tutto questo lo rende un disco complesso e che potrebbe non essere adatto a tutti per intensità: stiamo parlando di un lavoro articolato e che non punta ad essere un modesto disco di rapido consumo, ma un progetto di ampio respiro che tra salti dimensionali e implosioni cosmiche ci proietta all’interno di un nuovo universo musicale, proprio e personale.

DJ MYKE & GABRIEL 4
8.2

DJ Myke & Gabriel - Voyager

"Voyager" è l'Odissea nello spazio di DJ Myke e Gabriel: un viaggio che esprime in modo preciso (ed autentico) cosa significa fare musica. Quello che si avverte ascoltando il Joint Album è la cura certosina per il dettaglio: melodie, citazioni, riferimenti testuali fanno di questo disco un gran primo progetto per un nuovo artista che si affaccia sulla scena, e un grande ritorno per uno dei più apprezzati veterani dell'urban italiano.

Testi

8.0

Strumentali

8.5

Stile

8.0

Pro

  • Tracklist variegata
  • Testi pieni di riferimenti a cinema, arte, filosofia
  • Scratch e tecnicismi impeccabili
  • Sound riconoscibile

Contro

  • Concept corposo e non adatto a chiunque
Conosci meglio

La musica mi accompagna sin dall'infanzia. Ho studiato la musica classica e lavorato sull'elettronica. Ogni suono è un colore sulla tela della quotidinità: "una vita senza musica non è vita."
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