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Recensione

Capo Plaza: da Salerno alla East Coast e ritorno

Capo Plaza Copertina Plaza

Capo Plaza ha pubblicato per Warner Music Italy il suo secondo album solista, Plaza. Dopo l’enorme successo di 20, l’hype per l’uscita di questo lavoro era molto alto, anche alla luce degli importanti feat internazionali annunciati prima della pubblicazione. E infatti la tracklist segue il percorso aperto da Famoso e ci sorprende per la presenza di artisti americani di primo livello come A Boogie Wit da Hoodie (con cui Plaza aveva già collaborato nel remix di Look back at it), Lil Tjay e soprattutto Gunna. Vediamo insieme se l’album ha soddisfatto o meno le aspettative che si erano create attorno al progetto del giovane fuoriclasse di Salerno.

Testi

I testi seguono lo stile classico dell’artista, per cui troviamo molti riferimenti alla vita di strada, al “blocco” e al fatto di essere “partito dal niente”. Dopo l’inizio molto street, il disco diventa più introspettivo con tracce come Successo, Fiamme Alte e Tevez. L’atteggiamento più hustle lascia spazio a dei testi in cui vengono esposte le incertezze, i dolori e le paure di Plaza. Questa nuova versione del rapper salernitano mostra una crescita artistica e personale di Capo, che in questo lavoro raggiunge un nuovo livello di maturità rispetto al giovane spensierato che abbiamo ascoltato in 20.

Strumentali

L’intero comparto musicale è stato prodotto dal triumvirato AVA-Capo Plaza-Mojobeatz. Sull’onda provocata dal successo del compianto Pop Smoke, il team di Plaza aggiunge dei pezzi drill come Plaza e Ferrari alle sonorità trap americane che hanno sempre caratterizzato lo stile dell’artista. L’alternanza di flow e un ritmo che va su e giù in maniera equilibrata, tuttavia, non riescono a dare al disco la varietà necessaria per tenere alta l’attenzione dell’ascoltatore per tutta la tracklist, che dopo la prima metà dell’album viene stimolata solo dalle strofe degli artisti internazionali.

CapoPlaza 02 2019
Capo Plaza

Stile

Come già detto, Plaza unisce al suo stile da trapper “classico” il tentativo di creare una drill italiana. Se, da un lato, prende come riferimento degli stili che stanno avendo un grande successo all’estero, dall’altro non si perde in uno sterile manierismo, ma, al contrario, riesce a colorare in maniera originale una wave che ancora non ha avuto una grande diffusione nella scena italiana.

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Non si può, poi, non sottolineare nuovamente che la presenza di artisti americani ed europei di alto livello alza l’asticella di tutto il progetto Plaza, e dimostra come il rapper campano stia dando seguito alle sue più volte dichiarate intenzioni di diventare un rapper di respiro internazionale. Non è un caso che l’unico featuring italiano del disco sia proprio Sfera Ebbasta, l’artista che più di tutti sta tracciando la strada nel portare il rap nostrano al di fuori dei confini nazionali.

6.3

Capo Plaza - Plaza

Se da un certo punto di vista l'album dimostra una crescita artistica di Capo Plaza, dall'altro il risultato complessivo non sembra essere all'altezza delle grandi aspettative create dal successo di "20" e dai tanti nomi internazionali della tracklist. Il disco parte forte nelle prime tracce, ma poi sembra arenarsi verso metà, nonostante le strofe di Lil Tjay, A Boogie e Luciano che scuotono, purtroppo solo temporaneamente, l'attenzione dell'ascoltatore.

Testi

6.5

Strumentali

6.0

Stile

6.5

Pro

  • sonorità drill riprese in modo originale
  • featuring di respiro internazionale
  • maturazione rispetto al lavoro precedente

Contro

  • ritmo ripetitivo nella seconda metà
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