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Intervista

Catarsi: l’album-liberazione di Price

Price

Il 29 gennaio 2021 Price pubblica il suo album ufficiale dal titolo Catarsi. L’artista classe ’97 ci presenta un progetto in grado di far collimare tutte le influenze musicali che Price ha avuto nel corso della sua carriera. In questo album figurano diverse collaborazioni a cominciare da DJ FastCut, Lospardbeat, Trace, Steve, Pol e Marcello Necci ma anche Er Drago, Weso e Smile. Ed ancora DJ Morg, DJ Snifta, DJ Sbu-T-effe e Ripper Mookie. Catarsi in 11 tracce unisce in sé molteplici artisti e i loro svariati modi di esprimersi pur restando estremamente introspettivo, viene quindi naturale chiedersi: chi è l’autore di tutto ciò?

Ciao Price! Per cominciare, ti va di presentarti al nostro pubblico?

Ciao ragazzi, sono Edoardo in arte Price, classe ’97 e vengo da Frosinone. Sono ormai 7 anni che faccio rap e il 29 gennaio ho pubblicato il mio primo album ufficiale con Eifes Music per Artist First dal titolo Catarsi.

Ti ho conosciuto ad un live a Frosinone, quindi è d’obbligo chiederti, come hai vissuto questo anno durante il quale non hai potuto esibirti live?

È stato un periodo particolarmente frustrante ma allo stesso tempo riflessivo. Ho sempre fatto più live possibili e negli ultimi anni quasi ogni mese, quindi trovarmi vincolato in questo modo mi ha tolto una valvola di sfogo essenziale oltre che, a parer mio, la parte più bella del fare musica – appunto i live. Personalmente, però, ho riversato il tutto sui molti featuring usciti nel 2020 e nella stesura completa dell’album.

Da dove nasce l’esigenza di realizzare un album come Catarsi?

Non saprei definire con certezza da cosa nasce Catarsi, senza dubbio da vuoti emotivi di grandezza esponenziale. Ho dovuto lasciarmi alle spalle un periodo fondamentale della mia vita e l’ho fatto uccidendo una parte di me. Scrivere quest’album per me è stato necessario, sentivo di dover esternare le sensazioni che provavo dentro di me senza alcun filtro; portate all’estremo forse sì, ma credo che filtrare le emozioni soprattutto nell’arte sia inappropriato, rischi solo di mandare il messaggio sbagliato. E poi cosa sarebbe l’arte se la si vincolasse? Sarebbe come censurarla. Credo che qualunque disco debba nascere dalla necessità di farlo, ma è ovviamente una mia idea, forse anche un po’ pessimistica (ride, ndr). C’è chi fa un disco per la semplice voglia di farlo, ed è bellissimo anche così.

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Price

Se potessi scegliere un brano preferito dell’album, quello al quale sei più legato, quale sarebbe?

Sono legato a quest’album in maniera assoluta. I brani più emotivi sono certamente quelli in cui ci sono più pezzi di me e a cui quindi do un peso senza dubbio diverso, come Es, Nemesi, Catarsi, Nudità o Gran finale. Ma il brano a cui sono più legato è Paramità; è la traccia che sento più mia, poiché dentro ho detto tutte quelle cose che non sono riuscito a dire in prima persona. Impersonandomi in questo “Fabio”, protagonista della storia, sono riuscito a parlare con più leggerezza di quello che sentivo anche se il peso dentro di me era enorme. Senza dubbio è un mattone che va ascoltato con molta attenzione, ma questo vale per la maggior parte dell’album. Non è certo un ascolto effimero, per me è una delle tracce migliori che abbia mai realizzato concettualmente, musicalmente e tecnicamente.

Il progetto è particolarmente intimo, a chi hai voluto affidare la produzione delle basi?

Le produzioni dell’album sono affidate ai miei collaboratori più fidati, ma su questo disco siamo davvero tantissimi. C’è Marcello Necci, veterano della produzione con cui lavoro da anni, lo stesso che ha registrato mixato e masterizzato l’intero album, poi ci sono Trace, Pol, Steve e Lospard, ragazzi della mia zona che a parer mio sono incredibili, sarebbe impossibile non includerli in un progetto. Molte tracce comprendono insert o assoli di chitarra, un brano è completamente suonato, quindi ci sono vari musicisti. Gianluca Spaziani, Matteo Natalia e Pier Simone Cinelli. Tutti ragazzi con cui negli anni ho formato varie band che spaziavano dal crossover al Jazz Rap. C’è Giulio Ronzoni, cantautore che ha prodotto e cantato nella title track. E c’è la partecipazione speciale di DJ Fastcut. Senza scordare tutti gli scratch compresi nell’album: Necci, DJ Morg, DJ Sbutf, DJ Snifta e Ripper Mookie. Tutte persone che ho avuto il piacere di conoscere nell’ambiente durante live o contest.

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Catarsi cover

Nonostante sia un album introspettivo, ho visto che sono presenti diverse collaborazioni. Sono tutti artisti che hai conosciuto durante i live?

Anche per le collaborazioni, sono tutti ragazzi che conosco personalmente con cui ho condiviso molto. Per me alla base della collaborazione c’è la conoscenza personale, se non ci conosciamo bene difficilmente collaboreremo su un brano, Necci, Giulio Ronzoni, Er Drago, Weso e Smile sono tutti miei fratelli. La maggior parte li ho conosciuti tutti durante i live, hip hop e non.

In Torno tardi c’è una citazione di un artista importante – di cui non diciamo il nome, così dovete andare a sentire il brano ;) -, quali sono gli artisti che prendi ad esempio e/o che ti ispirano?

Avendo influenze da tantissimi generi, gli artisti che mi ispirano sono veramente troppi. In questo album puoi sentire l’influenza del Crossover alla Rage Against the Machine, Senza dubbio Primo Brown e Claver Gold, Eminem in alcune tracce. Tantissimo anche Kurt Cobain, più svariate citazioni ai Pink Floyd che sono ormai parte del mio DNA da sempre. Anche nel finale dell’album in termini musicali ho cercato di rifarmi molto a loro, ma espongo in quest’album tutte le mie influenze musicali, ho deciso spontaneamente di non darmi una direzione.

Price

Ci sono in programma video ufficiali di qualche traccia, oltre al video già edito? E se sì, puoi farci un piccolo spoiler?

Come hai detto, è uscito martedì il video di Catarsi con Giulio Ronzoni, diretto dal mio amico e socio Fralma. C’è in programma un altro video, sì, ma attualmente l’idea che mi gira più in testa è quella di una versione Deluxe con nuovi brani. Nulla di certo per ora, a parte altra musica.

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Prima di lasciarci, mi incuriosisce sapere una cosa: come va ascoltato Catarsi? In macchina durante un viaggio, in casa con le cuffie…

Bella domanda. Credo che Catarsi vada ascoltato in qualunque posto tu voglia, ma il più possibile solo con te stesso. Ci sono tracce che pompano e prese a bene, ma credo sia un album da mettere su quando si vuole pensare, o ci si vuole sentir capiti.. se fumi è ancora meglio! Lo considero un album empatico, se non capisci lui, lui capirà te, prima o poi, quindi credo che ci si debba fermare, rilassarsi il più possibile, e metterlo in play, che poi è come a parer mio bisognerebbe ascoltare qualunque disco la prima volta che lo si ascolta.

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Il mio primo incarico fu quello di costruire le navi che portarono gli Achei a Troia, ma con la crisi che c'è, ho preso a farne solo di carta e di dimensioni microscopiche. Assidua mangiatrice di lasagne e libri. Probabilmente sono l'anima gemella di Hannibal Lecter. Dite Mellon ed entrate.
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