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Digging in the webIntervista

“Vivi in pace adesso?”: vi presentiamo Trunchell, Etc.

Trunchell, Etc.

Torna Diggin In The Web, con l’unico obiettivo di dare uno spazio ai nomi più interessanti dell’underground italiano. Oggi siamo qui con Trunchell, Etc. artista che ha deciso di farsi un regalo il giorno del suo compleanno e pubblicare Vivi in pace adesso?. Al brano ha lavorato Elle, producer e amico dell’artista originario di Matera. Il brano si allontana dai canoni del rap e strizza l’occhio ad un mood che potremmo quasi definire punk, ma non sta a noi dare etichette al percorso artistico, quindi lasceremo che siano il brano ed il suo autore a parlare…

Ciao Trunchell, Etc.! Benvenuto su lacasadelrap.com. Presentati ai nostri lettori!

Ciao a tutti e grazie innanzitutto! Trunchell, Etc. è la pioggia dopo l’armageddon, la via di mezzo tra persona e personaggio. Non vivo di musica, ma vivo la musica, e questo è il motivo per il quale porterò sempre contenuti nei miei brani. Trunchell, Etc. è lo pseudonimo di Francesco Truncellito, sono nato a Matera (Basilicata) nel 2000, ma vivo a Milano da ormai 3 anni. Qui ho trovato uno spiraglio di luce per la mia musica e per la mia carriera universitaria come giurista. Il mio background è improntato sul metal, il punk e l’alternative rock, infatti ho suonato in diverse band prima di dare inizio a questo progetto. Sono attivo dal 2012 come batterista e dal 2017 come cantante.

Vivi in pace adesso? è un singolo dalle sonorità cupe e graffianti, qual è stata la scintilla che ha dato via a questo flusso di pensieri?

Vivi in pace adesso? è il mio primo singolo dalle sonorità che si discostano dalla parte più hardcore del rap. Tutti i miei testi sono colmi del più svariato citazionismo e poggiano su beat aggressivi e pesanti. Questa, invece, è stata la mia rinascita, la scoperta di una mia ennesima sfaccettatura. Non ho deciso a priori di “provare” altri generi, ho basato la scelta su ciò che sentivo di tirar fuori, ed è stato apocalittico. Vivi in pace adesso? può considerarsi una canzone d’amore, una dedica non banale e alchimicamente raffinata. Sentivo di dare amore, ma in maniera indiretta, e ciò si può evincere dalle numerosissime metafore e giochi di parole utilizzati nel testo. Il mio intento è quello di far immedesimare l’ascoltatore, ma lasciandogli libera scelta! Deve essere lui a decidere la fine. Proprio per questo mantengo un parallelismo tra bene e male, inferno e paradiso, amore e odio, in cui l’ascoltatore ha libero arbitrio.

Trunchell, Etc.

Lo stereotipo dell’artista è quello di un personaggio tormentato. Credi che l’irrequietezza dell’animo sia un buon carburante per fare arte?

Vedo l’arte come un bisogno di fare i conti con se stessi. L’artista è colui che non riesce a parlarsi allo specchio e si serve della sua arte per farlo. Personalmente, credo che lo star male dell’artista possa essere un tassello importantissimo per la sua opera d’arte, ma non basta. La mentalità e lo scopo sono fondamentali per la ricerca del proprio pubblico e della propria forma d’arte. Chiunque vorrebbe vendere la propria arte, ma sta tutto nel modo in cui la si vende, nel modo in cui si riconosce la propria onestà intellettuale. Se un pubblico acclama frivolezza e stupidità, non spetta all’artista che vuole portare contenuti accontentarlo. Tenere ben distanti persona e personaggio può essere la carta vincente! Io, ad esempio, ho spesso parlato nei miei brani di un malessere appartenente esclusivamente al mio personaggio e non alla mia persona. La persona che cerca di diventare il proprio personaggio, muore.

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A chi hai affidato la produzione di “Vivi in pace adesso?“?

La produzione di quest’ultimo singolo è stata curata da Elle. Lo conosco personalmente da molto tempo, ma è stato il primo progetto insieme. Quando mi mandò il beat di Vivi in pace adesso? pensai subito che sarebbe stato il tappeto perfetto per queste note. C’è stata da subito affinità nel concepimento del brano e l’ho visto affiatatissimo sin dalle prime demo. Stiamo lavorando ad altro insieme.

Vivi in pace adesso? Cover

Nel brano citi strumenti come violini, contrabbasso e violoncello, suoni qualche strumento? Quali sono gli stili musicali dai quali trai maggiore ispirazione?

Suono la batteria da 10 anni. Ho citato strumenti orchestrali perché mi hanno sempre affascinato e aiutano il brano a conservare un’eleganza nell’intonazione. Il contrabbasso lo associo alla solitudine, citando uno dei miei artisti preferiti che è Claver GoldTriste e solo come un contrabbasso che aspetta l’orchestra”. Il mio artista preferito in assoluto è Marilyn Manson ed è proprio da lui che spesso riprendo gli scenari cupi e malinconici dei miei pezzi, amalgamando vecchio e nuovo, eleganza e trasandatezza. Provengo dal rock e dal metal, ma apprezzo la buona musica appartenente a qualsiasi genere, soprattutto se evoluta nel tempo. Non ho mai saputo categorizzare la mia musica, molti l’hanno definita come Horrorcore, sia per la pesantezza delle sonorità e sia per i riferimenti nei testi che spesso tendono al mondo biblico, esoterico e filosofico/cinematografico.

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Questo brano anticipa una tua prossima uscita? Puoi farci uno spoiler?

Vivi in pace adesso? è il terzo singolo, dopo Gennaio. e Il veneficio del dubbio, che precede l’uscita del mio primo album ufficiale: Camera n.9. Vi anticipo che riuscirà a toccare più generi, dal rap classico al drill, dal punk al conscious. L’elemento principale sarà il veleno, in ogni sua forma, e la tematica base verterà sulla rinascita del proprio io. Ci sto lavorando con Elle, il produttore dell’ultimo singolo, e con il mio produttore storico che è Gaedi. Sarà un progetto molto intimo, con la speranza che qualcuno ci si possa immedesimare e possa riflettere, così da bagnare qualche foglio di lacrime, proprio come ho fatto io nella sua realizzazione.

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Il mio primo incarico fu quello di costruire le navi che portarono gli Achei a Troia, ma con la crisi che c'è, ho preso a farne solo di carta e di dimensioni microscopiche. Assidua mangiatrice di lasagne e libri. Probabilmente sono l'anima gemella di Hannibal Lecter. Dite Mellon ed entrate.
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