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Intervista

Random, il racconto di Nuvole: l’intervista

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Pochi giorni prima dell’uscita di Nuvole abbiamo incontrato (virtualmente) Emanuele Caso, in arte Random, sulla terrazza del Palariccione, proprio il posto che, come ci ha raccontato, lo ha visto nascere come artista. Emanuele è un vulcano di entusiasmo e con ottimismo ha tenuto a bada l’apprensione per la pubblicazione del nuovo disco, disponibile all’ascolto dallo scorso 2 aprile per Believe.

Ci ha parlato degli esordi con Tik Tok, della collaborazione con Guè Pequeno, con Giò Evan e di come ha vissuto la creazione di questo suo terzo progetto, del quale i fan avevano avuto un assaggio già a Sanremo con il brano Torno a te.

Qui potete leggere l’intervista completa mentre ascoltate Nuvole, e provate a cercare in ciascuna traccia un’immagine, o la forma in cui riconoscervi. Il disco è il racconto dell’importanza dei sogni, che, come le nuvole, hanno per ognuno un volto diverso.

Come avevi anticipato, l’album racconta dell’importanza dei sogni. Quali sono i tuoi adesso?

I miei sogni sono sempre gli stessi: continuare a fare musica per sempre, aiutare le persone trasmettendo dei messaggi, e il più grande di tutti, suonare un giorno in uno stadio!

Vogliono essere noi, nel ritornello dell’omonimo brano ti riferisci a chi ti apprezza, a chi aspira a fare il tuo stesso percorso o, forse, agli haters?

In questo brano mi riferisco a diverse tipologie di persone: sia a quelli che ci vedono come un esempio e cercano di seguirlo, sia a quelli che invidiano il nostro modo di essere sempre autentico. A noi non servivano i soldi per stare bene, divertirci ed essere “fighi”.

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Se spingo troppo vedo rosso, papavero. Vacci piano, come ci hai detto, è un pezzo che fa riflettere sugli eccessi, sulla capacità di vivere da rockstar, sfiorando i limiti ma avendo la capacità di non superarli. Come è nato il brano con Guè, con cui hai sempre sognato di collaborare?

Il brano con Guè è nato durante una giornata particolare: Zenith e io abbiamo composto questo pezzo nella mia cameretta, mentre l’idraulico sistemava il lavandino otturato! È un pezzo molto figo e sono contento che Guè ci sia entrato così bene: ha compreso al massimo il messaggio che volevo comunicare e il mood che volevo ricreare e lo ha reso suo, sono contentissimo.

Torno a te è una canzone che invita le persone a tornare alla spensieratezza, è una riflessione nata dal momento storico che stiamo vivendo o da un’esigenza personale di leggerezza, di riscoperta delle cose più autentiche?

È una riflessione che contiene entrambi i concetti: per il periodo storico che stiamo vivendo è la speranza di tornare alla vita, e quando tutto questo finirà sono sicuro che saremo capaci di riprovare certi sentimenti come se fosse la prima volta.

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Anche per te, come per tanti artisti, il secondo disco ha rappresentato una sfida?

In realtà questo è il mio terzo disco, anche se la fama è arrivata solo con il secondo. Incidere un nuovo disco è sempre una sfida perché devi dare ogni volta qualcosa di nuovo alle persone. Secondo me fare un disco solo per il bisogno di far uscire qualcosa è come non farlo. Deve essere una sfida continua, bisogna cercare sempre l’innovazione, facendo qualcosa che non sia stato fatto prima.

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Com’è stato collaborare con Gio Evan, che tra i feat sembra il più affine alla tua scrittura?

Gio Evan è una persona speciale, un grande, un esempio da seguire, un poeta. Ho sempre letto i suoi libri e tratto ispirazione da quello che fa, ed è stato bellissimo incontrarlo perché abbiamo trovato una linea di comunicazione tutta nostra, a livello musicale, artistico e personale. Gli voglio bene!

Hai detto che non vuoi restringere la tua musica ad un unico genere. Con Nuvole quindi cosa pensi di aver creato, è frutto di una contaminazione? A quale sonorità pensi si avvicini di più?

Sì esatto, preferisco non limitarmi, non essere inquadrato in un solo genere e l’album ha uno stile proprio, qui da noi non ci sono prodotti come il mio nuovo disco.

Intendi dire che si tratta di una novità per l’Italia, e che all’estero ci sono sonorità come quelle del tuo progetto? Quali sono le tue influenze? Cosa ti ispira?

Pur non ricercando un vero e proprio spunto, mi faccio ispirare dagli artisti che ascolto, principalmente Selena Gomez, Justin Bieber, Dua Lipa ed altri del mondo americano e anglosassone.

I fan hanno smesso di confondere il tuo nome con Chiasso? Senza quel successo e Tik Tok il tuo percorso artistico sarebbe stato diverso?

Assolutamente sì, l’obiettivo di slegarmi da Chiasso è arrivato ma ci è voluto un grande lavoro. Non mi piace essere sovrastato dal successo di una sola canzone. Senza quel successo e senza Tik Tok il mio percorso sarebbe stato diverso, ma non voglio pensare a come sarebbe stato perché è andata così ed è andata bene.

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