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Approfondimento

Fastlife Mixtape: una storia lunga 15 anni firmata Guè e DJ Harsh

fastlife 4

A 9 anni dall’ultimo capitolo, Guè Pequeno e DJ Harsh riprendono in mano la loro saga di mixtape pubblicando Fastlife Vol.4. In oltre un anno di pandemia durante il quale concerti ed eventi musicali sono rimasti bloccati, Guè non ha di certo lasciato la sua fan base a bocca asciutta: Mr. Fini ad agosto 2020 (clicca qui per leggere la nostra recensione), la deluxe edition per i 10 anni di Ragazzo d’Oro, svariati featuring, e ora persino il sequel di un progetto che sembrava essersi concluso nel 2012. Abbiamo colto quest’occasione per fare un breve recap dell’intera saga in modo da capire come i mixtape si sono evoluti nel corso degli anni. Allacciate le cinture e preparatevi ad un viaggio lungo 15 anni.

Fastlife Vol.1

Portiamo le lancette indietro al 2006. I Club Dogo sono al loro secondo album in studio, Penna capitale. L’anno prima, la Dogo Gang aveva pubblicato Roccia Music I, col quale un giovane Fabio Rizzo, in arte Marracash, iniziava a farsi notare dalla scena rap. Guè, ancora lontano dall’uscita del suo primo album ufficiale senza i Dogo, muove i primi passi da solista pubblicando il mixtape Fastlife Vol.1 (clicca per ascoltarlo), che segue il suo primo EP, Hashishinz Sound Vol. 1, pubblicato l’anno precedente.

Lo stile è quello classico dei mixtape, quindi via i concept e i pezzi conscious per far spazio a punchlines ed egotrip. 20 tracce di puro gangstarap in cui Guè dà libero sfogo alle sue pulsioni più selvagge: i soldi, la droga, le tipe degli altri. Fastlife Vol.1, come i successivi due volumi, è un mixtape “vecchia scuola”, per cui si tratta di un disco che utilizza basi edite, di solito americane, rilasciato in free download (in questo caso su MySpace, R.I.P.). Solo tre sono i pezzi che non contengono featuring. Per il resto, il disco contiene 26 collaborazioni, tra cui Jake La Furia, Inoki, Marracash, Noyz Narcos e molti altri.

fastlife vol.1

Fastlife Vol.2

Siamo nel 2009. I Club Dogo raggiungono l’apice del loro successo con Dogocrazia e mancano ancora due anni all’uscita di Ragazzo d’Oro. Questa volta i pezzi sono 23 con altre 26 collaborazioni. Molti degli artisti presenti nel mixtape avevano già partecipato al volume precedente, ma ci sono anche importanti new entries come i Co’Sang ed Entics.

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Fastlife Vol. 2 (clicca per ascoltarlo) è ancora più arrabbiato del mixtape precedente: Guè è ormai un artista che ha consolidato il suo status all’interno della scena ed è consapevole dei vantaggi e degli svantaggi derivanti da questa posizione. Ai temi classici della “vita veloce”, infatti, si aggiungono attacchi molto diretti ad altri artisti della scena e ai giornalisti. Al riguardo, sono rimasti iconici il dissing contro Mondo Marcio contenuto nel brano Sempre in giro e le accuse dirette ad alcuni giornalisti di XL e Rockit in Middle Finger (XL & Rock IT Dissing).

Ti prendi male per la merda che dico, guarda che sto mondo è marcio come il rapper fallito.

fastlife vol.2

Fastlife Vol.3

Passiamo al 2012. Sono due anni di svolta per la carriera di Guè Pequeno. Nel 2011 c’era stato il suo esordio ufficiale da solista, mentre lo stesso anno i Dogo pubblicano il loro sesto album in studio, Noi siamo il club. Il terzo capitolo della saga Fastlife (clicca per ascoltarlo) conta meno tracce dei due precedenti (17), ma le vere novità le troviamo nelle collaborazioni. A parte qualche veterano, infatti, la maggior degli artisti presenti nel mixtape sono rapper della generazione emergente come Ensi, Salmo, Gemitaiz ed Emis Killa. Guè per la prima volta indossa i panni del mentore per le nuove leve della scena, ruolo che continuerà a ricoprire anche negli anni successivi.

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Anche stavolta, il lavoro è grezzo, senza filtri, né compromessi. Nonostante l’ascesa già intrapresa dal rap all’interno della discografia italiana, il mixtape mantiene ancora lo spirito originale fatto di basi “rubate” dagli americani, free download e testi tanto egoriferiti quanto aggressivi. La barra che ha fatto più discutere in questo disco è di certo la rima contro gli omosessuali di Salmo, contenuta nel pezzo Merda in testa.

Se avessi un figlio gay sicuramente lo pesterei,

Vuoi far suonare in giro Salmo chiama il 666

fastlife vol.3

Fastlife Vol.4

Con un salto temporale di 9 anni ci ritroviamo nel 2021. Guè è ormai un “padre nobile” del rap in Italia. Qualche mese prima è stato pubblicato il lavoro della maturità, Mr. Fini, che è anche il settimo album ufficiale da solista del Guercio. Il rap ha definitivamente compiuto il salto di qualità, diventando il genere che domina le classifiche discografiche italiane.

In questo nuovo contesto, Fastlife Vol.4 non poteva mantenere il format classico del mixtape: per il livello di attenzione che ormai viene generato dal rap, non ci si può più permettere di utilizzare basi edite; mentre il free download ha ceduto il passo alle piattaforme streaming. Come spesso avviene con i mixtape moderni, infatti, questo lavoro è un vero e proprio album, con meno impegno a livello di immaginario e singoli da classifica.

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Guè e Harsh hanno tentato di mantenere un’atmosfera underground nei testi e nelle produzioni, sebbene il risultato finale sia molto meno “grezzo” rispetto ai primi volumi. Il sapore di strada, crudo e old school che si assapora per tutto il disco non nasconde un grado di ricercatezza superiore se comparato con gli altri mixtape. Anche a livello di struttura, il lavoro è più fruibile con 14 tracce invece delle 20 del primo volume o le 23 del secondo. Ancora una volta, tante sono le collaborazioni che rappresentano un buon mix tra artisti affermati (come Marra, Noyz, Gem, Luché, Salmo) e giovani emergenti (MV Killa, Vettosi, Rasty Kilo).

Per concludere, Guè Pequeno dimostra ancora una volta di essere un artista completo, capace di tirare fuori pezzi che, pur riproponendo suoni che rimandano un’epoca passata del rap italiano, risultano del tutto attuali e non datati. Cosimoney ci consegna un lavoro che è un tributo ai suoi primi lavori da solista, ma che riesce anche ad essere a suo modo senza tempo.

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