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Intervista

Wemme Flow ci racconta la sua Bologna con l’album Direzione stelle

wemme flow direzione stelle scaled

Il 19 marzo 2021 è stato pubblicato per Sony Music Italy il primo lavoro del giovane Wemme Flow, un disco molto diverso rispetto agli standard attuali: stiamo parlando di Direzione stelle, un album che riuscirà sicuramente a rapire i cuori di tutti quei romantici che non disdegnano l’attitudine rap e il mondo delle rime. Ebbene, il progetto dell’artista bolognese ha una grande peculiarità: Wemme Flow infatti è riuscito a trasportare nel suo immaginario il mondo dei grandi cantautori bolognesi – Morandi, Vasco Rossi, Ligabue – non come banale imitazione, ma attraverso una nuova proposta fresca e giovane.

In verità, Wemme Flow è un nome che conosciamo già da un po’ : lo abbiamo spesso ospitato nella nostra playlist dedicata agli emergenti Unità Cinofilaper non perderti nessun aggiornamento clicca qui. Proprio in virtù di questo (emozionante) disco, abbiamo deciso di rivolgergli alcune domande e capire ancor meglio il profondo legame che unisce l’artista alla sua terra.

Ciao Wemme e benvenuto su lacasadelrap.com. Quando hai iniziato ad approcciarti alla musica? I tuoi genitori hanno avuto un ruolo in tutto questo?

I miei primi approcci con la musica risalgono a quando ero ancora piccolo e stavo con la mia famiglia, facevamo lunghi viaggi in macchina ascoltando la radio, in particolare i dischi di Vasco e dei Pooh. Crescendo mi sono appassionato al genere che oggi faccio: la mia prima canzone registrata al microfono risale a quando avevo 14 anni, cioè nel 2014, da lì in poi non mi sono più fermato.

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Come è nato l’amore per la musica rap e per la cultura hip hop? Hai un ricordo di quando hai capito che questa musica avrebbe potuto essere più di una passione per te?

La mia passione per la musica rap è nata ad 11 anni, quando iniziavano ad uscire le prime hit nazionali di rapper che riuscivano a passare in radio e ascoltandole mi sono subito molto interessato. Piano piano questa curiosità si è trasformata in ambizione e mi sono detto <<voglio essere io a far provare queste emozioni agli altri>>. Ad oggi, però, il rap prima di essere un lavoro è un’enorme passione; il giorno che non proverò più questi sentimenti smetterò. Qualsiasi cosa fatta con passione ha un sapore migliore: senza passione un artista non riesce più a trasmettere emozioni.

wemme flow
Wemme Flow

Ti va di raccontarmi alcuni dischi che per te sono importanti a livello artistico?

I dischi che mi hanno influenzato di più sono Prima Scelta di Giame e Terza Stagione di Emis Killa, quando li ho ascoltati per la prima volta c’è stato qualcosa che mi ha colpito profondamente.

Il disco si apre con il brano Cremonini: le liriche pop incontrano il rap. Quale secondo te può essere la hit del disco?

Credo che la hit del disco sia Bolo, che con il suo ritornello arriva immediatamente a tutti, anche se ho cercato di dare una sonorità unica ad ogni canzone. Bonjour, invece, penso possa arrivare a un pubblico diverso rispetto al mio solito.

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Un altro brano che sicuramente spicca nella tracklist è il featuring con Tredici Pietro: come è nata questa collaborazione?

Io e Pietro ci conosciamo da un paio di anni: la collaborazione è nata per stima artistica reciproca; ho voluto fortemente che fosse nel mio primo disco, proprio perché lo reputo uno degli artisti più rappresentativi dell’attuale scena bolognese.

wemme flow
Wemme Flow

Ti andrebbe di parlarci del tuo legame con la città di Bologna, visto che diverse canzoni hanno proprio come focus il valore che questa città ha per te?

Bologna per me è una parte essenziale: mi sento a casa quando cammino per le sue vie. Oltre ad essere una città stupenda, si vive e si respira un clima unico; credo però, che se fossi nato in un’altra città l’avrei fatta mia esattamente come per Bologna in questo disco. Devo ammettere che con la mia città ho però un rapporto di amore e odio, come spesso accade quando vivi un posto fin da bambino.

Ora che il futuro non è più assolutamente certo come in passato, come lo immagini?

Mi sono autoimposto di non pormi traguardi, anche se spero di arrivare sempre a più persone possibili attraverso la mia musica. Non è importante quanto tempo ci metterò per fare tutti i passi giusti, l’importante è farli uno dopo l’altro.

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La musica mi accompagna sin dall'infanzia. Ho studiato la musica classica e lavorato sull'elettronica. Ogni suono è un colore sulla tela della quotidinità: "una vita senza musica non è vita."
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