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Recensione

TAXI DRIVER, una corsa in auto verso il cambiamento di Rkomi

rkomi taxi driver

Mirko Martorana, in arte Rkomi, il 30/04/2021 pubblica il suo terzo album Taxi Driver per Island Records/Universal Music Italia.           

La carriera di Rkomi potrebbe parlare sola: conosciamo il suo genere (lui nasce come rapper), ma ad oggi non sappiamo più se sia la corretta definizione. Mirko cresce nel quartiere popolare di Calvairate, appartenente al Municipio 4 della città di Milano, da qui gli esordi e Zona 4 Gang. Si avvicina al rap grazie ad un gruppo della sua compagnia che ascoltava hip-hop, ma l’incontro decisivo è quello a 14 anni con Tedua. Dal primo progetto musicale Keep Calm Mixtape, al primo EP Dasein Sollen, poi il primo album Io in terra potevamo identificare il genere musicale di Mirko come rap/hip hop, ma dal 2019 in Dove gli occhi non arrivano, suo secondo album (lo abbiamo recensito qui), qualcosa comincia a cambiare e questa metamorfosi artistica la vediamo attuata in maniera del tutto definitiva in Taxi Driver.                               

rkomi taxi driver

Mirko nell’album è un tassista che compirà un viaggio urbano, proprio come ha fatto il protagonista dell’omonimo film di Scorsese, e sarà accompagnato in ogni traccia da artisti diversi, esclusi i due brani in cui è da solo – Partire da te e la title track Taxi Driver. Il taxi è un luogo di riflessione e dialogo, non ci sono delle collaborazioni, ma dei veri e propri duetti che diventano dialoghi. Si metterà la marcia verso nuovi territori, come quelli dell’indie e dell’urban pop, ma il disco alla fine è adatto un po’ a tutti: per chi è rimasto legato al vecchio Mirko non mancherà il rap legato ad alcune vecchie conoscenze, come Sfera Ebbasta, Ernia e le due new entry Roshelle e Chiello FSK. Mirko ha dichiarato di voler uscire dalla comfort zone e vorrebbe che al pubblico, ascoltando il suo album, brillassero gli occhi come brillano i suoi quando ascolta Dalla o Battisti.

L’album va ascoltato nella sua interezza, con grande pazienza. Un consiglio dato dallo stesso Rkomi è quello di provare a seguire la tracklist ed il viaggio senza passare prima dai brani che incuriosiscono di più. Quest’album è un preludio alla futura musica dell’artista, si accende il tassametro della sua anima per il contenuto molto autobiografico. Può piacere o non piacere, ma in sostanza è un disco bilanciato come lo yin e lo yang. Iniziamo la nostra corsa, entriamo nel mood e vediamo i dettagli dell’album.

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L’ALBUM

Annunciato il 01/04/2021, l’album esce in copia fisica e su tutti i digital store il 30/04/2021. 14 tracce, 13 inediti, 11 feat.

TESTI

In quest’album Rkomi stravolge anche il suo modo di scrivere. Il disco inizia con una intro dove Mirko ci fa entrare nel mood del disco e ci fa capire cosa andremo ad ascoltare, un vero e proprio viaggio in taxi pieno di dialoghi e riflessioni.

“Accompagno le persone nei loro pensieri così tante volte durante la settimana
Tanto da farmi coinvolgere, immedesimare”

Il progetto si articola su diversi generi: troveremo brani più pop, altre volte più indie pop, altre ancora pop-rap. Iniziando con quelli più pop, Partire da te ne è un primo esempio: una canzone d’amore, dove avere tante sfaccettature accresce la voglia di conoscersi sempre di più. 

“La mente è il nostro hotel, ma tu in che stanza sei?”

Si cambia marcia, Irama è l’ospite, il brano è Luna piena: semplice, pur mantenendo la complessità delle sue rime. Altro giro, altra corsa quando arriva Tommy Dali in Solo con me, in cui il brano è condotto quasi interamente dal passeggero. Proseguendo arriva Dardust in Sopra le canzoni, una canzone profonda, pop, arricchita dal pianoforte. Taxi Driver è l’ultimo brano di questo stampo, contenente riferimenti al film omonimo. Plauso per la traccia con Gaia, Mare che non sei, in cui è presente una delle strofe più poetiche che l’artista abbia mai scritto, un pezzo molto spirituale, in cui c’è un parallelismo quasi magico con il mare:

“Guardiamoci in faccia
Con gli occhi bendati
Nell’acqua scompari
Marinai in un mare che
Mare che non sei”

Passando ai brani più indie pop, Ho spento il cielo è il primo singolo dell’album (pubblicato come anticipazione), in cui Rkomi riprende la nota figura dantesca della donna angelo, che fa parlare Mirko e lo porta ad un contrasto tra se stesso e le proprie emozioni.

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“Io ti voglio bene, ma non posso mancarti a tal punto da farti impazzire o partire, lo sai che non amo saperti da sola a quest’ora”

Il viaggio prosegue sempre nella stessa direzione, ma questa volta il passeggero è Ariete, la nuova promessa già affermata dell’indie, in Diecimila voci. Rkomi affronta molte volte il tema della musica e dell’amore, come in Me o le mie canzoni, un brano in cui affronta il dubbio di una storia d’amore con una lei indecisa fra lui e le sue canzoni.

“Capita di non trovarsi
E ritrovarsi a caso sеnza nemmeno pensarci
Capita che legga e rilegga duecento volte una pagina
E non capisca, vuoi me o le mie canzoni?

RKOMI TAXI DRIVER

Arriviamo al pop rap. Sfera Ebbasta in Nuovo Range dà il suo contributo su un brano dolce, complesso e profondo nella sua superficialità, il tocco di classe sono le chitarre. Paradiso vs Inferno vede arrivare Roshelle: in questo brano c’è un climax, un parallelismo Paradiso-Inferno, lei rappresenta la coscienza di Mirko che lo bacchetta, uno dei due lati dovrà avere la meglio…

“Sono Roshelle in veste della coscienza di Mirko
Ed è stato bello”

Si va avanti, a bordo sale Ernia in Dieci Ragazze, qua l’ospite si divide in più personalità e si parla del rapporto con le donne. La citazione a Battisti l’avete sentita tutti, vero?

“Vorrei sapere chi ha detto
Che non vivo più senza te”

Come ultimo ospite, nell’ultima corsa, sale Chiello FSK, il brano è Cancelli di mezzanotte, in cui Mirko si collega ad una sua relazione passata e ci gioca su, con la sua continua voglia di cambiare nella vita.

Di sicuro, l’amore resta uno dei punti in comune a tutti i testi dell’album. Rkomi è riuscito a presentarli in veste sempre diversa, sperimentando con la propria voce ed evolvendo la scrittura verso una nuova fase della sua personalità artistica.

STRUMENTALI

Le produzioni sono tante, fra i nomi più conosciuti Shablo, Mace, Night Skinny, Dardust. Alcuni di loro avevano già collaborato con Rkomi e si conferma indubbiamente la grande intesa tra artista e producer. Le basi, nel complesso, risultano forse un po’ ripetitive, ma comunque per niente banali. Gli strumenti più usati sono le chitarre e il pianoforte, una scelta tradizionale che si discosta da ciò a cui le nostre orecchie sono sempre più abituate, ma assolutamente funzionale a creare l’atmosfera di un viaggio notturno in taxi. Qualche esempio? Nel brano Paradiso vs Inferno c’è un mix, si parte con il jazz, e si arriva alle batterie. Nel brano con Sfera gli strumenti principali sono le chitarre, in Sopra le canzoni invece il piano. Nel brano con Gaia si riesce a percepire una melodia diversa, molto esotica, questo grazie anche alla bravura della cantante nel cantare anche in portoghese. In Diecimila voci la chitarra ritorna nuovamente protagonista. In Nuova Luna, sembra di essere in una wave latin pop. Le altre basi sono tutte sul pop. L’impronta del cambiamento è ben visibile e “coraggiosa”, un termine che troveremo poco più avanti.

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STILE

Rkomi con Taxi Driver ha mostrato la sua definitiva svolta stilistica, non è più il Mirko di Aeroplanini di carta, ma lo troviamo in una nuova veste. Il nuovo Rkomi sta aprendo una nuova pagina della sua vita, una nuova parola per descrivere l’album è evoluzione. Questo lo possiamo notare anche in Paradiso vs Inferno, ove Roshelle, che nel brano interpreta la sua coscienza, afferma:

“Mirko è cambiato, Mirko è cresciuto”

L’album è un viaggio in cui gli ospiti si integrano bene, con l’artista principale e fra di loro; lo stesso Mirko ha descritto il disco come coraggioso, importante e sincero. Taxi Driver è una novità, frutto di un lavoro ben fatto, molto poetico e autobiografico. Lo stile è anche molto cinematografico, ricorda il film omonimo, e tutti i pezzi creano l’ambientazione all’interno di un taxi, luogo di riflessioni e dialogo anche molto profondo. Il disco in sostanza è ben riuscito, per gli amanti del pop consiglio vivamente l’ascolto, ma anche chi è rimasto affezionato al vecchio Mirko troverà pane per i suoi denti per la presenza di brani che rispecchiano anche le ambientazioni rap. Rkomi, si è evoluto ed è un nuovo artista, più completo e poetico che mai.

7.0

Rkomi - Taxi Driver

"Taxi Driver" mostra la nuova personalità di Rkomi, un album innovativo, sorprendente, coraggioso e sincero, per usare le sue stesse parole. Il lavoro è bilanciato, anche se l'estro artistico di Mirko è mutato, ma i più affezionati ai suoi vecchi lavori non rimarranno delusi. Il disco è adatto a tutti, spaziando tra pop, rap, indie. Mirko riesce a coinvolgere mostrando orgogliosamente una sua profonda crescita: chissà se riascolteremo mai qualcosa che lo rappresentava in passato, eppure questo episodio convince di più. Questo disco percorre tanti chilometri, permettendo all'ascoltatore di comprendere il nuovo Mirko e portando a chiederci cosa ci sia sulla strada della futura musica dell'artista.

Testi

7.0

Strumentali

7.0

Stile

7.0

Pro

  • Novità
  • Eterogeneità
  • Autobiografia nei testi

Contro

  • Strumentali un po' ripetitive
Conosci meglio

Ciao, sono Vincenzo, ho 20 anni e studio scienze della comunicazione. Sono un amante della musica, dello sport, della cucina e dell'arte. Penso che i social media siano la fonte principale per comunicare qualcosa e lanciare un messaggio qualsiasi. Instagram: vincenzo.torregrossa
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