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Recensione

Flu Game: l’incredibile partita di AJ Tracey

AJ Tracey

AJ Tracey è un membro attivo di quella aristocrazia di rappers inglesi che spopolano le classifiche europee: insieme ad artisti del calibro di Stormzy, Dave, J Hus e ultimamente Headie One, la sua versatilità gli permette di padroneggiare la sua identità indipendente anche nel mainstream in maniera molto fluida. Il rapper e cantante ha dimostrato di poter far convivere entrambe le cose, grazie anche all’educazione musicale ricevuta dalla madre DJ che lo ha cresciuto e lo ha ispirato all’ascolto di generi diversi, ampliando il suo bagaglio culturale e musicale. E in questo album Flu Game, Tracey ha dimostrato che la sua voce può funzionare in qualsiasi genere e stile. Il suo secondo album è pieno di successi, grandi hook e barre ben definite. 

Il punto di riferimento generale di questo record è il basket. Il titolo Flu Game è di per sé un riferimento alla leggendaria prestazione della star del basket Michael Jordan nella quinta partita delle finali NBA del 1997. Durante la partita, Jordan – fisicamente indebolito dagli effetti di un grave attacco di intossicazione alimentare sofferto la sera prima – riesce a superare la debolezza trasformando il gioco, e riuscendo a portare la squadra dei Chicago Bulls alla vittoria di 90-88 sulla squadra Utah Jazz. Quindi, il titolo Flu Game viene interpretato metaforicamente, proiettando l’idea di offrire una performance stellare quando tutte le  probabilità sono contro di te. In Flu Game, in breve, AJ si auto definisce come il Jordan del rap britannico, allegando un’ampia rete di collaborazioni per supportarlo abilmente. Tracey attira artisti britannici brillanti e di talento: Digga D (in Bringing It Back), Mabel (West Ten) e MoStack (Dinner Guest), assicurandosi artisti del calibro di NAV (Kukoč), T-Pain (Summertime Shootout) e Kehlani (Coupé).

Strumentali

L’album pullula di produzioni dinamiche che percorrono una linea agile tra ritmi trap, musica da festa internazionale e stili di UK rap londinesi. Ascoltando Anxious e Kukoč (un tributo all’ex giocatore di basket croato, Toni Kukoč, che divenne il primo giocatore europeo affermato a far parte del campionato nordamericano), si può capire di cosa sia fatto questo album. Troviamo AJ che ci stupisce direttamente con le sue barre strette, un flow regolare e hooks orecchiabili. La produzione nella prima metà dell’LP ha un’atmosfera serena, con bassi sontuosi e chitarre grintose che forniscono uno sfondo piacevole per il grande liricismo di AJ. La capacità di mescolare grime, drill, pop, garage, dancehall e soul con tale facilità è coerente in tutto.

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aj tracey

Testi

Nel mezzo dell’album, tuttavia, il tono si fa più introspettivo: così AJ Tracey inizia a mettere in discussione l’amore e il prezzo della fama in Little More Love, con ulteriori testi riflessivi sul suo background e tutte le difficoltà riscontrate in Perfect Storm e trasmettendo i lati più nascosti e oscuri della sua educazione in Ladbroke Grove. Bello lo spudorato Summertime Shootout, con il dio americano dell’autotune T-Pain, le influenze funk e R&B tirano sempre fuori il meglio dalla musicalità naturale di AJ e suggeriscono una direzione più fruttuosa e popolare. Senza menzionare altro, Dinner Guest e West Ten sono le vere protagoniste di questo progetto, caratterizzate da una chimica telepatica grazie anche agli artisti inglesi MoStack e Mabel che forse aiutano l’album a non perdersi nella mischia di tanti progetti commerciali.

aj tracey

Stile

AJ Tracey si è sempre vantato del suo stile eclettico, ribollendo per anni attraverso la scena grime aggressiva, facendo collaborazioni con artisti diversi, e poi ottenendo un enorme successo nel 2019 con Ladbroke Grove, una canzone nello stile garage estivo inglese. In Flu Game troviamo di nuovo qualcosa per tutti i gusti, dalle note di chitarra latina di Top Dog ai sample dance degli anni Novanta di Dinner Guest, dalla più lenta e minacciosa Glockie all’elegante R&B di Coupé, in cui la star californiana Kehlani canta un frammento delle Destiny’s Child. In conclusione, possiamo affermare decisamente,che in Flu Game il King della versatilità ci ha dimostrato ancora una volta che mischiare l’originalità con la convenzionalità a volte può portare buoni frutti.

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7.0

AJ Tracey - Flu Game

Sebbene non tutte le tracce siano una schiacciata totale, AJ ha creato un altro progetto di successo, un album infuocato, pieno di singoli e melodie contagiose, carico di riferimenti al basket, da cui trae la sua energia: Tracey supererà qualsiasi ostacolo (anche un virus a volte mortale, come ha fatto Michael Jordan in quella fatidica partita), per avere successo.

Strumentali

7.0

Testi

7.0

Stile

7.0

Pro

  • singoli orecchiabili e contagiosi
  • belle collaborazioni
  • capacità nel mescolare generi diversi

Contro

  • pezzi a volte poco originali per restare sul successo sicuro
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