Segui le nostre dirette sul canale IGTV di @lacasadelrap

Intervista

Chinegro, serve una Pelle dura per continuare ad amare la musica

chinegro

Chinegro pubblica il 13 maggio 2021 l’Ep Pelle dura con la produzione di The Redwrds. Un progetto che per Tommaso è stato come una ripartenza, con la quale ha voluto riprendere le redini della sua carriera e della sua arte, dopo l‘esperienza del viaggio in Brasile, che lo aveva condotto verso la sua famiglia di sangue e soprattutto verso la scoperta di altri modi di fare musica. Pelle dura è nato costruendo le strumentali come la casa in cui accogliere testi volutamente semplici e sperimentazioni liriche e sonore più irruente rispetto al passato.

Abbiamo fatto una chiacchierata virtuale con Tommaso e ci ha parlato del significato dell’Ep, dei suoi progetti futuri, del nuovo hub studio multimediale e di come affronterà il prossimo album.
Leggete cosa ci ha raccontato ascoltando Pelle dura, una confessione in 4 brani densi di riflessioni personali e sociali, nate dal confronto con culture diverse e dalla consapevolezza di un amore per la musica così profondo da meritare di essere urlato, perfino quando non è ricambiato.

Da dove nasce il tuo nome d’arte?

Il nome è nato tanti anni fa come una sorta di sfottò alla scuola calcio perché all’epoca ero più paffuto e con l’occhio ancora più “mandorlato”. Poi, nel 2005, è uscito un film di Tony Scott che si chiama Domino dove in una scena, durante un talk show, parlano dei nomi di tutti i mix razziali e questo l’ho trovato molto simpatico, soprattutto il fatto che in inglese si legga ciainigro e in italiano chi negro una sorta di “negro chi?“. Voleva essere una scelta provocatoria per rimuovere una connotazione negativa a una parola che durante l’infanzia mi ha ferito molto. Anche se oggi penso che la situazione su questa ipersensibilità generale sul tema discriminazioni stia un po’ degenerando.

Come hai scelto il titolo dell’EP, Pelle dura?

Il titolo è nato da solo praticamente, volevo riprendere le redini della mia carriera artistica e, dopo tutti questi anni a fare musica (ormai quasi 20), ho pensato: “certo che nonostante tutte le disavventure, illusioni e delusioni legate a chi crede veramente in questa cosa, io voglia ancora tuffarmici dentro anima e corpodevo avere la pelle bella dura”.

Leggi anche:  Chinegro pubblica il video del singolo Il mondo è mio

Sono passati 3 anni da quando sei andato in Brasile per ritrovare la tua famiglia biologica. Nell’ultimo progetto sembri affrontare tematiche meno impegnative rispetto al passato. È una scelta artistica o il frutto del tempo trascorso da quell’esperienza, che oggi ti rende più leggero?

Vivere determinate esperienze mi ha aiutato molto a prendermi sempre meno sul serio. Questo EP per me è un capitolo della mia vita dove voglio ristabilire un contatto con la musica. Un contatto a tratti più leggero e auto-incoraggiante e a tratti, come in Torpedo, un po’ più riflessivo. In Brasile ho avuto la fortuna di confrontarmi anche con la realtà musicale di là, dove la musica è un veicolo per dire tante cose, non sempre per forza tristi. Ho conosciuto gente con realtà davvero complicate e pesanti scrivere versi leggeri come piume e ho capito che la musica è anche questo, saper contestualizzare e non aver fretta di concentrare subito l’attenzione su ciò che si vuole davvero dire… è come un corteggiamento.

In Squali avevi dipinto la figura femminile nelle sue sfaccettature più impegnate (la protesta contro il razzismo e la discriminazione della comunità LGBT), invece qui i riferimenti alle donne sono per lo più legati ai temi del materialismo: “lei sta con te perché cerca un bancomat” vuole essere una denuncia verso la superficialità?

Purtroppo questi ultimi due anni di pandemia spesso hanno impedito di vivere appieno il senso dei rapporti umani, trasferendoci tutti su una realtà virtuale come quella dei social abbiamo alzato sicuramente la facilità con cui si può comunicare, ma diminuito la sincerità. Mentre scrivevo Pelle Dura osservavo come l’immaginario attorno al genere urban/trap stia plasmandosi sempre più sulla cultura sociale di apparenza e denaro. Instagram, Onlyfans e molti altri social vetrina stanno a mio parere cercando di infondere la convinzione che alla fine, nella vita, i soldi e l’approvazione sociale colmano ogni mancanza, sia essa d’istruzione/formazione o affettiva. Nell’ultimo periodo, causa anche una rottura di una relazione abbastanza duratura, mi sono riaperto a conoscere nuove persone e a osservare con maggiore attenzione e, purtroppo, penso di aver dipinto uno specchio della realtà superficiale e approfittatrice sempre più diffusa come rimedio alle proprie mancanze.

Leggi anche:  Tutta l'intimità di Chinegro nel singolo Squali

Nell’EP hai scritto che stai girando il mondo come una provincia. Hai vissuto in Spagna, Sud America, Svizzera, a Milano e Verona. Dopo aver attraversato luoghi così diversi hai trovato un posto in cui ti senti a casa, uno che ti rispecchia maggiormente?

Sicuramente i miei posti preferiti rimangono il Sud America e la Spagna come attitudine, ma purtroppo, ad oggi, ancora non penso di aver capito appieno quale tra i tanti paesi dove ho vissuto sia quello in cui mi immagini di vivere definitivamente. Sin da piccolo ho vissuto la mia adozione come un trauma, un momento di rottura con le mie origini e la mia appartenenza. Oggi ho capito che la rottura non è stata definitiva, che in Brasile, per esempio, ho vissuto molti aspetti della cultura locale che mi hanno fatto sentire a casa, me stesso. Stessa cosa anche quando ho abitato in Colombia per sei mesi: ho sentito il calore della gente e dei rapporti umani, un senso ancora di condivisione di esperienze per strada che da noi troviamo maggiormente ancora nel centro, sud Italia e nelle isole. Credo che non smetterò mai di viaggiare e di cercare di scoprire nuove culture e realtà, fa parte di me, il primo aereo in fondo l’ho preso appena sono nato.

In Torpedo dici di avere “pensieri nuovi”, ti va di raccontarci quali sono, che prospettive hai?

Ora ritengo di avere una visione molto più nitida delle mie capacità e delle fortune che questa vita mi ha concesso. Ho deciso, insieme ai ragazzi di The Redwrds, di collaborare con altre realtà di Verona per riuscire a supportarci tutti a vicenda e semplificare l’accesso al mondo della musica locale. A breve apriremo “Reef Horizon”, un hub studio multimediale con un forte orientamento al co-working. Inoltre, in futuro, mi piacerebbe realizzare anche un progetto assieme alla mia famiglia in Brasile, in questi anni stiamo pianificando molto e sono positivo.

chinegro

In Porsche Carrera colpisce il cambio di flow a 1,30 min. Siamo curiosi di sapere come ti approcci alla strumentale, come è stato il lavoro con Chiqui e gli altri di The Redwrds?

In questa occasione, non lavorando seriamente a un progetto più accurato da un po’, abbiamo avuto un flusso creativo più strutturato. Abbiamo cercato di immaginare l’EP come un appartamento, non l’appartamento che dici che sarà la tua casa per sempre, ma un posto grande il giusto per comprendere ogni ambiente e arredarlo al meglio in base ai mezzi a disposizione. Abbiamo creato diversi provini, e successivamente abbiamo cercato di fondere il più possibile i versi con le musiche individuando le sonorità che in questo momento del nostro percorso artistico ci rappresentassero maggiormente. Affacciandomi anche a orizzonti musicali più ampi, sto lavorando molto sulla versatilità e sull’interpretazione, cercando di limitare il più possibile ovvietà o testi troppo complessi.

Leggi anche:  Chinegro pubblica il video di Vipere

Ti definisci come un Torpedo e “di titanio”. Per le liriche dell’EP, e in particolare per le metriche serrate del brano Pelle dura, sembri abbracciare un’espressività più irruenta rispetto ai progetti precedenti. In che momento del tuo percorso musicale senti di trovarti?

A volte, amare la musica, non è un sentimento nel quale ci si possa facilmente sentire ricambiati. Io sento di aver dato tanto alla mia passione negli anni, ho lavorato giorni anche solo per riuscire a registrare in un modo che si avvicinasse il più possibile alla visione nella mia mente e non mi è mai importato se poi l’avrei ascoltata solo io e pochi altri, doveva essere semplice espressione e ricordo di una parte di me. Non parlavo con la mia musica da un po’, e sento il bisogno di gridarle con ancora più forza che sono ancora qua, che ho vissuto nuove avventure e che ho ancora tanto da raccontarle.

Quali saranno i tuoi prossimi passi?

In questi anni ho scritto tanto e ascoltato tanto, ho un sacco di materiale e amo profondamente scrivere, tanto che lo faccio tutti i giorni ormai. Ora vorrei finalizzare anche il prossimo EP e intraprendere un percorso che mi consenta di concentrarmi a creare le fondamenta propizie per costruire un vero e proprio album dove mettermi veramente alla prova. È sempre un lavoro in continua evoluzione e spesso imprevedibile ma, in fondo, mi affascina per questo, è come se la reale bellezza della musica stesse sempre più nel viaggio più che in un vero e proprio arrivo.

Ti potrebbe interessare
Nuova uscita

Chinegro pubblica l'Ep Pelle dura

News Ita

Tutta l'intimità di Chinegro nel singolo Squali

News Ita

Chinegro pubblica il video di Vipere

News Ita

Chinegro pubblica il video del singolo Il mondo è mio

Iscriviti alla nostra Newsletter