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Intervista

Dai contest al Barrio’s al suo primo Ep, ecco Erba nei jeans di Not Good

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Lo scorso 14 maggio 2021, Not Good ha pubblicato per Epic/Sony Music Italy il suo primo progetto discografico, l’EP Erba nei jeans. Il rapper milanese classe ’97 è anche il primo nome ad aver firmato per Hateful, la neonata etichetta di Emis Killa e Zanna.

L’EP composto da 7 brani è un ottimo biglietto da visita per Not Good, il quale mette sin da subito in chiaro quali sono le sue skill al microfono. Erba nei jeans è un progetto eterogeneo, sia nel sound che nell’approccio al rap, che regala agli ascoltatori le diverse sfaccettature di Jari (vero nome dell’artista). All’interno del progetto troviamo i featuring di Emis Killa, Fabri Fibra, Rizzo e Mostro.

Incuriositi e piacevolmente colpiti da questo progetto, abbiamo deciso di intervistare Not Good per presentarvelo al meglio.
Buona lettura e buon ascolto!

Benvenuto su lacasadelrap.com. Iniziamo con una domanda di rito: chi è Not Good e com’è nata la tua passione per la musica? Presentati per chi ancora non ti conoscesse.

Not Good nasce dal muretto, dai contest al Barrio’s e dai mixtapes su YouTube. Mi sono appassionato al rap da giovanissimo grazie al mio migliore amico e ho cominciato a farlo seriamente fino ad oggi, da cui poi inizia quella che mi auguro si potrà chiamare carriera.

Come hai conosciuto Emis Killa e Zanna e, quindi, come sei entrato nel roster della neonata etichetta Hateful?

Mi contattò Zanna a fine 2018, avevano sentito un pezzo su YouTube e ci avevano visto del potenziale. Abbiamo iniziato poi a lavorare concretamente al mio percorso nel 2019/2020 e nel 2021 è nata Hateful. Con lei sono partito anche io.

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Senti addosso la pressione di essere, in un certo senso, l’apripista per tutti i tuoi compagni di scuderia?

No, non direi pressione. Piuttosto mi sento motivato a fare del mio meglio.

In passato hai pubblicato vari mixtape su YouTube. Quali sono stati i vantaggi del non essere più indipendente e, soprattutto, di avere una figura come quella di Emis Killa nel ruolo di direttore artistico del progetto?

Poter lavorare e sapere di avere qualcuno con cui poterti confrontare è sicuramente la cosa più stimolante, specie se puoi permetterti di collaborare con dei veri professionisti come Emis, Zanna e tutto il team.

I brani che compongono l’EP “Erba nei jeans” in quanto tempo sono stati scritti? Da cosa hai preso ispirazione per la stesura dei testi?

Ho iniziato a scrivere “seriamente” l’EP a cavallo tra il 2019 e il 2020. Ho scritto davvero tanto e ho cercato di migliorarmi, approfittando anche un po’ della situazione che imponeva di stare a casa a riflettere.

In Parole tristi esprimi un concetto con il quale la quasi totalità dei ragazzi deve prima o poi scontrarsi: scegliere se deludere se stessi per non deludere gli altri. Credi sia giusto un compromesso?

In realtà il punto è proprio che non bisognerebbe aver paura di deludere gli altri, occorre essere coerenti e in pace con se stessi, penso sia la cosa più importante. Alla è più importante cosa pensi di te stesso.

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Quello che risalta sin dal primo ascolto dall’EP è la tua versatilità, sia a livello lirico che tematico, ma anche per quanto riguarda il sound. Dai l’impressione di essere a tuo agio in qualsiasi circostanza, ma tra tutte queste sfaccettature che ci presenti, c’è un lato che preferisci?

Forse il lato introspettivo è quello con cui mi sento più a mio agio.

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Per quanto riguarda il sound eterogeneo, hai rappato su produzioni di Nebbia, 2nd Roof, The Caesars, The Sweet Serenade e Crookers & No Label. Come hai scelto con chi collaborare?

In questo caso sono stato aiutato da Hateful, ho avuto modo di conoscere tutti questi produttori fortissimi tramite loro, io avevo tante idee sui type beats o su alcune produzioni di amici miei ,ma serviva un modo per concretizzare il materiale, in questo senso l’aiuto di Zanna ed Emis è stato fondamentale. La scelta di variare tra più produttori, poi, nasce proprio dal bisogno di avere un sound vario e con tante sfaccettature.

Invece per quanto riguarda i featuring troviamo Emis Killa, Rizzo, Fabri Fibra e Mostro. Togliendo i primi due nomi che fanno parte del tuo stesso roster, come sono nate le collaborazioni con Fibra e Mostro?

Ho conosciuto Mostro in studio a Milano, avevo un pezzo in cui secondo me lui stava benissimo e allora sono quasi andato a colpo sicuro. Gli ho proposto di collaborare a quel brano che lui ha sentito e apprezzato, così è nato poi tutto. Non ho avuto invece modo di lavorare direttamente in studio con Fabri ma lo devo ringraziare perché è stato davvero un professionista, gli ho proposto il brano senza ritornello e nel giro di nemmeno 24 ore lo aveva chiuso.

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In Supercar parli della trap come di una “trappola”. Oltre il gioco di parole, cosa ne pensi dell’attuale scena rap italiana? C’è qualche artista con cui in futuro vorresti collaborare?

In realtà sono molto fan della scena italiana, nei testi mi piace essere provocatorio, ma sono un grande amante di questa roba. Anzi, penso che anche nel panorama europeo siamo tra i più validi senza ombra di dubbio. Tra gli artisti con cui mi piacerebbe collaborare in futuro penso a Rkomi o Lazza.

Conosci meglio

Classe '89, divoratore seriale di dischi e serie tv. Scrivo di rap per passione. Faccio l'hater per hobby.
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