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Intervista

Anna Tatangelo, la rinascita urban con AnnaZero

anna tatangelo

A distanza di due anni dalla pubblicazione di La fortuna sia con me, Anna Tatangelo pubblica oggi, 28 maggio 2021, il suo settimo album solista: AnnaZero.

Come è già intuibile dal titolo, questo nuovo progetto musicale è un nuovo punto di inizio per Anna, sia musicalmente che umanamente. Dopo il suo incontro con Achille Lauro e Boss Doms per il rifacimento della hit Ragazza di periferia e dopo le vicende private che hanno portato importanti cambiamenti nella sua vita, Anna vede compiere la sua rinascita. Rimanendo ancorata alle proprie radici, cerca di sperimentare sonorità per lei nuove entrando a contatto con il mondo della musica urban.

L’alchimia che si crea tra questi due mondi è perfetta e il risultato è ottimo. Ecco infatti che vediamo le liriche e la voce di Anna sposarsi alla perfezione con le strofe di Beba, Geolier, Gemitaiz e Martina May sui tappeti sonori stesi da Danti, Emis Killa, Mixer T, Dat Boi Dee, Livio Cori, Il Mago Del Blocco e Frenetik & Orange.

Abbiamo approfondito tutti questi argomenti e altri ancora con Anna, tramite una videochiamata su Zoom. Di seguito potete leggere l’intervista!

Partiamo dal titolo e dalla cover dell’album, in cui sei ritratta mentre rinasci dalle tue stesse ceneri. In cosa ti senti rinata, sia dal punto di vista musicale che da quello umano?

La rinascita è un’evoluzione. Un’evoluzione di donna, perché se non ci fossero stati dei cambiamenti importanti nella mia vita non li avrei riportati in musica, e poi musicalmente perché in questi ultimi due anni mi sono circondata di persone che hanno tirato fuori un’Anna diversa, un’Anna più coraggiosa di osare di più musicalmente. Sono felice anche di aver trasferito un concetto importante sulla donna in questo disco, ovvero che, anche dopo momenti difficili, se si vuole si può veramente ricominciare da zero con una forza che in alcuni momenti non si pensa nemmeno di avere. 

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AnnaZero Anna Tatangelo

So che la scintilla per questo tuo cambio di direzione artistica è scattata quando hai lavorato con Achille Lauro e Boss Doms e adesso nell’album hai featuring e produzioni di persone appartenenti alla scena Hip Hop. Come hai scelto con chi collaborare per la realizzazione di AnnaZero?

Per amicizia. Non c’è uno studio a tavolino strategico sulla scelta del nome perché il nome è forte. C’è una forte stima reciproca, questo è fuori discussione. La cosa più bella è aver avuto la possibilità di divertirmi con loro e, nel loro divertimento, mettermi in gioco. Ho sempre lavorato con persone più grandi, di una certa esperienza ma in modo diverso, più pop. E vedere il loro modo di fare così schietto ma meticoloso nel contempo è stato formativo per me.

Quindi ti sei divertita tanto a incidere questo album?

Sì, penso si veda (ride, ndr).

Nella titletrack dici che sei cresciuta troppo in fretta e in effetti a soli 15 anni hai raggiunto la fama nazionale e a 22 sei diventata mamma. C’è qualcosa che rimpiangi di non esserti vissuta appieno negli anni adolescenziali?

In realtà no, perché non puoi sentire la mancanza di qualcosa che non ho mai vissuto, secondo me. Però sicuramente ho voglia di giocare un pochino su me stessa e con me stessa, di non prendermi troppo sul serio. Fortunatamente ho fatto tante cose, ma ho ancora l’età giusta per rivivere alcune cose in maniera diversa e vivere cose nuove. Ovviamente non facendo scandali esagerati, perché non fa parte di me e del mio carattere. Però sono ancora giovane, anche se ho un figlio di 11 anni e il prossimo anno saranno 20 anni dal primo Festival di Sanremo, ho ancora tanto da imparare e tanta voglia di mettermi in gioco.

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Nelle tue canzoni hai sempre dato ampio spazio alla figura della donna e hai sempre cantato tematiche importanti: denuncia di catcalling (Essere una donna); denuncia contro gli abusi sulle donne (Rose Spezzate). Credi che finalmente in Italia si stia dando il giusto peso a queste questioni e che si stia andando nella giusta direzione o c’è ancora tanta strada da fare in tal senso?

Purtroppo siamo ancora molto lontani. Essere una donna e Rose spezzate fanno parte di un disco di più di 10 anni fa e oggi sentire un episodio come quello di Aurora ti fa riflettere. È una roba fuori dal normale e mi auguro che si prendano dei provvedimenti. Oggi c’è molta più possibilità di parlare e denunciare attraverso i social, mentre prima era tutto molto più lento e con meno risonanza. Oggi invece fai una storia e la riprendono milioni di persone, sicuramente vorrei che si risolvessero le cose con la stessa facilità con cui vengono divulgate le notizie.

La tua carriera è ormai quasi ventennale. Hai fatto di tutto: hai cantato, hai ballato, hai fatto il giudice nei talent, hai condotto un programma televisivo. C’è qualche nuova esperienza che vorresti provare nel futuro?

Mi piacerebbe fare un programma in cui mettere insieme tutto: cantare, ballare, presentare, avere degli ospiti con cui interfacciarmi e magari vederli sotto altre vesti o in altre situazioni in cui non vengono in televisione solo per fare la promozione, ma vederli divertirsi facendo altro. Mi piacerebbe tantissimo fare un programma tutto mio e tutto musicale.

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Sperando che presto si possa tornare alla normalità e quindi anche tornare a suonare dal vivo, come e cosa stai preparando per il tour?

Prima aspettiamo un attimo di capire come possiamo muoverci, non credo ci saranno concerti come quelli degli anni precedenti. Ovviamente ci saranno distanziamenti, mascherine, capire quante persone possono esserci, però mi auguro si possa iniziare il prima possibile perché la musica live manca, manca a te ma manca soprattutto a noi che stiamo sul palco.

Per voi la musica live è la benzina che mette tutto in moto.

Bravo, hai detto la parola giusta: è benzina!

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Classe '89, divoratore seriale di dischi e serie tv. Scrivo di rap per passione. Faccio l'hater per hobby.
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