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Intervista

Mario II di Low-Red è l’orgoglio italiano oltremanica

Low Red

Mario II è il secondo capitolo della saga dell’artista sardo classe ‘98 Low-Red, co-prodotto da ilovethisbeat e Pherro, pubblicato lo scorso 30 aprile 2021 nei digital store con distribuzione Believe (ediz. Thaurus Publishing).

Erano un po’ di mesi che tenevamo d’occhio la coppia Low-Red e ilovethisbeat da quando, lo scorso ottobre, i nostri colleghi dell’Unità Cinofila li avevano inseriti nella loro omonima playlist, dedicandogli ben due cover.

Il progetto, come intuibile dal titolo, fa seguito all’album Mario pubblicato nel 2019; stavolta, però, troviamo al microfono un artista nettamente più maturo e consapevole delle sue capacità. Ed infatti l’album fa emergere diversi aspetti introspettivi che fino ad ora non avevamo ancora avuto modo di apprezzare. Anticipato dalla pubblicazione di tre video (King Kong, Sensibile e DNA), Mario II non è soltanto un album atto a presentare la maturità del suo autore, ma anche un modo per accogliere e ringraziare tutti quei colleghi ed amici che hanno accompagnato Low-Red in questo suo viaggio. Nel progetto, infatti, non mancano le collaborazioni con numerosi suoi colleghi come LB Prada, Luchetto, Deiv, Cage.488, Razer.Rah, Praci, Sgribaz e Rico.

Ciao! Benvenuto su lacasadelrap.com, anche se dovrei dire benvenuTI, visto che  siamo molto affezionati anche a ilovethisbeat. Come sta procedendo questo vostro  album? Avete ottenuto dei risultati molto interessanti… 

Ciao! L’album sta procedendo abbastanza bene, ha superato ogni nostro progetto lanciato in precedenza, ma mentirei se ti dicessi che sono pienamente soddisfatto, vogliamo di più e siamo già a lavoro per ottenerlo

Sappiamo che per anticipare il progetto hai pubblicato tre video, che riassumono le  varie sfaccettature di Mario II. A quale di questi sei più legato? C’è un brano al quale  tieni particolarmente all’interno del progetto? 

Fondamentalmente sono legato a tutti i brani di Mario II per diversi motivi, ma se devo farti il nome di un solo brano dico Sensibile, sia per il momento in cui l’ho  scritta sia per le energie che sentivo attraversarmi mentre la registravo. Anche DNA, a dire il vero, è magica. 

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Qualche anno fa hai deciso di trasferirti in Inghilterra con il producer ilovethisbeat,  Razer.Rah e Cage.488. Come mai? Cosa ti è rimasto di questa esperienza?

Sono molto giovane e ancora fresco dell’esperienza londinese, quindi probabilmente saprò rispondere a questa domanda in maniera più approfondita tra un po’ di tempo. Al momento mi sento di dire che è un’esperienza che mi ha cambiato, fatto crescere sotto ogni punto di vista e che sono grato di aver vissuto, anche e specialmente per i miei compagni di viaggio. I ragazzi sono come una famiglia.

Quali sono le differenze principali che hai notato tra la scena musicale italiana e  quella inglese, e che tipo di influenza ha avuto quest’ultima su Mario II?

Vivendo a Londra che è il fulcro della scena musicale UK, sono stato sicuramente influenzato dalle loro sonorità, anche perché la loro musica girava parecchio nel club  dove lavoravo e anche nei locali che mi capitava di frequentare. Per quel che  riguarda le differenze non mi sento di rispondere, non sono ancora inserito dentro la scena italiana, intesa come circuito, e non ho mai avuto a che fare nemmeno con quella inglese. 

Low Red

Parliamo di Mario come saga: cosa ha dato il via alla stesura del primo capitolo e  cosa invece ti ha spinto a farne un sequel? 

Il primo capitolo pubblicato nel 2019 è stato scritto e registrato in 2 mesi senza nessuno studio o riflessione. Realizzarlo e pubblicarlo è stata più un’esigenza personale, nessuno lo aspettava. La realizzazione di Mario II è stata più complessa in quanto abbiamo voluto curare tutto meglio, anche perché è un progetto più maturo e più atteso. La cosa che accomuna i due lavori è sicuramente che son stati scritti entrambi mentre mi sentivo sotto pressione, ed entrambi esprimono e fotografano molto bene la mia personalità con alcune sfaccettature. 

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Pherro è un importante producer che conosciamo più che bene. C’è un suo insegnamento del quale fai tesoro? 

Diverse cose che ho vissuto con Samu me le porto dentro. Siamo molto legati e sicuramente, al di là degli insegnamenti riguardanti il lato tecnico e la nostra affinità artistica, posso dire che è come un fratello maggiore che mi ha insegnato e lasciato tanto anche in ambito personale. 

MARIO II COVER

Questa domanda è per Low-Red e ilovethisbeat: come siete riusciti a mantenervi  sulla stessa linea di pensiero durante tutto il progetto? 

Per quel che mi riguarda c’è connessione totale. Quando lavoro con ilovethisbeat non devo spendere mai troppe parole, sa quello che voglio e viceversa. È il primo produttore con il quale ho lavorato e ormai ci collaboro da quasi 10 anni, nonostante la nostra giovane età. Per il progetto, la nostra linea di pensiero era solo basata sull’esprimere ciò che stavamo sentendo, e vederlo emozionato dopo che incidevo alcuni brani mi faceva capire che eravamo sulla giusta strada. 

Ilovethisbeat: pensando ad artisti come Close Listen e MACE mi viene spontaneo chiederti: ci sarà la possibilità in futuro di ascoltare un progetto tutto tuo?

Stiamo tutti seguendo il processo, se si dovesse creare l’opportunità, ne sarei onorato! Il mio sogno è quello di fare un progetto da producer con featuring europei, non solo italiani. 

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C’è una splendida traccia nella quale hai voluto inserire tutti i tuoi colleghi (Cage.488, Razer.Rah, Praci, Sgribaz e Rico). Perché per te è importante, nella  musica come nella vita, non lasciare indietro nessuno ma includere gli amici nelle proprie vittorie? 

Perché fanno parte della mia formazione, senza di loro non mi sentirei come mi sento e quindi non realizzerei i miei progetti allo stesso modo. 

Pensando alla frase di Caparezza “il secondo album è sempre il più difficile  nella carriera di un artista” ti voglio chiedere: qual è stata la cosa più difficile da fare affinché questo album si potesse realizzare? 

Penso si riferisca ad album ufficiali realizzati in major che sono comunque lavori molto più grossi rispetto a Mario II, sia per mezzi, che per budget, che per tantissimi altri motivi. Realizzare Mario II per me è stato naturale, non ci ho pensato troppo. La cosa più difficile è stata lavorare a distanza con il mio team tra Sassari, Londra, Milano e addirittura Città del Messico, che è dove alloggiava Pierframes, grafico e art director del progetto insieme ad Alessandro Tanca.

Quali saranno i tuoi prossimi passi, dopo Mario II?  

Continuerò a lavorare con il mio team. Abbiamo già alcune collaborazioni in cantiere, ma sveleremo tutto al momento giusto.

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