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Intervista

Un viaggio nell’Immaginario street pop di Halba e Foldino

Halba X Foldino

 Immaginario deriva dal bisogno quasi ossessivo di crearci un nostro mondo. È un concetto astratto che al suo interno ha tante cose concrete, e ci piace pensare che la nostra musica sia esattamente così: un contenitore per le emozioni, sia nostre che altrui. Questo è il nostro immaginario, il mondo che abbiamo deciso di crearci. 

Halba x Foldino

Abbiamo fatto una chiacchierata virtuale con Halba e Foldino e ci hanno raccontato che il brano che apre il disco contiene una parte del loro live preferito, a Empoli, e che lo hanno inserito perché hanno sentito davvero la mancanza del contatto con il pubblico. Ci hanno confessato che ydn è il loro guru, che crescere a Cinisello vuol dire respirare arte e molte curiosità inedite sul loro secondo disco, pubblicato il per Oyez! il 18 giugno 2021. Continuate a leggere questa intervista e tuffatevi nel loro Immaginario.

Il titolo dell’album ha un significato di ampio respiro, come è nato e cosa vuol dire per voi?

Immaginario ci frullava in testa già da prima che nascesse l’idea concreta del disco, e quando sono iniziati a nascere i primi brani, abbiamo capito che quello poteva essere il titolo giusto per racchiudere tutto. L’abbiamo scelto appunto perché pensiamo che questo disco sia un punto d’accesso per entrare nel nostro mondo e speriamo che possa far parte anche dell’immaginario di chi lo ascolta.

È molto interessante notare che la traccia che apre il disco si chiuda con una parte che riprende un live. Vi va di spiegare perché?

Dopo aver fatto un tour da molte date, la cosa che ci è mancata di più è stato il contatto con le persone sotto al palco. Quello spezzone è di un live ad Empoli, forse il più emozionante che abbiamo fatto e ci dava quel senso di calore che mancava da tempo.

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Il periodo di lockdown ha inciso sull’album? Su qualche scelta tecnica, qualche esigenza narrativa?

A livello di tematica o di scrittura, avere più tempo per poter fare le cose al meglio è solo un pro ma, di certo, tutto il periodo di blocco è stato stressante. L’ispirazione a volte può mancare e il tempo non puoi fermarlo. Ad oggi, un anno in più per lavorare al disco ci ha reso più sicuri di noi e della nostra musica.

Il brano Frisk con Masamasa è uscito da poche settimane, che feedback avete avuto? Siete soddisfatti?

In primis ci teniamo a dire che lavorare con Masamasa è stato davvero figo, lo abbiamo conosciuto durante dei live e la sua visione della musica è molto vicino alla nostra. Detto questo i feedback sono stati davvero positivi, il brano si discosta un po’ musicalmente da quello che abbiamo sempre fatto ma siamo felici di com’è stato accolto

Nel brano con Vegan Jones Piano A si ripete “ho un piano per salvarmi”. Cosa avrebbero fatto Halba e Foldino se non avessero fatto musica? Ci sarebbe stato, invece, un Piano B?

Un piano b ancora non lo valutiamo perché da anni ci mettiamo tutti noi stessi in quello che facciamo. Citando Tedua “falliamo col rap Jonh siamo nella merda”.

All’album hanno partecipato artisti che appartengono al rap, allo street pop, perché avete scelto loro e come sono nate le collaborazioni di questo progetto?

Volevamo che l’album fosse con un’impronta rap, ma anche eterogeneo nei suoni. I feat sono nati in maniera molto naturale: Vegas, Bleu Smith e FARRYNO sono persone e fratelli con cui lavoriamo a stretto contatto ogni giorno in studio, quindi volerli in questo disco così importante ci sembrava d’obbligo. Con Ticky B ci sentivamo già da diverso tempo e volevamo assolutamente un pezzo con lui, così come con MasaMasa.
Per i produttori ci siamo affidati principalmente a ydn, con cui abbiamo sempre lavorato ed è il nostro guru, stesso discorso anche per Frenkie G di cui ci sono meno produzioni, ma comunque ha dato un apporto fondamentale. Seife lo conosciamo da tempo per tutti i suoi lavori e sapevamo che poteva aggiungere una nota magica a tutto il disco, mentre con Joe Vain abbiamo fatto una delle tracce più spinte e più emozionali.

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Nell’album cosa troviamo di Cinisello? Ci sono delle suggestioni nate dal vostro luogo di origine, dalle esperienze del posto in cui siete cresciuti?

Siamo cresciuti con la musica in tutti i suoi generi, nella nostra città si respira arte. Cinisello ha avuto negli ultimi anni più esposizione, ma da sempre ci sono giovani talenti. Nei brani da soli viene fuori più che in altri il legame con la nostra città, che comunque ci ha sempre dato ispirazione.

halba x foldino
Cover di “Immaginario” di Halba x Foldino

Alcuni brani sono fatti singolarmente da ciascuno di voi. Chiedo ad Halba se “sono sad le tue strofe preferite“, e cosa significa per lui quel pezzo (Senza Rotte).

Sì, l’idea di fare dei brani singoli l’abbiamo già adottata nei precedenti lavori e ci gasava inserirla anche qui. Con quella frase intendo dire che le strofe tristi sono quelle che mi danno più emozione quando le ascolto, anche se questo non vuol dire che ascolto solo pezzi depressi. Senza Rotte è un brano che sa di redenzione, con ydn abbiamo volutamente fatto un pezzo molto rap con una strofa drittissima, per sfogare tutto in un minuto.

Una domanda per Foldino. Come è nata Tieni a me, è rivolta a qualcuno in particolare? O un‘esperienza indiretta, da cui hai imparato “a lasciar andare“, come canti alla fine della traccia.

Tieni a me è uno dei brani più di getto che abbia mai scritto, uno sfogo a cui ho dato voce. Ricordo che ero emozionato mentre registravo, è un one take, un flusso di emozioni su beat di ydn era perfetta così. Poter cancellare un accaduto come su una lavagna sarebbe bello, ma ci svuoterebbe, ho imparato ad avere coraggio e a tuffarmi in cose anche più grandi di me. È impossibile ottenere tutto quello che si vuole e trovo giusto abbandonare cose e/o persone che ti appesantiscono per riuscire poi a dare il meglio.

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La traccia che chiude il disco è introspettiva, a tratti cupa. È una scelta volta a trasmettere un messaggio conclusivo di Halba e Foldino, attraverso l’album?

Sempre la sera è il brano più datato del disco, risale al 2018 ma rimane uno dei più significativi, uno di quelli che ha fatto partire il progetto. Non lo consideriamo cupo, ma introspettivo sì. Va a toccare quei punti più personali e riflessivi, un po’ come ogni sera quando sei da solo nel letto e inizi a pensare.

Cosa vi aspettate dall’uscita di Immaginario?

Con Immaginario vogliamo prima di tutto far emozionare chi lo ascolta, è stato un lavoro lungo, e la speranza è che il pubblico ci si affezioni e senta che abbiamo messo tutto dentro questo album. Oltre a questo, speriamo di iniziare a farci notare e che sia solo il primo passo verso un percorso sempre più grande.

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