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Intervista

Gipsy e Ntò, il racconto della “Banlieue”

Gipsy Ntò

Gipsy, insieme ad Akira Beats e a Ntò pubblicano Banlieue, un brano che nasce dalla docuserie Blocco Stories, dedicata agli artisti della scena Hip Hop italiana. Ideata al Neter Sound di Roma dal rapper Zinghero e dal produttore Akira Beats, si pone l’obiettivo di stravolgere il concetto stesso di intervista. Il format, a cadenza mensile e prodotto da Neter Sound, propone le storie e i racconti dei rapper definiti underground.

Oltre che rivincita nei confronti di un mercato sempre più incline a premiare il numero dei followers rispetto al background culturale degli artisti, Blocco Stories nasce con la volontà di sensibilizzare il pubblico più giovane rispetto alla cultura hip hop, quella più genuina e nata dalla strada.”

La traccia crea un ponte tra due artisti provenienti da due collettivi conosciuti in tutto il territorio nazionale, che vede protagonisti Zinghero (ex Truce Klan), con il nome di Gipsy, e Ntò (ex CoSang). Noi de lacasadelrap.com li abbiamo intervistati e ci siamo tolti qualche curiosità.

Gipsy Ntò Banlieue

Come mai hai sentito la necessità di cambiare il tuo nome d’arte da Zinghero a Gipsy? Vuole significare un nuovo punto di partenza della tua carriera musicale? 

Gipsy: La necessità di cambiare nome in primo luogo è semplicemente dettata dal fatto che spesso il nome Zinghero veniva censurato e mal interpretato da chi non è di Roma, che andava a dargli una connotazione dispregiativa. In secondo luogo, va a segnalare anche un cambiamento di ruolo e una nuova epoca in cui sono anche produttore insieme ad Akira, nell’ambito del lavoro congiunto dell’etichetta Neter Sound.

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Il pezzo prevede la produzione di Akira Beats, che crea un tappeto musicale dall’atmosfera cupa ma allo stesso tempo disegna un suono cristallino perfetto per esaltare i flow e le tematiche nate dalle vostre penne, creando una combinazione di attitudine esplosiva formata da rabbia e orgoglio. Quando è iniziata la collaborazione con Akira?

Gipsy: La collaborazione con Akira nasce qualche anno fa. Neter Sound, da studio di registrazione, si è trasformato in un’etichetta. La volontà è quella di seguire diversi artisti underground, il primo dei quali è Chiky Realeza.

Nel brano è presente anche il featuring di Ntò. Com’è nata questa collaborazione e il concept tematico?

Gipsy: La voglia di collaborazione nasce da un’amicizia personale e da una condivisione di esperienza parallela, lo stesso percorso, io a Roma e lui a Napoli. Dopo alcuni eventi della vita che avevano momentaneamente sospeso il tutto, ci siamo ritrovati ora e stiamo sfruttando l’occasione di creare dei brani vecchio stile.

Ntò: La collaborazione è nata prima di questo brano, avendo partecipato già al secondo volume di Headshot, Angeli. Ci siamo trovati al Neter Sound Studio e mentre Gipsy mi faceva ascoltare un po’ di rough mixes dal suo album in embrione, la mia testa è rimbalzata su quello che poi sarebbe stato Banlieue. Il brano aveva quel ritornello che ripeteva la parola “tipo” che mi ha subito ispirato a inquadrare e descrivere i comportamenti non di uno, ma più tipi persone incontrati nella vita, e la strofa è venuta giù da sé.

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Ascoltando la strofa di Ntò si capisce che la scelta di scrivere la strofa in dialetto è stata pensata per colpire dritto al cuore di chi vive in prima persona le situazioni raccontate. Lungo il tuo percorso da artista, hai mai sentito la pressione o la volontà di emancipare, tramite il tuo messaggio e la tua musica, la situazione nella quale i giovani che vivono negli ambienti delle periferie popolari si trovano coinvolti?

Ntò: Il mio percorso ha avuto, sin dal 2005 e per natura, questa vocazione. L’emancipazione avviene solo con la conoscenza, che per essere trasmessa deve essere raccontata, spiegata. Credo sia il fulcro del mio impianto lirico da sempre.

Banlieue sarà l’anticipazione di un progetto più corposo o rimarrà un episodio a sé stante?

Gipsy: Banlieue fa parte di un progetto che sarà il disco Headshot per Neter Sound. Sarà una raccolta di brani.

Come è nata l’idea di Blocco Stories? Qual è stata l’urgenza che ti ha spinto a voler sensibilizzare il pubblico più giovane rispetto la cultura hip hop?

Blocco Stories nasce dalla voglia di farsi una chiacchierata con quelli che per noi sono gli esponenti del rap underground, che in primis mantengo ad oggi attivo nel panorama musicale italiano. Si parla di rapper, produttori e – perché no – writer, se riusciremo in futuro. Gli artisti li scegliamo a nostro gusto e piacimento. Sì, è un criterio dichiaratamente fazioso, proprio perché non vogliamo essere un “magazine” ed essere super partes.

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Come sono stati selezionati gli artisti per le puntate della docuserie?

Gipsy: Poche volte il rap porta all’emancipazione da alcune situazioni, però sicuramente è un aiuto ed una valvola di sfogo. Invece di “fare danni per strada”, entri in studio e registri, questo sì che cambia qualcosa.

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