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Intervista

Alessandro Proietti, da Suburra alla musica con un album sincero che sa di “casa”: “Persiane del ’40”

Alessandro Proietti

Il cantante e attore romano Alessandro Proietti ha pubblicato lo scorso 9 luglio 2021 il suo primo progetto musicale, Persiane del ’40, per la label La Grande Onda. Dopo la pausa estiva, abbiamo deciso di soffermarci proprio su questo progetto.

Molti di voi lo conoscono perché ha preso parte al cast di Suburra – La serie su Netflix, vestendo i panni del personaggio di Alex, quel personaggio controverso che rispecchia un po’ anche le tante sfaccettature della musica di Alessandro Proietti. Infatti, nel disco ritroviamo una serie di prove in sonorità variegate, che spaziano dal rap, all’r’n’b, a momenti più melodici. Anticipato dal singolo Sulla mia finestra, l’artista ha voluto dare spazio ad una parte di sé che, come ha spesso dichiarato, non avrebbe altrimenti potuto comprendere del tutto. Ci sono sia il racconto di se stesso, che si addentra dentro ogni angolo della propria personalità con un carattere decisamente introspettivo, che il racconto della sua vita nel suo quartiere d’origine, Garbatella. Quest’ultimo, in cui l’attore-musicista è cresciuto e al quale è fortemente affezionato, è teatro e ambientazione delle storie di Alessandro, tra l’amore per la propria famiglia e la dolorosa perdita del padre, al quale dedica il brano Bussola.

Persiane del ’40 è un disco che ha saputo entusiasmarci, così abbiamo deciso di rivolgere ad Alessandro alcune domande per conoscerlo meglio e per farci raccontare la sua musica, strettamente legata alle sue esperienze e alla voglia di sperimentare ancora, fra cinema e progetti in studio.

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Alessandro Proietti, dentro “Persiane del ’40”

Ciao Alessandro, benvenuto su lacasadelrap.com e grazie per la tua disponibilità! Sei un attore di una serie molto popolare come Suburra ed ora ti stai addentrando anche nel mondo musicale. Pensi che tua esperienza come attore abbia influenzato quella musicale?

No, non penso che l’abbia influenzata, piuttosto credo che le due cose si alimentino a vicenda, ed è la cosa più importante dato che non potrei fare a meno di nessuna delle due.

Persiane del ‘40 è il tuo album di debutto, vuoi parlarci del significato del titolo?

Vengo da un quartiere popolare di Roma, Garbatella , dove la quasi totalità delle finestre sono persiane. Non avendo balcone, il mio affaccio sul mondo è sempre stato quello. Ha un significato molto terreno e allo stesso tempo simbolico.

Persiane del 40 cover

L’album contiene dieci tracce molto variegate tra di loro che vanno dal rap all’R&B più melodico. Come descriveresti questo tuo percorso musicale, chi ti ha influenzato musicalmente?

Credo che il risultato sia esattamente il frutto della varietà di ascolti che ho fatto nel tempo. Da bambino ho sentito tanto rap, ma anche tantissimo cantautorato italiano, Battisti e Bennato in particolare. Allo stesso modo, grazie a mio padre, ho conosciuto la musica visionaria di Peter Gabriel. Ho amato i Linkin Park, perché fondevano con successo svariati generi musicali con un suono profondamente ricercato. Io nel mio piccolo cerco di fare lo stesso, unire con criterio tutto ciò che mi piace musicalmente senza intrappolarmi nel dire “io faccio rap, io faccio pop o qualsiasi altra cosa”.

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L’album ha un mood molto introspettivo e personale, dove parli di sentimenti, racconti di vita e tratti della tua personalità, soprattutto la traccia Bussola, che è dedicata a tuo padre. Vuoi parlarci di queste scelte?

Forse non è una scelta, ma una necessità. Quando recito mi esprimo dietro un personaggio, ciò che invece rende così essenziale scrivere testi è che posso raccontare qualcosa di mio, sfogarmi in maniera diretta.

Se dovessi scegliere una traccia dell’album a cui sei più legato quale sarebbe? E qual è (se esiste) il singolo trainante dell’album?

La traccia a cui sono più affezionato è Winnie contro un Grizzly che, oltre ad avere un significato importante per me, ha un colore musicale molto intenso che amo particolarmente.
Nessuna delle tracce che ho scritto è stata concepita come futuro singolo trainante, ma devo dire che 20% è quella che forse entra in testa già dal primo ascolto.

Che progetti hai per il futuro? Sia dal punto di vista della recitazione che da quello musicale…

Ho un progetto attoriale in uscita e sto continuando a costruire nuova musica, per il momento non posso dire di più! Ho un’infinita voglia di fare tanti altri “ciak” e tante altre canzoni.

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