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Digging in the web

Kent: ecco il racconto delle sue emozioni

Kent

Torna Diggin In The Web, con l’unico obiettivo di dare uno spazio ai nomi più interessanti dell’underground italiano. Questa volta vogliamo parlarvi di Angelo Adrian Urzica, in arte Kent, rapper e compositore classe ’96 di origine rumena e cresciuto a Torino. Lo scorso 17 settembre ha pubblicato il video ufficiale di Hai fatto bene, brano disponbile in digitale per BlackFlow Enterprise. Il progetto fa da seguito (o quasi), come ci spiegherà Kent stesso, al suo precedente lavoro Non Farmi Storie. Anche questo brano è caratterizzato da sonorità anni ’80, che si riflettono a pieno nel lyrics video realizzato in modalità “8bit”. Abbiamo voluto approfondire, dunque, questa sua passione per uno dei decenni più eclatanti della musica italiana e mondiale, come pretesto anche per conoscere meglio lui e il suo percorso artistico.

Ciao Kent, benvenuto su lacasadelrap.com! Presentati ai nostri lettori…

Ciao a tutti, grazie mille. Sono un ragazzo classe ’96 italo-rumeno venuto qui all’età di tre anni. Mi sono avvicinato alla musica da giovanissimo iniziando a suonare il piano: prima è arrivato l’amore per la musica in sé ed, in seguito, quello per il rap. Ho iniziato ad ascoltare i più famosi in quegli anni: Fabri Fibra in Italia ed Eminem nel mondo, andando poi a scovare tutto ciò che apparteneva al mondo hip hop. Scrivo canzoni dall’età di 13 anni, durante gli anni del liceo ho iniziato sia a produrre beat che ad incidere pezzi riuscendo ad arrivare a fare i miei primi live; di lì ho capito che la sensazione che avevo salendo su un palco era quella che volevo avere ogni giorno della mia vita.

Hai fatto bene è il tuo singolo ufficiale che fa da seguito a Non Farmi Storie: c’è un filo conduttore che lega questi due brani? Una sorta di story telling diciamo…

I due singoli hanno sicuramente una stretta connessione tra di loro. Non sono un vero e proprio storytelling, ma dopo l’uscita di Non farmi storie sentivo la voglia di continuare quel filone, avevo bisogno di raccontare altre storie simili.

Kent
Kent

Come nasce la produzione di questo singolo invece?

La produzione di Hai fatto bene è nata cercando di riprendere un sound anni ’80 ma diverso dal precedente, più malinconico e summer/sad, così mentre cercavo tra i vari sample ho trovato quello di alcune chitarre a cui ho aggiunto la batteria, delle keys e un bel synth per darci un mood più sentito; il tutto poi è stato completato da un sax messo alla fine insieme a Dinv, che mi dà sempre una mano nei mixaggi e nelle registrazioni.

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Come per il brano che precede Hai fatto bene, hai voluto usare uno stile che richiama molto le atmosfere anni ‘80. C’è qualcosa in particolare che ti affascina di quel decennio (artisti in particolare, moda, storia, letteratura ecc..)?

Si, è da un bel po’ di tempo che ho scoperto questa mia passione per il decennio degli anni ’80; è quello che sicuramente mi affascina di più, e ciò da cui prendo spesso spunto sono proprio le canzoni di quel periodo. Che sono poi le canzoni con cui mia mamma mi ha cresciuto quando ero piccolo essendo state anche le sue canzoni. Sotto questo aspetto mi ha trasmesso molto. Io scopro sempre nuovi pezzi di quegli anni e in lei riaffiora la nostalgia mentre li ascoltiamo insieme. Di certo il mio genere preferito rimane quel Pop di Big in Japan, In the Heat of The Night, Self Control ecc., ma vado matto anche per il rock e il rap di quegli anni.

Parlando appunto del video, a chi ti sei affidato per la sua realizzazione e qual è l’idea che c’è dietro?

Per la realizzazione del video mi sono affidato ai miei collaboratori di fiducia, cioè i ragazzi della BlackFlow Enterprise che mi hanno sempre aiutato in tutti i singoli che sono usciti ultimamente, da Red eyes a quest’ultimo. Sto facendo un bel percorso insieme a loro e mi stanno dando l’opportunità di crescere, cosa che sicuramente mi servirà più avanti!

Hai Fatto Bene - Cover
Kent – Hai fatto bene (cover)

E mi dici sei strano a cantare per strada” è una frase che mi ha colpito perché spesso ci si dimentica che, per riuscire nell’ambito musicale, c’è anche bisogno di esporsi. Qual è l’azzardo più grande che hai fatto nella tua carriera o, se te la senti, nella tua vita privata?

Volendo o meno, gli azzardi entrano a far parte della nostra vita: c’è chi ne fa di più e chi di meno. Io durante gli anni del liceo mi sono spesso esposto anche a primo impatto, anche andando incontro a situazioni di bullismo. Sicuramente l’aver suonato in vari locali della movida torinese all’età di 16 anni, per poi tornare da solo e di notte a casa mia in un piccolo paese di provincia, mi dava una certa adrenalina che mi ha lasciato dei bei ricordi di quelle serate.

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Leggendo la tua bio ho visto che sei originario della Romania, ma ti sei spostato in Italia da piccolissimo. Che legame hai con la tua terra d’origine?

Con la mia città natale soprattutto, Bistrita, ho un profondo legame: nonostante i moltissimi anni qui e l’aver perso completamente l’accento rumeno ormai, la sento ancora una parte di me; non mi posso definire rumeno perché sono cresciuto per il 90% in Italia, ma rimarrà sempre quel 10% che mi legherà a quella città.

Ascolti qualche rapper o artista in generale, se preferisci, originario della romania? Se si, ti va di consigliarcene qualcuno da ascoltare? (magari dal quale hai preso spunto o che ha fatto una canzone in particolare che ti ha colpito)

Non sono un grandissimo appassionato, però ho dei periodi in cui faccio un’infarinatura delle canzoni più in voga del paese dei mesi precedenti. Un rapper che mi piace in questo periodo è NOSFE, poi per fama direi di dare un ascolto a Smiley e Connect-R che sono (credo) i 2 cantanti urban più famosi al momento e che sono in cima alle classifiche da anni. Infine direi di dare un ascolto anche alla scena dance per cui abbiamo una visibilità anche europea.

Parlando diverse lingue hai avuto la possibilità di scrivere testi in ognuna di esse. Come scegli in che lingua esibirti? Ma soprattutto, ce n’è una che prediligi tra l’inglese, l’italiano ed il rumeno?

Era da parecchio che avevo questa visione di creare un collegamento non solo tra 2 stati, ma a livello europeo: l’obbiettivo era riuscire a mescolare diverse culture per poter unire le persone. Sicuramente l’italiano lo prediligo perché mi è più semplice scriverlo, ma l’orecchiabilità del rumeno sui pezzi trap si adagia benissimo; invece l’inglese mi serve se voglio rendere un pezzo più appetibile e farlo suonare internazionale.

Kent
Kent

Cosa dobbiamo aspettarci nei prossimo mesi? Pubblicherai altri brani, magari un album?

In testa ho davvero tanti progetti! Oltre che collaborare come produttore per diversi artisti, usciranno tanti altri singoli, andando a toccare anche altri generi e sfaccettature; a me la musica piace a 360 gradi e non mi limiterò a prendere spunto solo da un periodo che amo come gli anni ’80, ma plasmerò i miei sentimenti dentro suoni e melodie sempre nuovi nel modo più empatico che riuscirò ad esprimere.

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Il mio primo incarico fu quello di costruire le navi che portarono gli Achei a Troia, ma con la crisi che c'è, ho preso a farne solo di carta e di dimensioni microscopiche. Assidua mangiatrice di lasagne e libri. Probabilmente sono l'anima gemella di Hannibal Lecter. Dite Mellon ed entrate.
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