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Intervista

Sick Luke: “X2 rappresenta lo Ying e lo Yang del mio stile”

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Il 7 gennaio 2022 è uscito X2, il nuovo disco di Sick Luke che ha ufficialmente aperto le danze di questo nuovo anno. Ancor prima di iniziare con le carrellata di domande, lo staff ci ha voluto tenere al corrente del fatto che la nuova fatica di Luke è il terzo album più ascoltato al mondo (a soli tre giorni dalla sua pubblicazione). Sebbene questa notizia risultasse sorprendente alle orecchie dei singoli giornalisti delle varie testate, coloro che sono rimasti maggiormente stupiti sono stati proprio Luke e il suo staff. Nel corso dell’evento, l’artista ci ha spiegato le motivazione di ciò.

Anticipato dal singolo La strega del frutto (feat. Madame e Chiello), X2 ha letteralmente surclassato le classifiche nostrane per poi espandersi oltre mare. Chiaramente, essendo un producer album, una delle fortune del disco è la mole di artisti presenti all’interno di esso, in ordine sparso: Gazzelle, Ernia, Tedua, Geolier, Ariete, Mecna, Taxi B, Pyrex, Psicologi, Leon Faun, Izi, Jake La Furia, Gaia, Carl Brave, Luche, Farnco126, Cosmo, tha Supreme, Coco, Emis Killa, Side Baby, Pop X, Sfera Ebbasta, Ketama126, Fabri Fibra, Ghali, Tony Effe, Coez, Capo Plaza ed infine il padre del padrone di casa, Duke Montana.

Quello che si è potuto intendere da questo incontro (virtuale) è che Sick Luke sembra essere un artista tutt’ora intento nel ricercare la propria poliedricità; il gran numero di ospiti all’interno di questo nuovo progetto rappresenta la rottura della propria comfort zone musicale.

Sick Luke - X2 (cover)
Sick Luke – X2 (cover)

L’incontro con le varie testate inizia ponendo all’artista un confronto tra il proprio passato e il proprio presente. “Ad oggi, cos’è cambiato per Sick Luke?

Questo disco mi ha aperto un mondo che non conoscevo, il solo utilizzo degli strumenti analogici e non unicamente quello del computer mi ha fornito un altro sound. Non sono più solo le classiche vibes alla Sick Luke – dark e tendenti alla trap – perché X2 è un disco più colorato e variegato. Come se fosse una radio!

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La varietà alla quale si riferisce Sick Luke è caratterizzata dalle atmosfere del disco e dalla moltitudine di personaggi all’interno del progetto. In merito a ciò, sorge una domanda: “Le scelte dietro i featuring sono casuali o il tutto è stato intenzionalmente studiato?

Tutti i featuring sono stati studiati nei minimi dettagli da me e Valerio Bulla, il mio chitarrista, come ad esempio la scelta di mettere insieme quei due folli di Pop X e Cosmo in Funeral party; ne è risultato uno dei brani più “divertenti” del disco.

Pop X l’ho scoperto con il brano Missili; la sua psichedelia, la sua visione del mondo e la sua ironia mi piacevano molto. Oltre il fatto che già avevamo collaborato in passato per un pezzo in cui cantavamo entrambi che – fortunatamente – non ha mai visto la luce (ride, ndr), perché troppo “psicopatico”! Avevo visto delle similitudini tra lo stile di Pop X e quello di Cosmo, ma anche nelle tematiche da loro trattate. Ho voluto unirli in un unico brano.

X2
Sick Luke. Foto Ufficio Stampa

A proposito dei featuring, Sick Luke ci rivela un improvviso cambiamento nel corso della produzione…

Originariamente, all’interno del brano Dream Team le barre di Pyrex si sarebbero dovute intrecciare ad una strofa di Lazza ma, verso la consegna del disco, quest’ultimo ci ha ripensato. È stato veramente un peccato, anche perché secondo me la traccia era una bomba. Successivamente abbiamo sostituito Lazza con Shiva che negli ultimi mesi sta veramente spaccando, il pezzo è ugualmente una hit!

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A questo punto prendiamo noi la parola e facciamo virare il discorso più su un lato personale dell’artista, dunque chiediamo: “I rapporti padre-figlio non sempre sono limpidi, spesso sono frastagliati da incomprensioni e da uno scarso dialogo. Libertà è la dimostrazione tangibile della solidità del rapporto che hai con tuo padre (Duke Montana)?

Sicuramente sì. In alcune strofe parlo di me, ma questo pezzo è un vero e proprio omaggio a mio padre. L’importanza di Libertà sta nel fatto che racconta la mia storia e quella di mio padre, ci tengo talmente tanto che non mi interessa nulla se diventa mainstream o fa tanti ascolti. L’importante è che venga dato al brano il giusto peso, da chi mi conosce adesso e da chi mi conosce da una vita, loro sanno che sono da sempre molto riservato nella vita privata.

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Sick Luke – X2. Foto Ufficio Stampa

Proseguiamo chiedendo: “La tua influenza sulla scena italiana degli ultimi 6-7 anni è innegabile. Qual è il futuro del sound italiano? Abbatteremo ulteriormente i confini tra i generi musicali?

Sicuramente in ciò la trap e l’indie hanno avuto un gran ruolo in questi anni, pian piano si sta cercando di amalgamare entrambi i generi per crearne uno unico. In X2, se ci pensi, ho fatto proprio questo. In questo progetto ritroviamo il mio stile trap – di un paio di anni fa – unito a delle chitarre e dei sintetizzatori che accompagnano le strofe di artisti al di fuori della scena rap/trap, come ad esempio Ariete, Gazzelle, Psicologi e Gaia.

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Per diventare sempre più mainstream il sound italiano deve proseguire la sua ricerca verso l’innovazione del suono, la chiave è non rimanere fermi allo stesso punto. Inoltre escludo l’accezione negativa data al termine mainstream, perché è il mezzo attraverso il quale la musica riesce ad arrivare a più persone possibili. L’arte dev’essere apprezzata da tutti!

Stranamente solo a 3/4 dell’incontro viene chiesto a Sick Luke cosa lo abbia portato a scegliere X2 come titolo del suo album. L’artista risponde:

X2 rappresenta la mia personalità bipolare, come se fosse suddivisa tra lo yin e lo yang. Nella mia carriera ho sempre fatto musica dark – molto cupa – ma anche progetti più melodici e allegri, ad esempio Succo di zenzero (2016) e Neverland (2019). Mi piace stare sempre in movimento tra queste due personalità cercando di non sbilanciarmi particolarmente verso nessuna di esse.

Verso la fine dell’evento, Sick Luke ci spiega le ragioni dietro lo stupore per il recentissimo successo del disco.

Per mia indole, sono sempre stato un poco pessimista, ma non mi sarei mai aspettato tutto questo successo. Trovare il disco – dalla prima all’ultima traccia – nelle vette delle nostre classifiche è stata una vera sorpresa, figuriamoci ritrovarlo nella Top 3 globale! Consideriamo il fatto che all’interno dell’album non vi siano presenti collaborazioni estere, questo ha solo avvalorato il mio stupore.

In futuro non escludo di collaborare con gli artisti esteri che mi hanno supportato in questo periodo, tra questi ci sono Musso (dalla Germania) e Duki (dall’Argentina).

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Studente universitario in costante ricerca di ciò che lo riesca a stupire. Amante, non schizzinoso, della musica in tutte le sue sfumature.
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