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Intervista

DJ Fede, Suono sporco: i graffi del passato, il suono del futuro. L’intervista

DJ Fede

DJ Fede è una di quei disc jokey che ha visto il rap evolversi e, da sempre, ha dato un grandissimo contributo alla cultura hip hop italiana. Il 14 gennaio 2022 è stato pubblicato il suo nuovo lavoro Suono sporco, dopo Still ’90s e l’EP Dirty Routine. La domanda a cui cerca di rispondere questo disco è semplice: è possibile attualizzare il suono classic alle nuove sonorità proposte nel 2022? DJ Fede accetta la sfida e proietta tutto il suo passato nel presente. Tantissime collaborazioni: da Claver Gold fino a Nerone, da DJ Tsura fino a DJ Lil Cut, tutto orchestrato da DJ Fede.

Suono sporco ci riporta a scuola di rap con tantissimi graffi su vinile e, come racconterà il DJ, ci permette di rivivere alcune emozioni che sono indelebili nei cuori di chi le ha vissute in prima persona. Tutto questo è Suono sporco di DJ Fede. Prima di procedere con la nostra intervista, riascolta l’album..

Ciao Fede! Ci siamo lasciati con Still from ’90s (seguito da un Ep, Dirty Routine) e ora esce Suono Sporco. Questo nuovo lavoro può dirsi un sequel del precedente o è qualcosa di totalmente nuovo?

Ciao, totalmente nuovo no. Sicuramente si sente l’influenza di ciò che ho ascoltato negli ultimi 2/3 anni. Questo mi ha portato a produrre beat più lenti e ad usare sample ancora più cupi, il che ha inevitabilmente influenzato la scrittura dei vari MC.

Questa direi che è la parte più evidente; oltre al fatto che ogni disco è sempre un nuovo “viaggio” e quindi fa storia a sé.

Suono sporco album Dj Fede 2022
DJ Fede – Suono sporco (intervista)

In un mondo fatto di classifiche, la musica sembra passata in secondo piano. Il disco di DJ Fede è classic, certo, ma attualizzato e reso contemporaneo. Pensi di aver ragionato solo sulla musica o hai modificato il tuo approccio?

Come dicevo prima, ho modificato l’approccio produttivo: i miei ascolti mi hanno inevitabilmente influenzato. Ci sono sempre delle evoluzioni e dei cambiamenti, ma il punto di partenza è sempre lo stesso.

Sicuramente non abbandonerò mai un certo tipo di sonorità, ma allo stesso tempo cerco di captarne le evoluzioni e di prenderne il meglio da quello che mi ispira.

Le nuove generazioni, con cui hai anche collaborato, hanno una visione molto diversa sulla musica rispetto alla tua. Ti domando: secondo DJ Fede la new generation ha piena consapevolezza di come l’hip hop sia cambiato negli anni?

Alcuni si, alcuni meno, direi che nessuno è completamente senza nozioni, anche perché altrimenti non lo avrei chiamato nel mio disco. Anche quando un rapper giovane magari affronta un pezzo con rime da battaglia mi piace che ci sia sempre qualche riferimento che faccia capire il background.

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Poi certe cose se le hai vissute e le hai assorbite mentre accadevano hanno un certo effetto, se le senti raccontare è un’altra cosa. Se non hai vissuto certi momenti storico/sociali certi dischi li capisci meno, sono come sono, perché sono la fotografia di un momento.

Non so se ci sia una piena consapevolezza: ognuno vive le cose in maniera diversa quindi è molto difficile dare una risposta. Sicuramente se sento che un rapper è completamente avulso all’Hip Hop non mi passa l’idea di chiamarlo nemmeno per sbaglio.

dj fede
DJ Fede – Suono sporco (intervista)

Nelle disco di DJ Fede ci sono tantissimi nomi degni di nota. Qual è l’artista con cui più di tutti ti sei trovato più in sintonia? Qual è il brano che ritieni essere più rappresentativo di Suono sporco?

Sicuramente Claver Gold e Il Turco sono due artisti che stimo e di cui sono fan. Questo non vuol dire che mi piacciano meno gli altri, ma loro incarnano ciò che mi piace sentire nel 90% dei casi.

Poi c’è il momento in cui ho bisogno di sentire un pezzo come quello con Gionni Grano o quello con Nerone, che mi gasano tantissimo. Il brano più rappresentativo non può che essere il pezzo con Il Turco, non ha caso ha dato il titolo all’album.

Tutto quello che ho inserito nel disco mi piace, in caso contrario lo avrei scartato o lo avrei fatto uscire in una forma diversa, magari come singolo one shot.

Una brano che ho molto apprezzato è stato World is yours che vede la partecipazione di The Musalini e DJ Tsura. Com’è nata questa collaborazione? E come vi siete conosciuti?

Tutto molto semplice: ho ascoltato un suo disco, che mi ha gasato, gli ho scritto in DM (su Instagram, ndr); gli ho spiegato cosa facevo, lui è andato a sentirsi dei miei brani e, visto l’apprezzamento, gli ho mandato alcuni beat.

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Dai questi è nata la collaborazione che poi è sfociata nei due brani che abbiamo finalizzato e inserito in Suono Sporco.

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DJ Fede – Suono sporco (intervista)

Uno dei brani che più mi ha emozionato è Milano Horror Night, con uno stupenda citazione ai Dogo. All’epoca i Dogo hanno stravolto il rap game. Chi potrebbe essere il prossimo Game Changer del rap italiano? Cosa ne pensi invece dell’attuale scena internazionale in rapporto alla nostra?

Quello è un brano che piace molto anche a me, sicuramente continuerò a collaborare con Montenero. I Dogo hanno fatto la differenza: non so chi potrebbe cambiare le cose attualmente, è difficile capire quale sarà la prossima tendenza.

Sicuramente il mixtape di Guè e quello di Emis Killa, ma anche 17 di Emis e Jake vanno verso una direzione che mi piace e che sento vicina a quella che chiamerei “evoluzione coerente”. La scena americana che seguo io, per quanto sia grossa rimane sempre una nicchia, non so se è rapportabile a nessuna realtà italiana che possa fare la differenza a livello di mercato.

In Italia, c’è chi ci si rapporta e fa buona musica. LanzKhan a mio avviso è il rapper più completo tra quelli emergenti, se si può definire emergente.

Suono sporco di DJ Fede è anche segnato, o forse dovrei dire graffiato, da fantastici scratch. Come mai in Italia non si è mai affermata la cultura dello scratch come in altri paesi?

Gli scratch in un disco rap a mio avviso sono fondamentali. Cerco di far sì che nei miei lavori gli scratch abbiano una presenza importante: gli do quello che ritengo un giusto riconoscimento, è un’arte. Non so perché in Italia vengano poco inseriti, forse il fatto di ragionare molto sulle melodie nei ritornelli toglie spazio a questo tipo di lavoro.

Personalmente l’idea che ci siano delle citazioni ad altri rapper, ad altri brani, che magari qualcuno non conosce e può poi andare a cercare così da scoprire qualcosa di nuovo, rimante un ulteriore punto di forza degli scratch.

DJ Fede
DJ Fede – Suono sporco (intervista)

Ultimamente sta tornando di moda il vinile. Suono sporco riceverà anche una copia in vinile? Cosa ne pensi della diffusione della musica in digitale?

Usciamo con due vinili colorati, rosso e bianco. Io arrivo dal vinile, per evidenti questioni anagrafiche, quindi per me è una cosa naturale. Ho sempre stampato tanti vinili e sostengo questo formato con tutte le mie forse.

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Non a caso sono l’A&R di New Rapform, etichetta che ristampa vecchi dischi e qualche di nuovo praticamente solo su vinile, condizioni limitate, numerate e colorate; ogni tanto facciamo anche qualche cd. La musica digitale ci sta, serve per far girare il più possibile i dischi, arriva a tutti immediatamente ed è lo standard planetario.

Nonostante questo, il pacere di avere la copertina di un vinile in mano mentre si ascolta il disco è un piacere che non ha prezzo, che da veramente qualcosa in più. Poi diciamoci la verità, anche l’oggetto in se è veramente affascinante.

A proposito di stream.. Cosa ne pensi delle varie certificazioni FIMI? Hanno ancora senso dopo l’avvento del digitale?

Non è un argomento che mi interessa, non seguo, ascolto i dischi e capisco se mi piacciono o no. Le certificazioni credo valgano fino ad uncerto punto. Sicuramente per chi le riceve sono sempre una cosa positiva.

So che sono state ridiscusse quando il digitale ha preso il sopravvento: se lo streaming è il core business della musica è giusto che sia così, ma non le seguo.

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DJ Fede – Suono sporco (intervista)

Se tutto va bene, nei prossimi mesi dovremmo poter tornare nei nostri amati club e ballare nuovamente. Che emozioni hai provato in questi anni di stallo? Sei emozionato nel poter tornare di nuovo inconsolle?

Far ballare e divertire la gente non ha prezzo, per me è il lavoro più bello del mondo. Ovviamente è stato un disastro non poter fare il mio lavoro, ma del resto la situazione era veramente complicata, abbiamo tenuto duro, verremo ripagati.

Durante le chiusure ho fatto tanti DJ set su facebook e instagram su vari canali e su altre piattaforme, ho cercato di tenermi attivo e non stare fermo; è stata sicuramente una sofferenza.

Questa estate, fino ad arrivare al 23 di dicembre sono riuscito a fare moltissime serate, mi sono veramente divertito. Non vedo l’ora di ricominciare. Speriamo di ripartire, in questi pochi mesi il pubblico ha dimostrato di voler andare nei locali a divertirsi e a svagarsi.

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DJ Fede – Suono sporco (intervista)

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La musica mi accompagna sin dall'infanzia. Ho studiato la musica classica e lavorato sull'elettronica. Ogni suono è un colore sulla tela della quotidinità: "una vita senza musica non è vita."
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