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Intervista

Wayne, Succo di zenzero 2: “Siamo un’onda di influenze e rimaniamo dei trendsetter”. L’intervista

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Wayne Santana e il suo Succo di zenzero 2 hanno scosso non poco le acque. Il lavoro è stato pubblicato ieri, 21 gennaio 2022, e ha subito catalizzato l’attenzione. Che Succo di zenzero fosse un lavoro controverso era cosa nota fin dal 2016 – anno in cui è stato pubblicato il primo volume. Con il passare degli anni (6 per l’esattezza) sembra che l’obbiettivo di Wayne non sia assolutamente cambiato, anzi, e ciò era chiaro fin dal suo annuncio.

Con Succo di zenzero 2 abbiamo ancora quella voglia spasmodica di creare dibattito, di “alzare onde“: la forza mediatica del progetto è indubbia. Esattamente come nel 2016, anche questo nuovo lavoro ha diviso il pubblico: i fan di vecchia data non hanno apprezzato un lavoro così irriverente, semplicemente perché diverso dal precedente; altri, invece, hanno visto un questa nuova declinazione di Succo di zenzero 2 una spinta hyperpop assolutamente apprezzata. Nulla di tutto questo è vero, e ce lo siamo fatti raccontare dallo stesso autore di Succo di Zenzero 2. Di seguito la nostra intervista a Wayne Santana. Prima di proseguire però riascolta SDZ2..

Partiamo da una frase: “Succo di zenzero per me è ricerca di sonorità all’avanguardia, sperimentazione e libertà di espressione“. Era il 2016 e tu pubblichi questo disco che divide tutti: alcuni lo capiranno, altri lo criticheranno. Guardandoti indietro modificheresti qualcosa del tuo percorso?

Il nostro è percorso molto strano: siamo partiti facendo questi album insieme e abbiamo avuto una bella diversificazione in termini di “personaggio”, anche all’interno del gruppo; diciamo che ognuno aveva un’identità. Poi ci siamo ritrovati nella situazione dove Side è uscito, ma era arrivato il momento di fare qualcosa in più. Quando Side è uscito, ci siamo ritrovati un po’ a dover fare branding.

In quel momento se avessimo deciso di fare ognuno dischi solisti sarebbe stato un po’ disintegrare il brand “Dark Polo Gang”, che in Italia ha portato qualcosa di eccezionale. Questo logo è ancora vivo e lo rimarrà per sempre. Non ti dico che cambierei qualcosa: abbiamo fatto qualcosa che ha tenuto alto il gruppo, togliendoci un po’ di personalità individuale. Però oggi sono molto contento: abbiamo una chance in più rispetto ad altri, per dire che siamo andati avanti, facendo un volume 2 pur ripartendo dal 2016.

Succo di zenzero 2
Wayne – Succo di zenzero 2

Con questo disco dimostro che l’immaginario di Wayne c’è sempre, ma c’è anche tanto altro. Chiaramente è un salto enorme tra SDZ1 e il 2: se questo disco fosse uscito l’anno dopo il volume 1, oggi probabilmente staremmo al volume 6 e non ci sarebbero state tutte queste problematiche e discussioni in merito. Noi abbiamo fatto una roba che è più grossa: abbiamo tenuto sempre in alto la maglia. Non ho pentimenti proprio perché oggi ho la possibilità di farmi sentire in una nuova veste ed in nuove sonorità. Ho tutto quello che in passato ho desiderato.

Uno dei punti di forza dei tuoi primi lavori era il rappresentare l’alternativa: qualcosa di totalmente nuovo dal resto, sia come immaginario, che come life style proposto da te come artista. Pensi che aver raggiunto il successo, e relativo stile di vita, possa aver inficiato la tua autenticità?

Ti direi che abbiamo cambiato le regole, ma in verità non è così. Io dico sempre una cosa per spiegare cosa la DPG ha rappresentato per la scena musicale: se prima si andava a carbone, dopo di noi si è andato ad elettricità. Ma è stata anche un po’ l’accensione del mondo internet che è esploso.

Se ora tutto sta andando a questa velocità, e c’è questo tipo di suono, sicuramente noi siamo stati l’avanguardia. Noi siamo stati l’accensione di questa grande roba. Si può dire che nell’arco di 5 anni ci siamo posizionati perfettamente sulla mappa e abbiamo reso il suono di Roma ancora una volta unico.

Succo di zenzero 2
Wayne – Succo di zenzero 2

Sotto la guida di Drillionare, il suono di di Succo di zenzero 2 è cucito alla perfezione su di te: mi piace il fatto che si passi da suoni vapor, ai synth più melodici. Pensi possa essere questo il futuro di Wayne musicalmente parlando?

Io spero di si. Spero di non trovarmi mai nella situazione di dover spingere sempre e solo sulla cosa che so che performa bene. Spero di rimanere con questi mille volti di me. Conosco un sacco di artisti che cambiano, perdendo un po’ di quella cattiveria iniziale. Dopo se ne pentono perché capiscono di aver perso una parte fondamentale del loro essere artista. Perdono un po’ la loro identità.

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Io preferisco qualche numero in meno, ma rimanere sempre fedele a me stesso così da poter sperimentare tutto; voglio poter fare il brano un po’ cattivo, quello un po’ divertente. Venendo dalla Dark Polo Gang, sono consapevole di una cosa: noi alziamo onde. Abbiamo pochi pezzi che veramente hanno avuto vita lunga, ma con i nostri brani cambiamo il mood generale della musica.

Bisogna essere realistici: siamo un’onda di influenze; molti artisti, anche più preparati di noi, poi vanno a cavalcare quelle onde. Rimaniamo sempre dei trendsetter.

Succo di zenzero 2
Wayne – Succo di zenzero 2

So che hai studiato marketing e comunicazione. Immagino sia qualcosa di molte importante per te ma anche parte della performance artistica. Ti va di parlarci un po’ di come nasce Succo di zenzero 2?

Premettendo che “Succo di zenzero” aveva già un immaginario molto forte, già dal primo volume, credo che gli studi che ho fatto mi abbiano dato l’opportunità di saper lavorare in gruppo. Lavorare in team è la cosa più importante. Da soli non si va da nessuna parte. L’ho imparato con la Dark; l’ho capito ancora adesso. Ricostruendo questo disco, abbiamo ricostruito un team personale. È stata la prima volta che avevo tutti gli occhi su di me: mi ha fatto sentire molto importante. Mi sono approcciato con molta più serietà al lavoro.

Quando hai tante persone che lavorano per te, la vivi con maggiore responsabilità e senti di dovere a loro qualcosa di importante. Quando le dividi in tre, non dai la stessa importanza. Partendo da questo, avevamo capito che l’immaginario lo potevamo solo ampliare e abbiamo creato appunto un team speciale che potesse rendere solido il progetto: Nick Scerioni, Bogdan “Chilldays” Plakov, Nick Paranoia. Nick Scerioni è uno stylist acclamato che ha lavorato con Måneskin e Jovanotti. Nick Paranoia è un Art Director che ha già lavorato con gli Psicologi. Bogdan è un fotograto Off-White che lavora personalmente com Virgil, nostro amico di Milano.

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Wayne – Succo di zenzero 2 (artwork)

Abbiamo creato questa roba e, da subito, ho detto “io non voglio darvi dei punti: voglio che voi tiriate fuori tutta la vostra creatività”. Quando dai la possibilità alle persone di mostrare la propria arte, è un po’ un rimbalzo di luci. Molti artisti si concentrano su ciò che hanno in testa, e non bisogna cambiarlo. A volte anche annullando tutte le altre possibilità. A me piaceva l’idea che quelli che fossero intono a me sperimentassero assieme a me. Volevamo creare qualcosa che fosse veramente futuristico: volevo che quest’album rappresentasse un salto avanti (rispetto al precedente lavoro, NdR) di 10 anni.

Ci sono magari altri campi artistici su cui avete voglia di sperimentare attraverso Succo di Zenzero 2 ?

Abbiamo avuto quest’approcio all’arte in generale: faremo degli NFT; se vedi la mia immagine profilo è un NFT che pubblicheremo. Siamo stati un po’ attenti a tutto quello che succedeva in questo momento, e non solo a fare solo il disco rap.

Abbiamo deciso di fare un’immagine specifica per il formato fisico: riportare quelli che sono gli NFT sul supporto fisico era una cosa interessante, e siamo sicuri piacerà a tutti; poi diversificare e fare una roba esclusiva anche per le piattaforme digitale mi da l’impressione che stiamo facendo qualcosa di veramente nuovo.

Era importante valorizzare entrambi i formati. Il disco è diventato un oggetto da collezione e in pochi lo mettono in play effettivamente. Ci si compra il CD per avere un ricordo dell’artista, non tanto per suonarlo. Volevo che il CD fosse qualcosa di unico, ma volevo anche dare importanza alle piattaforme digitali. C’è marketing insomma, ma c’è tanto lavoro di squadra.

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Succo di zenzero 2 (Billboard)

Tra i brani ci sono tantissime collaborazioni. Quella con Sangiovanni è forse la più inaspettata di tutto Succo di zenzero 2. Come mai hai scelto lui per descrivere forse la parte più leggera ed emotiva di te, come si evince in Dance Floor?

Stavo a Milano (circa un anno e mezzo fa): mi mollo con la mia ragazza e torno a Roma. Ai tempi avevo la Smart. Prendo la Smart e viaggio verso Roma, immagina la situazione: io preso male, perché comunque ero uscito da una storia importante, forte; stavo pieno di pacchi in una macchina piccolissima e facevo Milano-Roma. Un supplizio.

Mi fermo a Parma dal mio manager che mi dice di andare in studio da Luigi – Luigi Bordi, che assieme a Drillionare produrrà il brano Dance Floor (NdR). Abbiamo iniziato a scrivere: lui mi fa sentire questa produzione e ho pensato subito “ma che figa!. Parliamoci chiaro: questo disco ha tutte produzioni fighe. Non siamo partiti da “Wayne che deve scrivere”, piuttosto abbiamo deciso di partire dalle sonorità. Quando senti una hit, il sessanta per cento lo fa la base.

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Wayne – Succo di zenzero 2

Abbiamo deciso di provarci; in più ero carico perché avevo tutto ‘sto flusso di coscienza da buttare giù. È partito tutto da “mi chiedo se tu..”, poi abbiamo iniziato a modellare e a dargli una forma più precisa. Gli abbiamo dato una visione. Ad un certo punto avevamo questo pezzo e pensiamo che ci sarebbe stata benissimo una collaborazione. Io personalmente Sangiovanni non lo conoscevo.

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Gianmarco (il manager) mi dice che a suo avviso ci sarebbe potuto stare benissimo Sangiovanni per quel tipo di brano. La scelta però non è stata dettata da una ragionamento di numeri e/o streaming. Io all’inizio lo presi in giro, perché mi sembrava assurdo arrivare a Sangio. Ero in quella fase in cui non ero molto convinto della mia roba.

Mi sono iniziato a convincere quando i feat hanno cominciato a dirmi che la roba era forte. Gli mandiamo il pezzo e io ero già rassegnato: pensavo che mai ce l’avrebbe fatta tornare indietro. Pensavo fosse qualcosa di lontano da lui.

Mi svalutavo. Quando ci siamo beccati e ci siamo messi a fa la roba, lui mi ferma e mi dice che ha anche un mezzo bridge e ritornello. Una volta finito, siamo rimasti tutti stupiti perché il brano non era forzato ed era potentissimo.

Poi ci siamo conosciuti e siamo molto simili: siamo molto introspettivi. È un bravo ragazzo ed è puro. Ci siamo trovati veramente bene. Non è una roba forzata, è una roba che è nata molto naturalmente. Io ho sempre pensato di voler stravolgere le regole, e con lui penso che un po’ di rumore l’abbiamo fatto.

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Wayne – Succo di zenzero 2

Ho molto apprezzato l’accoppiata Bad Vibes-Roxane. Nella prima dici “ho smesso con quello schifo, adesso mi sono ripulito“. Mentre nella seconda “non mi fare più domande (…) guardati chi sei“. Da un lato la dipendenza fisica, dall’altra quella emotiva: due aspetti di “tossicità”. C’è stato un momento in cui hai pensato “ora basta!“? E come hai reagito a tutto questo?

Ci sono state ben due volte che ho pensato “basta”. La prima è stata “basta con la musica!”. Non trovavo più la voglia: troppe parole, troppe persone che mi hanno detto cose che non vanno bene, insicurezze e, soprattutto, dipendenze che non ti aiutano, ma che ti portano ancora più giù.

L’ altra è stato quando mi sono risollevato e ho iniziato a pensare “basta pensare in questo modo e basta fare questi ragionamenti da perdente”. Se sono qui, significa che qualcosa ho fatto: ho deciso di provarci. Per aiutarmi ho cambiato dieta, ho cominciato ad allenarmi tutti i giorni, sono andato in studio 4 ore al giorno, tutti i giorni – dovevo chiudere almeno un freestyle.

C’è tanta altra roba non-finita che rimane nello studio (ride, NdR). Abbiamo fatto le rockstar, abbiamo fatto i peggio casini, ma era arrivato il momento di cambiare. Dovevo tornare a fare gol e sono ripartito dalle basi: darmi una struttura di vita che non mi ero mai dato.

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Wayne – Succo di zenzero 2

Credo che tornare a Roma, stare con la triplo 7, mettere la roba in ufficio, ricominciare da capo e sentirsi sempre meno attaccati è stato fondamentale. In questo lavoro ti devi difendere sempre e devi stare attento ad ogni movimento, perché sennò poi sei costretto a rattoppare i buchi che altri provocano danneggiandoti.

È un lavoro il nostro molto più stressante di quello che si crede. Devo dire che da quando abbiamo sistemato la situazione con la società e sono stato libero di poter fare musica, tutto è iniziato a migliorare: per anni io ho sempre cercato di sistemare cose che non mi riguardavano, e ne ho pagate di grosse. Passavo dal commercialista, dall’avvocato, ai contratti: era diventato troppo pesante. Li dicevo “no, basta!”. Tutto questo mi ha portato a fare questo disco.

Questo disco non sarà importante per il successo o il riscontro delle persone: il successo di questo disco è nel percorso. Sapere che ora sto bene. Come andrà il disco? Titoli di coda: il film è prima.

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Wayne – Succo di zenzero 2

Ho da poco riascoltato un altro brano culto di Wayne Santana: Glock con il featuring Dref Gold e Giame. Il brano conta attualmente 2.4 mil di views su YouTube. In Succo di zenzero 2 riproponi questo mix. Ti va di parlarci del rapporto con Dref?

Con lui c’è una particolare sintonia artitica. Quando faccio una roba, la prima persona che mi viene in mente è lui. Mi sento un po’ come Lil Uzi e Playboi Carti. Gli dico sempre che dovremmo fare un EP insieme, perché spaccherebbe tutto. Io trovo che siamo stra in sintonia. Anche lui è super sonoro. Quando ha iniziato aveva questa roba delle caramelle, super giocoso.

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Abbiamo fatto Glock che andò molto bene, e credo che questa roba nuova poteva veramente portare qualcosa di innovativo. In America questo tipo di sonorità sono già presenti, in Europa siamo molto fermi sulla drill. Da un lato ci sarà sempre quella fetta di pubblico a cui piace la trap cattiva, ma c’è anche quella fetta di pubblico a cui piace il rap “caramelloso”. In questo momento, credo che ci siano poche persone che stiano rappresentando questo sound: credo che io e Dref in questo momento siamo i più “caramellosi” della scena (ride, NdR).

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Wayne e Dref Gold – Succo di zenzero 2

Personalmente, il brano più innovativo di Succo di zenzero 2 ritengo sia Tokyo Drift: Taxi è l’esatto opposto di ciò che è Wayne (più musicale ed attento alle liriche). È proprio vero che gli opposti si attraggono..

Questa formula che abbiamo usato è partita tutta dal beat. La mia follia m’ha portato ad un punto e abbiamo cercato i punti più vicini fra noi due e questa follia. Abbiamo cercato di dare voce a questa follia, rendendola credibile. Quando Taxi ha sentito il brano ha detto che il pezzo ero suo.

Non ho pensato a fare il pezzo in virtù del fatto ci fosse Taxi, ma è lui stesso che tra i vari beat lo ha scelto. Il ritornello l’ho scritto io, come la maggior parte, e ho fatto cantare i vari ospiti. Abbiamo pensato a fare arte: fare musica è questo; in gruppo poi è tutto più forte.

Queste sono le tracce che io dico “succo di zenzero”: ma dove cazzo le trovi tracce come Tokyo Drift. Magari non sono brani che ti fanno svoltare la carriera, ma intanto trovami un altro disco con una traccia come questa (ride, NdR).

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Taxi B presente in Succo di zenzero 2

Succo di zenzero 2 rimane comunque un progetto nel segno del triplo 7. Tony Effe, Pyrex, Wayne.. ma anche Side! È stato bello tornare un po’ alle origini? È solo un episodio one show quello con Side o dobbiamo aspettarci un grande ritorno?

Io trovo che la presenza di Tony in due brani, come anche Pyrex sia perfettamente on point. Con Side sarebbe stato stupido fare due pezzi. Se ci pensi, nella mia BIO praticamente ho pochissimi featuring: non ho mai rilasciato grandi featuring perché penso che li si debba fare con persone con cui ci si trova. Abbiamo cercato di riprenderci ciò che è mancato negli ultimi anni, combinando anche delle combo divertenti.

Tipo Tony l’ho messo su Marmellata – sento già gente che si lamenta: ho messo Tony, Rosa Chemical, Radical su una traccia! Non è che voglio fare il promotore dell’avanguardia, ma cavolo la musica deve essere divertente! Ho presentato il disco con Marmellata, proprio per stuzzicare tutti e anche un po’ per provocarli. Volevo che si domandassero cosa ci fosse nel disco e non semplicemente che lo aspettassero passivamente.

Ora sto a dire un’altra super cappella, ma a me tutta questa roba che si discute tanto sui miei featuring mi fa sentire un po’ Kanye West. Mi piace che si crei dibattito, che si discuta. Il mio personaggio divide, unisce e crea discussione: tutto questo mi entusiasma moltissimo.

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Wayne (DPG) – Succo di zenzero 2

Cosa dobbiamo aspettarci nel prossimo futuro dopo Succo di zenzero 2?

In futuro quello che ho capito è che non bisogna mai fermarsi: lo stare fermi e aspettare che le cose ritornino – sarebbe bello viverlo più serenemanete – ma dobbiamo essere consapevoli del nostro tempo e non farsi trovare impreparati. Lavorare con il piacere. Spero di poter portare qualcosa live: sarebbe davvero molto carino.

Chiudiamo esattamente come abbiamo iniziato, nel modo in cui la chiederesti tu: “la verità è come la poesia, e alla maggior delle persone sta sul cazzo la poesia“. Cos è la musica nel 2022 per Wayne Santana?

Per me è qualcosa di cui sono immediatamente consapevole: ero consapevole che tutta questa roba sarebbe potuta non piacere, avrebbe potuto far discutere molto, ma io ho raccontato la mia verità. Se a molti non piacerà, è perché non gli piace sentire la cosa vera. Io credo che in questo disco abbia detto la verità. Che ti piaccia o meno, la cosa non mi tocca minimamente. E ho chiuso il disco con un pezzo super vapor, super folle: questo è succo di zenzero.

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Wayne – Succo di zenzero 2

Conosci meglio

La musica mi accompagna sin dall'infanzia. Ho studiato la musica classica e lavorato sull'elettronica. Ogni suono è un colore sulla tela della quotidinità: "una vita senza musica non è vita."
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