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Intervista

Zampa, Capstan e Manny Mani ci raccontano “Chi tocca i fili muore”

zampa capstan manny mani

Chi tocca i fili muore è il nuovo album di ZampaCapstan e Manny Mani. Le tracce, tutte prodotte da Manny Mani, si caratterizzano per le sonorità fresche e malinconiche“Chi tocca i fili muore è una lente d’ingrandimento sui nostri dubbi, sui nostri sogni, sulla nostra voglia di provare a cambiare le cose  hanno spiegato Zampa, Capstan e Manny Mani, “Nelle nuove canzoni abbiamo affrontato tematiche e sonorità diverse rispetto ai nostri progetti passati. Cercando però di rimanere fedeli alla nostra attitudine”. Due gli ospiti del progetto: il cantante reggae Galup (nella traccia Non è giusto mai) e la giovane promessa Astrobae (in Acrobati).

Abbiamo intervistato i tre artisti, approfondendo diverse tematiche riguardo l’album. Buona lettura!

Il precedente album, Il richiamo della foresta, risale al 2016. Come ci si sente ad essere tornati in scena in un mercato musicale enormemente mutato? Qual è la vostra opinione rispetto alla piega che ha preso il rap italiano in questi anni? 

CAPSTAN: In realtà in questi 5 anni siamo sempre rimasti molto operativi. Tra serate, sessioni in studio, featuring e collaborazioni non ci siamo mai fermati. Quest’album, infatti, sarebbe dovuto uscire a inizio 2020. Poi la pandemia ha stravolto tutto e come molti altri artisti abbiamo preferito posticiparne l’uscita. 

MANNY MANI: Il rap italiano in questi anni è diventato un genere mainstream, anzi IL genere mainstream per eccellenza. C’è più gente che lo ascolta, più gente che va ai concerti, più gente interessata. Come possiamo non essere contenti della situazione? Certo, c’è tanta fuffa in giro ma ci sono anche tante realtà interessanti e in media il livello si è alzato parecchio.

ZAMPA: Sono passati 5 anni dal mio ultimo album: un’eternità. So bene che dobbiamo lottare duro per riconquistarci il nostro posto, ma grazie a dio i nostri supporter più real non si sono mai dimenticati di noi.

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In alcune canzoni ci sono dei temi importanti come ad esempio l’importanza di prendere scelte ponderate con consapevolezza e il tema del bullismo. Quali sono state le esigenze che vi hanno spinto a parlare di questi temi? 

MANNY MANI: Quando abbiamo iniziato a scrivere Chi tocca i fili muore ci siamo dati un’unica regola: tutti i pezzi dovevano essere canzoni, cioè avere un messaggio chiaro, preciso e diretto. Ogni pezzo dell’album racconta una storia. 

ZAMPA: Il tema delle scelte racchiude il concept stesso di Chi tocca i fili muore. Fai quello che devi fare, osa, rischia, tocca i fili. Anche se a volte sembra la scelta sbagliata, o gli altri di dicono di non farlo, segui quello che per te è importante. È questo lo spirito che, anche musicalmente, ci ha spinto a fare qualcosa di diverso rispetto al passato.

CAPSTAN: Le esigenze di scrittura sono rimaste le stesse di sempre: raccontare pezzi della nostra vita e esorcizzare demoni e dolori grazie alla musica.

I beat dell’album creano delle atmosfere molto soft e mai cupe che si sposano alla perfezione con i flow utilizzati e con le liriche trattate. Come sono nati i concept che danno forma alle singole tracce? Mangiate veramente pizza a colazione? 

ZAMPA: Mangiamo pizza sempre, in ogni occasione. A pranzo, a cena, a merenda. E ovviamente anche a colazione, dopo le serate più impegnative. 

MANNY MANI: Per quanto riguarda i beat, cerco sempre di farmi ispirare da qualcosa, che può essere un suono qualsiasi come un sample come un loop. Una volta trovata l’idea di partenza, la plasmo e la rendo più personale possibile, creando cosi una sorta di mini mondo già all’interno del beat. Cerco di fare in modo che le atmosfere dei miei beat raccontino una storia di per sé e che portino da subito l’ascoltatore in uno stato d’animo ben definito. Una volta contento del risultato Cap e Zesh aggiungono il loro tocco finale con le loro rime e i loro testi che calzano sempre a pennello, creando cosi dei brani timeless in perfetto stile Condor Music.

CAPSTAN : I concept dei pezzi solitamente nascono dalle sonorità del beat, diciamo sempre che ogni traccia ha già il suo mondo dentro e sta a noi scoprirlo e dargli una forma definita. Altre volte invece l’idea nasce da momenti di vita quotidiana, come nel caso di Pizza a colazione: eravamo all’aeroporto, dovevamo fare colazione e abbiamo optato per della sempre ottima pizza. 

Chi tocca i fili muore 6 Alberto Mancini Fotografo
Foto di Alberto Mancini

Veniamo alle collaborazioni, si percepisce che sono ben pensate e che gli artisti siano stati scelti in modo molto accurato. Ci sono dei legami personali, oltre quelli artistici, che vi hanno portato a scegliere questi nomi con cui collaborare? 

CAPSTAN: I pezzi dell’album sono tutti molto personali, è per questo che abbiamo dosato i featuring con il contagocce. Le strofe sono tutte mie e di Zesh, mentre nei ritornelli abbiamo tirato in mezzo Galup e Astrobae per variare un pò le sonorità.

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MANNY MANI: Di Galup siamo super fan, ma non avevamo mai fatto nulla assieme. In una session in studio era venuta fuori la melodia del ritornello di Non è giusto mai e subito abbiamo pensato a lui. Gli abbiamo mandato il provino, lui l’ha adattato e ha spaccato tutto.

ZAMPA: Astrobae è una ragazza di Verona fortissima. La conosciamo da tanto tempo e anche in questo caso la collaborazione è nata in maniera molto semplice e spontanea. Ha scritto lei sia le parole sia la melodia del ritornello di Acrobati. Il risultato ha lasciato tutti a bocca aperta.

Zampa, dal tuo primo lavoro, Lupo solitario, ad oggi sono cambiate molte cose. Cosa credi sia cambiato nel panorama della scena veronese? Ci sono delle nuove leve di Verona che stai seguendo attentamente?

ZAMPA: In 15 anni è cambiato molto. C’è un sacco di gente giovane che si sta facendo valere, ma allo stesso i più vecchi non mollano un cazzo. Della scena di Verona cerco di seguire il più possibile, sono sempre curioso di sapere cosa succede nella mia città. Ci sono davvero tanti nuovi gatti forti, spero che qualcuno di loro riesca a svoltare e a fare il grande passo. Vuoi dei nomi? Koi, Slowletti, Numb, LoZe, Jeko, Rum, Omar Ripigliati, Suarez, Eyem, 2Rari, Carter, Natas sono i primi che mi vengono in mente. Ma ce ne sono tanti altri che di sicuro sto dimenticando.

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In Italia la stampa dei vinili è tornata di moda. Com’è nata l’idea di produrre la stampa di Chi tocca i fili muore? Cosa ne pensate delle ristampe in vinile dei classici del rap che ultimamente stanno facendo uscire molti artisti?

CAPSTAN: Non eravamo sicuri di stampare Chi tocca i fili muore. Poi però in molti ci hanno chiesto la copia fisica e abbiamo deciso di stamparlo.

ZAMPA: All’inizio l’album doveva uscire in vinile, ma causa covid il prezzo delle materie prime è andato alle stelle, dilatando sia i costi sia i tempi di stampa. Abbiamo scelto quindi di fare solo una tiratura limitata in cd, giusto per i nostri supporter più hardcore. 

MANNY MANI: Le ristampe in vinile dei classici del rap italiano, invece, sono state un bel fenomeno di nicchia, ma la moda forse sta un pò scemando. Anche perché ormai è già stato ristampato tutto.

Nonostante oggi i concerti si siano nuovamente fermati, appena sarà nuovamente possibile farete qualche data per portare il disco in giro per l’Italia?

ZAMPA: Speriamo di si, anche perché la presentazione ufficiale a Verona è andata molto bene e la voglia di suonare è tanta. 

CAPSTAN: Abbiamo diverse date in ballo ma per ora è tutto bloccato. Incrociamo le dita e vediamo cosa succede.

zampa
Foto di Alberto Mancini

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