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Intervista

Time Box: in viaggio nel tempo con i Binario 4. L’intervista

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Time Box dei Binario 4 è un concept album unico nel suo genere. Nelle nelle undici canzoni che lo compongono, il duo romano propone un viaggio musicale nel tempo dagli anni ’30 fino ai tempi nostri con tanti generi musicali, dallo swing al rock passando per la techno, rivisitate in chiave hip hop. Un viaggio senza eguali, cominciato ad inizio anno con il singolo Shelby nel quale i Binario 4 hanno omaggiato gli anni ’30 prendendo ispirazione dalla serie TV Peaky Blinders. Ad accompagnare Chef e Yui Freeman, nel loro ambizioso esordio come gruppo, oltre a DJ Myke troviamo anche Rasmo, Diiego e Omega Riot, mentre le produzioni sono a cura di DJ Fastcut (che ha ospitato nel suo ultimo Dead Poets 3 proprio Chef) e Delta.

Abbiamo fatto una chiacchierata con i Binario 4 che trovate qui sotto, ma prima mettete in play il loro album!

Benvenuti ragazzi, è un piacere avervi qui, raccontateci qualcosa del progetto Binario 4 e  di come è nata l’idea di creare questo concept album che spazia  attraverso molti generi musicali rivisitati in chiave hip hop. Come siete  arrivati al risultato finale e da dove siete partiti?  

Grazie mille per averci inviato, il piacere è tutto nostro. Noi siamo Leonardo in arte Chef e Yuri in arte Yui Freeman e insieme siamo i Binario 4. Noi ci conosciamo praticamente da sempre e inizialmente il nostro percorso musicale consisteva in due progetti separati che portiamo tutt’ora avanti. In passato abbiamo collaborato più volte ma mai ad un progetto così ampio. Time Box arriva in un momento piuttosto buio, avevamo bisogno di un idea e non riusciamo a trovare quella che se secondo noi fosse quella giusta, tant’è che ci ha pensato qualcun altro. Stavamo lavorando ad alcuni brani insieme a DJ Fastcut , una persona che da sempre è incline ad aiutare e promuovere artisti emergenti, quando ad un certo punto ci fa: “Rega’ dovete fare un disco che contenga tutti generi diversi, come se fosse un jukebox”. L’idea si è piantata immediatamente nel cervello di entrambi, l’abbiamo rielaborata a modo nostro creando il nostro concept ed è così che si è arrivati a Time Box: un viaggio nel tempo attraverso i generi musicali. 

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È uscito da poco il singolo prodotto da DJ Fastcut, pilastro della scena hip  hop underground romana. Come è nata questa collaborazione? 

 Ovviamente visto che è stato lui a donarci l’embrione di tutto quello che sarebbe stato poi il disco, non potevano mancare le collaborazioni con DJ Fastcut e ci ha dato due produzioni assurde. È nato tutto in modo spontaneo, Valerio è un amico, un fratello un grande artista che sa come metterti a proprio agio e farti rendere al meglio come nel caso del contest vinto da Chef che gli ha permesso di essere in Dead Poets 3

Il primo brano estratto è stato Shelby. È stato difficile adattare il ritmo allegro e frizzante tipico del jazz al testo? Anche il video che accompagna  il brano è molto particolare ed ambientato negli anni nei quali è scoppiato il jazz. Qual è stata la vostra fonte di ispirazione? 

Questo è il primo brano ad essere stato ideato ancor prima del disco. È nato per ingannare il tempo durante il primo lockdown. Non potevamo vederci e ne tanto meno frequentare lo studio, quindi abbiamo fatto un featuring a distanza e abbiamo postato il contenuto sui social. Avevamo usato una strumentale non originale ma nello stesso identico stile della nostra, il contenuto aveva riscosso un buon successo e la traccia ci piaceva talmente tanto da convincerci a creare una nostra versione originale. Inoltre combacia perfettamente con il concept di tutto l’album. Ci siamo ispirati alla serie TV Peaky Blinders semplicemente perché ne siamo fan e in quel periodo chiusi in casa, ne stavamo decisamente abusando. Ci sembrava la traccia perfetta per un video, proprio per via delle ambientazioni, del periodo storico di riferimento, dei personaggi, dei costumi. Era quella che permetteva un maggior approccio cinematografico.

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Videoclip di Shelby, primo brano estratto da Time Box

Radio Rock invece presenta senz’altro delle caratteristiche diverse e vede lo sviluppo di un testo romantico, quasi malinconico, su una base rock. Com’è nata la scelta di porre questo contrasto con il rock che è un  genere dai suoni potenti ad un testo così morbido e soft? 

Noi volevamo che questo disco raccontasse l’uomo e del suo rapporto con la musica. Il tempo è solo la chiave di lettura di questo progetto perché con il tempo cambia l’uomo così come la musica. Radio Rock racconta gli anni ’60, anni in cui seppure il mondo era pieno di guerre, gli artisti, le radio e le persone gridavano alla tolleranza. Radio Rock vorrebbe riportare in vita un po’ di quell’ideale che è stato perso da un po’ di tempo da tutti noi.

Un brano che è coerente con la base e la struttura della parte cantata è senz’altro Tarocchi che con il suo mood calmo e dalle strofe introspettive porta l’ascoltatore a riflettere su alcuni temi di natura molto profonda. Ci sono state delle esperienze in particolare che vi hanno spinto a scrivere il  testo che compone questo pezzo?  

Questa canzone nasce dall’esigenza di porsi di fronte a uno specchio e fare i conti con sé stessi. È un processo che richiede onestà e sincerità, in cui non bisogna lasciare che sentimenti come amore, odio e rabbia prendano il sopravvento. Per questo la canzone è così soft, perché è pura sincerità e nonostante trattiamo argomenti che per noi hanno un grosso peso emotivo, siamo stati molto felici di essere riusciti a farlo e crediamo che questa cosa si senta.

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Il progetto è stato distribuito da Artist First, la cui filosofia è quella di  mettere al centro l’artista e poi costruirci intorno un polo d’attenzione che  punta a coinvolgere il pubblico. Cosa vi aspettate da questo percorso che  avete intrapreso? 

Dobbiamo dire grazie ad Artist First per averci aiutato e per aver messo a disposizione i loro canali. Eravamo a due mesi dall’uscita programmata e per una serie di sfortunati eventi ci trovavamo senza un buon distributore, senza nessuna alternativa se non farcelo da soli. Grazie ai ragazzi di Dreki Agency che hanno capito da subito la nostra criticità e si sono subito adoperati per aiutarci, siamo riusciti ad affidare il progetto ad Artist First che lo ha distribuito nel migliori dei modi. Non sappiamo cosa ci riserverà il futuro ma speriamo di collaborare di nuovo. Sono in arrivo diverse novità per quanto riguarda il 2022, soprattutto dal punto di vista live ma non possiamo dire altro per il momento.

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