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Intervista

Gabbo: “Se oggi faccio questo lavoro, gran parte del merito è dei Cor Veleno” – L’intervista

Gabbo, foto di Claudio Enea

Gabbo, alias di Gabriele Centofanti, lo conosciamo praticamente tutti. Almeno, tutti coloro che almeno una volta nella vita siano stati a un concerto dei Cor Veleno, a cui il bassista e produttore ha orgogliosamente prestato il proprio strumento (il basso) per sostenere la florida produzione live della storica band romana sin dal suo ingresso nella formazione, nel 2006.

Oppure, potreste averlo incrociato ascoltando brani di Coez, Gemitaiz, Madman, MezzoSangue, e ancora Jova, Marra, Clementino, il Colle e molti altri. Le collaborazioni di Gabbo sono molteplici e sin dai suoi studi (classici, al Conservatorio Santa Cecilia, in contrabbasso) di strada ne ha fatta. E di anni ne sono passati prima di debuttare, l’11 febbraio 2022, con il suo primo Ep solista, I’m In, coprodotto da uno degli artisti e produttori più rinomati della scena romana. Un amico, oltre che un socio: Squarta.

I due, a quattro mani nel loro debutto per Blackcandy Produzioni, hanno dato vita a cinque brani che ospitano anche un featuring d’eccezione: Ugo Crepa. Per scoprire chi è questa giovane e talentuosa penna basta farvi un giro nel nostro sito, lo abbiamo incrociato in più occasioni – come questa.

Ora, con I’m In abbiamo l’occasione di perderci in un buon quarto d’ora di musica che dà spazio a una pluralità di generi. Il funk e il jazz, innanzitutto, da sempre parte dello storico di Gabbo. Ma anche il rap nudo e crudo, che ha sempre fatto parte del suo percorso e che ha avuto senza dubbio un ruolo importante. Ce lo riascoltiamo e apriamo le danze, con una chiacchierata insieme all’artista su lacasadelrap.com in occasione del lancio di questo suo nuovo progetto.

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Ascolta I’m In, il primo Ep solista di Gabbo

Ciao Gabbo, è un piacere averti qui su lacasadelrap.com. Iniziamo dal principio: come mai proprio ora l’esigenza di un progetto “solista”? Da cosa è scaturito?

Ciao, è un vero piacere per me essere qui. Non è difficile rispondere a questa domanda, avevo voglia di esternare qualcosa in più della mia personalità. In questo progetto infatti oltre al rap molto presente ovviamente, c’è del funk, un accenno di jazz, generi che da sempre fanno parte del mio bagaglio, grazie soprattutto a mio padre trombettista. Inoltre volevo dare risalto al “basso” che amo in modo assoluto, per questo è nato il progetto “Gabbo”.

Raccontaci come hai dato vita a questa collabo con Squarta e come avete lavorato a quattro mani su questo tuo nuovo progetto.

Con Squarta lavoriamo insieme tutti i giorni, abbiamo il nostro “Rugbeats” dove stiamo per la maggior parte del tempo e dove ci dedichiamo a vari progetti musicali. Quindi, in realtà, nel momento in cui ho deciso di lavorare su queste produzioni, è stato del tutto naturale farlo insieme. Ci siamo divertiti come sempre e fidatevi, ne ascolterete altre che non vi aspettereste! (ride, ndr)

Gabbo 3 bassa
Gabbo, foto di Claudio Enea

Cosa porti con te dell’esperienza con i Cor Veleno e cosa pensi di aver dato/ricevuto nel tuo trascorso con la formazione?

Dall’esperienza Cor Veleno porto con me un bagaglio a livello musicale e di vita enorme. Tutti loro (Primo, Grandi Numeri e Squarta) artisticamente e umanamente, essendo anche un po’ più grandi, mi hanno davvero insegnato molto. Se oggi faccio questo lavoro sicuramente gran parte del merito è loro! Mi hanno “preso” giovanissimo e ho avuto modo di calcare palchi importanti, di fare collaborazioni importanti, fino a darmi poi la possibilità di diventare un membro della band, e di questo li ringrazio. Cosa ho dato io alla band? Be’, questo dovresti chiederlo a loro (ride, ndr), ma avermi reso membro della band mi fa pensare che qualcosa di buono l’ho fatto!

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Se parliamo di Urban, oggi è facile pensare a un mix di campionatori, elettronica e strumenti. Come hai scoperto la tua “via” che ti ha portato a suonare e produrre quello che fino a pochi anni fa veniva definito crossover?

In realtà da sempre io ho lavorato “anche” in questo modo, quindi non so, l’evoluzione musicale mi ci ha portato in modo del tutto naturale, senza nemmeno pormi la domanda.

Ci sarà un producer album di Gabbo, o un joint album di Gabbo e Squarta?

Ci sarà tanto altro che man mano scoprirete e una cosa è sicura, che la faremo sempre e solo a 4 mani. Squarta & Gabbo questo è certo. E come vi dicevo prima, anche cose che non vi aspettereste.

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Gabbo, foto di Claudio Enea

Ugo Crepa è presente in ben tre dei cinque brani. Collaborate molto insieme, come vi trovate e cosa ci sarà in futuro?

Ugo è un ragazzo eccezionale, pieno di voglia di fare e di arte da esprimere. Lo trovo molto versatile, basta ascoltare la performance sul progetto “Gabbo” in cui è molto diverso da ciò che fa nel suo. Lavorare con lui è divertente e fluido, a breve uscirà con qualcosa di suo.

Tu che hai visto diciamo “crescere” la scena urban in generale, come pensi si stiano comportando le generazioni dei più giovani rispetto alla musica? Cosa è cambiato rispetto a come vi siete formati voi?

Sicuramente tra i giovani, non farei di tutta l’erba un fascio come si dice, ci sono diversi ragazzi che mi piacciono molto e che apprezzo, che hanno personalizzato il loro modo di fare rap, altri meno. Quando ho iniziato io e ancor prima i miei fratelloni (Primo, Grandi Numeri, Squarta), ci si avvicinava a questa cultura per il profondo amore verso quello che rappresentava. Non c’erano tutti questi riflettori puntati, o si amava o nemmeno si conosceva. Oggi è diverso, un po’ è cambiato l’atteggiamento.

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