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Intervista

Anima racconta “Photogallery”, il suo primo album. L’intervista

Anima

Il Giovane – ma maturo – Stefano Gentili, in arte Anima, nasce a Roma nel 1997, e appare come un cantautore moderno che immagina e trascrive rime in un profondo e emozionale mondo sonoro, abitato da ricordi e sogni sfocati. Correnti calde pop e r&b soffiano sui suoi brani, rendendoli coinvolgenti e mai superficiali. Ecco alcune delle dichiarazioni dell’artista in merito a questo nuovo progetto:

“Il titolo di questo disco richiama la galleria del telefono, dove teniamo custoditi i nostri ricordi sotto forma di foto, sempre a nostra disposizione. Nei vari brani, ho inserito all’interno di alcuni singoli un artista che possa contribuire alla costruzione di quel determinato immaginario“.

Anima

Photogallery è il suo primo album, uscito il 4 Marzo 2022 e distribuito da ADA Music Italy. Anticipato da diversi singoli – Antiproiettile, A parte te, Re, Non Va e Non vediamoci piùPhotogallery rappresenta una raccolta di fotogrammi di vita dell’artista, un insieme di immagini in grado di trasportarci nel passato – non troppo distante – di Anima. Prima di proseguire nell’intervista, riascoltiamolo insieme!

Ciao Anima e benvenuto su lacasadelrap.com. Ogni brano del tuo primo album Photogallery rappresenta un viaggio nel passato. Se potessi tornare indietro nel tempo, almeno per un giorno, dove andresti e perché?

Ciao! Se potessi tornare indietro nel tempo, probabilmente non cambierei nulla del mio passato, sia per quanto riguarda gli eventi positivi che per quelli negativi. Penso di essere il risultato di tutte le esperienze vissute fino ad oggi, se non avessi affrontato alcuni demoni del passato, oggi non sarei la persona che sono. Cercherei però, senza interferire nello svolgimento degli eventi, di confortare e supportare il piccolo Stefano, che avrebbe voluto tanto sentirsi aiutato e compreso in certi momenti della sua vita.

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Quanto può influire un’immagine di “ieri” nella vita di oggi?

Io sono un caso a parte, nel senso che vivo con un perenne velo di nostalgia addosso e ho quindi sempre un occhio rivolto verso il passato. Trovo che un’immagine di ‘’ieri”, inserita in un contesto assieme ad altre vecchie immagini, possa essere utile per fare un quadro generale delle proprie esperienze di vissuto. Dunque, vedendo chi eravamo ieri, possiamo capire perché siamo cosi oggi. Inoltre le esperienze passate servono sempre da monito per non commettere gli stessi errori nel futuro.

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Sei un ragazzo che ha poco più di 20 anni. Pensi di aver già conosciuto l’amore, di cui accenni nei tuoi testi, o di averlo almeno “sfiorato”?

Ho 24 anni ed ho vissuto due tipi di amori diversi: quello liceale più ingenuo e di impatto ed un amore più recente che ho affrontato con più maturità. In passato ho sofferto moltissimo per un amore finito, sono stato a cercare di rimettere insieme i pezzi per mesi ma purtroppo dall’altra parte non c’era più la stessa persona. Non sono un esperto ma neanche un principiante d’amore. Ho una sensibilità superiore alla media e per la mia età penso di averlo conosciuto, di esserne stato colpito e di aver imparato da questo.

Il tuo sound spazia dal pop all’r&b. Quanto ha influito Roma, la tua città natale, nel plasmare l’essenza artistica di Anima?

Io vivo fuori Roma, ma ho fatto le scuole superiori in una zona centrale della città, quindi ho vissuto la mia adolescenza romana. Anche dopo il liceo ho costruito le mie amicizie artistiche e non attorno a Roma. Non penso ci sia bisogno di descrivere quello che rappresenta per me questa città, ho le lacrime agli occhi solo a pensarci. Roma ha influito da un punto di vista artistico perché qui ho conosciuto molti artisti e addetti ai lavori che mi hanno trasmesso un qualcosa in più.

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Ovviamente ho preso ispirazione anche da un punto di vista prettamente testuale, d’altronde come si fa a non farsi ispirare dagli scorci che questa città offre? Scrivere tra i vicoli di Trastevere, in una mattina di ottobre, non ha davvero prezzo.

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Avresti potuto raccontare il presente, la vita di un giovane artista romano, invece hai scelto di evocare immagini e ricordi. Qual è il motivo che ti ha spinto ad esprimerti in questo modo “più maturo”?

In realtà all’interno del disco ci sono anche dei brani attuali che riguardano situazioni di pochi mesi fa, solo che io mi concentro nel descrivere più gli aspetti emotivi personali che le dinamiche della vita d’artista. In ogni caso l’idea di fare Photogallery nasce in quarantena, dove per forza di cose ho dovuto fare i conti con il passato visto che il presente era momentaneamente impantanato per tutti.

Ho costruito uno studio in casa e ho deciso di fotografare ogni momento degli ultimi anni, semplicemente scrivendo brani contenenti dettagli e metafore a riguardo. Ero un po’ in confusione per via della quarantena e il sistemare e riordinare attraverso l’album questi momenti mi ha dato l’energia per metterli alle spalle ed andare oltre.

Con chi sogni di collaborare nel mondo pop e rap italiano?

Oggi ci sono un’infinità di artisti. Come si evince dall’album, in cui ci sono 6 featuring, io sono sempre aperto a collaborare con altri artisti, spinto da una voglia di mescolare diversi stili per creare qualcosa di originale. Credo fortemente che negli ultimi anni il livello della musica italiana si sia alzato di molto, soprattutto grazie all’apporto della nuova musica urban. Potrei fare davvero molti nomi di artisti con cui mi piacerebbe collaborare. I primi che mi vengono in mente sono: Blanco, Mecna, Rkomi, Ariete e Marracash.

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Anima – Photogallery (cover). In foto Camilla Brutti.

Prova ad esternarti un attimo e ad osservarti. Chi è Stefano Gentili “oggi” e come si immagina “domani”?

Oggi Stefano è un ragazzo di 24 anni, laureato in comunicazione e che sta studiando per prendere un master nel medesimo ambito, ma il motivo per cui si alza ogni mattina non è di certo studiare. Il mio obiettivo è quello di vivere di musica, non di diventare necessariamente famoso, non mi interessa. Voglio trasmettere le mie emozioni e il mio vissuto agli altri perché ho la sensibilità giusta per farlo. Come dicono tutti ‘’uno su mille ce la fa nella musica’’ e magari sarò io quell’uno. Comunque il mio ‘’domani’’ comprenderà indubbiamente la musica, magari sotto forma di autore. Chissà!

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