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Approfondimento

Qual è il significato di “Caos” nella carriera di Fabri Fibra?

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Il Caos è quello stato d’animo che ti prende quando sei lontano da ciò che ti fa star bene.

Fabri Fibra. Tratto da “Caos (the Enhanced Album)

All’una del 18 marzo 2022 è stato pubblicato Caos, il nuovo disco di Fabri Fibra. Un lavoro importante tanto a livello di numeri (è arrivato dopo ben 5 anni dal precedente lavoro, Fenomeno) quanto per valore all’interno del percorso artistico di Fabrizio – non è assolutamente cosa scontata arrivare alla realizzazione di 10 dischi nell’arco di una carriera. All’interno del Caos abbiamo tantissimi featuring, sebbene nessuno sia etichettato come tale all’interno della tracklist.

Tantissimi sono i nomi che hanno partecipato al progetto: Rose Villain, Neffa, Maurizio Carucci (Ex Otago), Colapesce e Dimartino, Lazza e Madame, Ketama126, Frencesca Michielin e gli immancabili Guè, Marracash e Salmo. Menzione d’onore per il brano Noia: oltre alla grande presenza di un Marracash che sembra ancora avere molto da dire, c’è anche uno stupendo giro di piano tratto da Blue in Green di Miles Davis.

Insomma, Caos è un disco d’eccezione per un artista che dell’essere eccezionale – nel senso di rappresentare un’eccezione al panorama hip hop italiano – ha fatto il suo marchio di fabbrica, e questo è ravvisabile tanto nei testi del Caos di Fabri Fibra, quanto nelle strumentali. Ogni canzone punta ad approfondire una certa tematica con quel tocco sagacemente ironico, ma indiscutibilmente amaro – per approfondire clicca qui!

Il peso del successo

Ti prego dio dammi una mano, anzi dammi un palco. È tempo di riscatto, tutte la merda che ho ingoiato e le sostanze che mi sono fatto. Quanto successo devo fare per sentirmi amato. Tanto alla fine lo so che rimango fregato.

Fabri Fibra. Tratto da “Caos (the Enhanced Album)

Il Fabrizio che ascoltiamo in questo Caos è la versione più matura di un artista che ha fatto della satira – quella tendenza a trattare con il sorriso questioni dal retrogusto amaro – la chiave di volta della propria penna. Questo disco rappresenta la summa del percorso di Fabri Fibra: e, credo, sia proprio questo il motivo che lo rende così potente a livello musicale (e tematico). Un lavoro nuovo, in grado di racchiudere in se, tutti i precedenti lavori dell’artista.

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È innegabile che ci siano delle tematiche, un modo di proporre immagini e perfino sonorità già apprezzate in passato, e va benissimo così. Vi propongo qualche esempio per rendere più esplicito ciò che intendo: Vip in Trip risulta simile nei toni a Propaganda; Stelle potremmo porla in confronto con Tranne te; e, ancora, Nessuno a Potevi essere tu.

E allora qual è la novità di Caos? Semplice! Ascoltiamo quel modo “scanzonato” di fare musica, con una verve volutamente polemica – e fino a qui, nulla di così nuovo – mista ad una profonda (quanto radicale) “disillusione”, e forse sarebbe ancora più adeguato parlare di consapevolezza.

fabri fibra

Ogni brano dall’Intro, passando per brani come Propaganda o Demo Nello Stereo, fino ad arrivare all’Outro offrono quel piglio critico che solo una personalità come Fibra può avere. Perché diciamo questo? La risposta potrà sembrare scontata: Fibra ha esperienza. D’altronde è uno dei pochi artisti del rap italiano ad essere rimasto negli anni, vivendo nel corso della carriera tanto le fasi di depressione quanto di espansione del genere.

Di cosa sceglie di parlare Fabri Fibra in Caos? E, ancor più, di chi parla il rapper di Senigallia? Parla di sé, ma anche degli altri. Il rimando a Marracash e al suo Noi, Loro, Gli Altri è pressoché automatico. Non è casuale che Fabio e Fabrizio siano così vicini in termini musicali. D’altronde se la musica punta ancora a mettere in versi le emozioni e i pensieri di una persona, è piuttosto comprensibile che due artisti (quasi) coetanei abbiano sensazioni e pensieri simili.

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In Caos, dunque, c’è tanta consapevolezza. Ma l’essere consapevoli porta con sé anche la disillusione: da un lato c’è consapevolezza dei propri limiti e capacità; dall’altro disillusione nei confronti della musica e dell’ambiente, spesso troppo poco riconoscente ad una figura che, piaccia o no, ha cambiato il modo di intendere il rap in Italia. Lasciamo però che sia Fibra stesso a parlare: “Ora ti spiego questa cosa: la maggior parte dei rapper che ascolti ora, sono cresciuti tutti ascoltando la mia roba. Mi scrivono in privato <<Fibra sei un mito!>>; chissà perché nelle interviste non lo dicono”.

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Un Caos ordinato: da François Truffaut a Fabri Fibra

Ascoltando Caosnella versione “The Enhanced Album” disponibile su Spotify – l’immagine che mi ha costantemente suscitato è quella di un grande film. Chiunque ascolti questo “Caos” di Fibra, si renderà immediatamente conto che è un progetto complesso e ben studiato.

Si avverte fin da subito che c’è un filo conduttore fra tutti i brani, anche se non è mai messo completamente in luce. Questa è proprio la grandezza di Fabrizio che, negli anni, non ha mai avuto una penna stilisticamente sopraffina, eppure è sempre arrivato facilmente al grande pubblico. Ha sempre basato il suo modo di scrivere sull’immediatezza, sul far recepire un concetto attraverso immagini semplici e di impatto. Come è evidente, questa è la formula che nel tempo paga.

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Fabri Fibra. © Foto Ufficio Stampa. Ph: Mattia Guolo

Proprio questo modus operandi (e in verità anche la cover di Caos) mi ha portato alla memoria una scena tratta da un film del 1959 di François Truffaut: I 400 colpi. Il protagonista, Antoine Doinel, è un adolescente molto introverso. Appartenente al ceto medio, vive con i due genitori Julien e Gilberte: l’atmosfera familiare è di costante tensione e freddezza emotiva. Anche nei suoi rapporti con il resto che lo circonda è piuttosto scostante: a scuola è spesso rimproverato e ha difficoltà a trovare la propria dimensione nel mondo – vi ricorda qualcosa, vero?

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Fabri Fibra. Cover di Caos (a sinistra), François Truffaut – I 400 Colpi (a destra).
Collage Pic: Gianluca Faliero

Senza dilungarci troppo in possibili spoiler di sorta, quello che emerge dal disco di Fibra è direttamente rapportabile con quello che avviene all’interno del film. Sia Fabri Fibra che il protagonista de I 400 Colpi sono in un rapporto duale con il mondo: da un lato, il sentirsi estranei e distanti dal resto; dall’altro, il trovare in quella solitudine la propria identità.

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Come detto inizialmente, mi piace intendere questo disco come il raggiungimento di una maggiore consapevolezza tanto dei limiti, quanto dei punti di forza. Ed è proprio per questo che Fibra in Caos, supera il protagonista del film: il rapper è pronto ad affrontare con consapevolezza (appunto) i propri paradossi, con l’obbiettivo di guardare al futuro – sia a livello musicale, che a livello umano.

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Fabri Fibra. © Foto Ufficio Stampa. Ph: Mattia Guolo

Fibra: The Show must go on!

Per concludere, cerchiamo di rispondere alla domanda che titola questo articolo: che valore ha Caos all’interno della carriera di Fabri Fibra? Una risposta immediata, quanto complessa: Caos è il “vettore somma” dell’intero percorso del rapper. Da Turbe giovanili fino a Fenomeno, Fabrizio ha sempre avuto una forte esigenza comunicativa, ma in ogni lavoro è parso sempre come se mancasse qualcosa.

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Fabri Fibra. © Foto Ufficio Stampa. Ph: Mattia Guolo

Attenzione! Non stiamo dicendo che i precedenti lavori siano meno rilevanti o meno interessanti – anzi, probabilmente ci sono album precedenti che hanno avuto e continueranno ad avere una rilevanza molto maggiore rispetto a Caos – piuttosto ritengo che altri lavori abbiano sempre mancato di quella maturità che solo il tempo può dare. La consapevolezza di analisi è proprio l’elemento centrale di questo nuovo disco. Ed è per questo che, proprio nel trambusto del suo più intimo Caos, Fabri Fibra ha trovato la propria dimensione, musicale e non solo.

Conosci meglio

La musica mi accompagna sin dall'infanzia. Ho studiato la musica classica e lavorato sull'elettronica. Ogni suono è un colore sulla tela della quotidinità: "una vita senza musica non è vita."
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