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Intervista

“Disoriente”: tutte le sfumature della solitudine – Intervista a Medium

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La solitudine è una condizione con cui, nel corso della vita, molti hanno voluto o dovuto fare i conti. Tra questi rientra Medium – alias di Massimo Gaetano – che, nel suo Ep DISORIENTE pubblicato il 25 marzo 2022 su tutti gli store digitali per La Grande Onda (distr. Altafonte), esplora proprio questo sentimento con la consapevolezza di quanto possa contare per la crescita di ognuno di noi.

Anticipato dal singolo e videoclip Angeli Blu, il nuovo progetto discografico del rapper e cantautore romano rappresenta esso stesso un momento di crescita e evoluzione del percorso musicale e personale di Medium, in quanto importante prova da solista dopo una carriera iniziata all’interno di un duo.

Con la scrittura estremamente efficace che lo ha sempre contraddistinto, nelle sei tracce che animano l’Ep, Medium racconta ciò che ha imparato dopo tanto tempo vissuto da solo con se stesso, anche in ragione del periodo pandemico. DISORIENTE, non a caso, prende il titolo anche dal senso di spaesamento e confusione con cui tutti siamo stati costretti a misurarci dopo la pandemia, tanto che tra i pensieri intimi e le immagini quotidiane disegnate dall’artista ciascuno di noi può riconoscere parti di se stesso.

Per guardare ancor più da vicino le sensazioni e le emozioni racchiuse nella dimensione sonora eterea e sognante del progetto, abbiamo chiesto direttamente a Medium di raccontarcele meglio.

Ciao Medium e benvenuto su lacasadelrap.com! Il grande pubblico ti ha conosciuto durante X Factor 13 come parte del duo La Sierra, ma si può immaginare che, prima di quella tappa, tante altre abbiano caratterizzato il tuo percorso. Ti va di raccontarci come hai mosso i primi passi lungo la strada della musica?

Ciao ragazzi! I miei primi passi nellʼambiente musicale risalgono al 2015 quando sono entrato per la prima volta al Wholecar Studio (un noto studio di Roma Nord). Ho sempre fatto musica da solista che poi proponevo anche nel gruppo Sierra del quale ero direttore artistico. Diciamo che sono sempre stato un fiume in piena di idee che poi ho voluto condividere anche con gli altri membri del gruppo. Ora però, dopo la super esperienza di X Factor, ho deciso di andare da solo perché la mia anima è più solista che da gruppo.

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Se, per rompere il ghiaccio, abbiamo parlato di chi fosse Medium prima del piccolo schermo, parliamo meglio di chi è Medium oggi. Che impatto ha avuto sulla tua musica la scelta di intraprendere una carriera da solista?

Questa scelta non è stata semplice, non credo che tutti avrebbero avuto il coraggio di lasciare un porto sicuro per addentrarsi verso il mare aperto. Sono sempre stato uno che segue il suo istinto e dal momento che in gruppo non mi trovavo più bene ho preso questa decisione, perché sono sicuro che arriverò ancora più lontano. Molti non lo sanno, ma io ho sempre scritto tutto da solo e ho sempre fatto canzoni mie, per questo non mi spaventa affatto come cosa.

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Angeli Blu rappresenta lʼinizio di un nuovo capitolo per Medium e culla il sentimento che pervade tutto lʼEp, la solitudine. Gli inglesi distinguono le due facce di questo sentimento, usando “solitude” per esprimere la scelta di essere soli e “loneliness” per riferirsi a una solitudine subita e sofferta. Si può dire che in questo progetto i due aspetti si intreccino o uno prevale sullʼaltro? E cosa ti ha portato a parlarne?

Avete colto in pieno il significato del disco! La solitudine è un tema centrale in tutti i brani. Il successo di Enfasi, le luci del Mediolanum Forum e un Tour finalmente pronto e poi il buio, la pandemia e tutti a casa per due anni.

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Angeli Blu è lʼincipit del mio percorso, è il primo filo dʼerba che esce dalla terra dopo lʼincendio. Nessuno di noi ha scelto di rimanere da solo con se stesso per tutto questo tempo, ma io ho sfruttato questi due anni per conoscermi meglio e per fare un percorso di crescita personale che mi ha reso veramente più forte di prima. Il titolo dellʼEp è Disoriente proprio perché vedo un mondo confuso, disorientato dopo questo buio periodo.

Medium, nella title track, accenni allʼimportanza delle piccole cose. Credi che il far caso ai dettagli e il darvi valore possa aiutarci a farci sentire meno quel disorientamento a cui allude il titolo?

Le piccole cose sono veramente importanti per rimanere umili senza montarsi la testa. Viviamo in un mondo che non ci fa mai essere soddisfatti dei risultati che otteniamo, sempre in cerca di qualcosa in più. Il brano porta il focus proprio su questo concetto. Volersi bene è fondamentale per ripartire e raggiungere vette sempre più alte!

Ancora nel brano Disoriente, si sente un coro di bambini. Comʼè nata lʼidea di inserire un elemento così particolare?

Era un mio piccolo sogno quello di far cantare un mio ritornello ad un gruppo di bambini. I bambini (così come gli anziani) sono le creature più vicine allʼaltro mondo, per questo sono contenitori di verità e ho scelto di usare la loro voce, per dare un tocco di ultraterreno e di purezza al ritornello.

Tutti i brani sono immersi in una dimensione eterea e sognante in cui pochi strumenti accompagnano la potenza della scrittura. Ci sono stati degli ascolti che, in particolare, hanno ispirato le produzioni?

Con Niro e Matteo Milita (i miei producer) non ci siamo ispirati a nessuno in particolare. Abbiamo optato per pochi strumenti ma con gli accordi più giusti secondo noi! Avevo già tutti i testi pronti quando siamo andati insieme in studio e questa cosa ha giocato un ruolo fondamentale per le varie scelte artistiche. Avevamo così tanta voglia di fare musica che abbiamo chiuso lʼintero Ep in soli 2 mesi.

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In Namastè ritroviamo lʼunica collaborazione del progetto. La scelta di un solo featuring è dovuta a quella di realizzare un Ep molto personale? E come mai è ricaduta proprio su Quest?

Ho scelto di fare un solo featuring perché avevo tante cose da dire. Con Quest ci conosciamo da anni e avevamo questa bomba nel cassetto da tempo. Reputo Fabio uno degli artisti più forti di zona ed è stato un piacere sfornare questa hit insieme a lui, che, tra lʼaltro, è forse il mio brano preferito dellʼEp.

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Ultima domanda per lʼultima traccia, Chissà. In questa canti “aspetterò marzo per guardare il cielo, perché è nel cielo che ci leggo il messaggio”. Siamo a marzo e il tuo progetto sta per essere pubblicato. Qual è il messaggio che scorgi allʼorizzonte? Cosʼè, alla fine, che gli ascoltatori si porteranno a casa da questo ascolto?

Quella frase lʼho scritta tanti mesi fa, non avevo la minima idea che il mio primo Ep sarebbe uscito proprio il Marzo dopo. Quindi il messaggio era già dentro la frase. Chissà è un buco nero che si porta via tutto con sé, è il brano più freddo e profondo che io abbia mai fatto.

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