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Intervista

sangiovanni, esce “Cadere Volare”: “Questo album è un ringraziamento a ciò che ho ricevuto”

sangiovanni, foto: Dirindin

Quando ti butti da un paracadute puoi fare solo due cose in contemporanea (oltre a morire di paura, per quanto mi riguarda): cadere, e volare. sangiovanni, alias di Giovanni Pietro Damian, classe 2003, ha colto in pieno la sfumatura, piazzandosi con la sua musica esattamente a metà del tragitto in cui si piomba nel vuoto, che da un certo punto di vista può essere la stessa cosa del volteggiare nell’aria, senza gravità. Metafora degli alti e bassi della vita, degli opposti, del rovesciamento delle prospettive. Il doppio, le antitesi: ovvero, ciò di cui è composto l’equilibrio del nostro universo.

Cadere Volare è il titolo del suo nuovo album in uscita oggi 8 aprile 2022 per Sugar Music: un primo album – finalmente – dove alla luce del sole c’è tutta l’anima di un ragazzo ancora poco scoperta, secondo me, dalla maggior parte delle persone che lo ascolta. Un’anima che avrà così la possibilità di raggiungere molte più teste e cuori di quanto abbia fatto fino ad ora, anche con l’ep omonimo di qualche tempo fa. In pochi, infatti, potrebbero aver intuito che la hit multiplatino malibu non era poi solo l’ennesima hit estiva, e che Farfalle (brano con cui ha partecipato all’ultimo Festival di Sanremo, ndr) non era una semplice canzoncina ritmata, nonostante tutti l’avessimo poi cantata, dall’inizio alla fine.

E soprattutto, sangiovanni non è solo “l’ex concorrente di Amici”, approdato nel mercato musicale come tanti altri che provengono dai talent, e che dopo qualche tempo, ammettiamolo, purtroppo dimentichiamo. Nella sua vita ci sono stati sì, il programma TV, ma anche e soprattutto esperienze, alcune spiacevoli (il bullismo, subìto a scuola), altre meno, che lo hanno reso oggi un vero e proprio cantautore della nuova generazione. Se noi ultratrentenni e i nostri genitori prima di noi abbiamo vissuto e viviamo lo strascico di eredità di grandi nomi – da Battisti a De Andrè, a Battiato, a tanti altri della musica italiana – alla Gen Z mancavano dei punti di riferimento nel cantautorato che vestissero i loro stessi panni, che conoscessero gli stessi posti, abitudini, odori, colori, anche quelli degli smalti. Che lottassero per le loro idee, che sapessero lamentarsi e alzare una voce su un tempo che sta loro stretto (ascoltate Che gente siamo, la più anti-democratica di tutte). sangiovanni è proprio questa figura che insieme a Madame, per esempio, vicentina anche lei, ha iniziato questa rivoluzione musicale insieme a pochi altri distinguendosi veramente nell’urban italiano.

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Dico “Urban” perché sangiovanni non è solo pop. Né disco, né rock, né ballad. È un insieme di tutte queste ispirazioni sonore che in questo suo nuovo album si mescolano assieme, grazie al lavoro congiunto di più produttori come DRD, Riccardo Scirè, Zef, Merk&Kremont, Takagi & Ketra, Kyv, Dinv x Cvlto, Faraone, Valerio Bulla e Bias. Una lista infinita, vero? Ma grazie a questo, Cadere Volare ha assunto delle sfumature diverse per ognuno dei dodici brani, in cui la personalità dell’artista riflette questo: un tumulto di ispirazioni, essere a proprio agio nella diversità, che sia musicale, identitaria, fisica, geografica e chi più ne ha più ne metta. E che fra cadere e volare, la zona di comfort è proprio quella nel mezzo.

sangiovanni, foto: Dirindin
sangiovanni, foto: Dirindin

Cadere Volare, il nuovo album di sangiovanni

Avrei voluto approfondire molto di più durante la nostra breve ma intensissima chiacchierata (virtuale, ahimè) ai Massive Arts Studios di Milano. Ma quello che sono riuscita a vedere e sentire mi ha convinto: sangiovanni è davvero un talento. Anche se ora non ha più i boccoli e si è rasato a zero, è comunque sempre lui. Il suo atteggiamento è posato, calmo, non sembra proprio che abbia l’ansia che il suo disco stia per uscire. Invece probabilmente l’ansia c’è eccome, come racconta anche in una delle tracce del disco, Amica mia. Lei c’è sempre, anche se non si vede.

E di cose da dire su questo album ce ne sono. Come si collega per esempio con tutto il background hip hop, anche se sangiovanni non è un rapper? C’entra Guè, c’entra Fastlife per esempio, da cui l’artista è rimasto incantato, anche se Guè, come i Club Dogo, sono cronologicamente un po’ lontani da lui. Agli inizi, infatti, sangiovanni è cresciuto musicalmente con il movimento trap di Sfera Ebbasta e company, per questo il panorama precedente gli è ancora un po’ oscuro. Sono i dischi recenti (quelli di Marra e di Fibra, ad esempio) che gli hanno fatto fare un viaggio al contrario per scoprire il rap, capire gli incastri, scoprire le tecniche del freestyle attraverso le interviste su YouTube. Perciò Cadere Volare è anche figlio di alcuni ascolti di questo spessore, piuttosto che di dischi pop. Tra l’altro c’è anche un brano, Due di notte, in cui sangio ad un certo punto rappa e quasi in extrabeat (registrato in un take, specifica lui).

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Al contrario della maggior parte dei dischi “rap” o “pop”, però, questo album è senza featuring. Perché lo spazio per liberarsi di certe emozioni a volte non può essere ceduto a terzi e a sangiovanni queste dodici tracce servivano davvero tutte dall’inizio alla fine. Come dicevamo prima, invece, è pieno di produttori. Una grande cura, nel sound e in certi brani addirittura così minimale – come in Cielo dammi la luna – da essere quasi più forte di altri. Ogni brano riflette un mood, uno stato d’animo che sangiovanni ha voluto tradurre in musica e che ognuno dei producer ha saputo interpretare. Anche se, ci confessa l’artista, “sarebbe bello fare in modo che questa magia accada un giorno con un produttore solo, con cui avere davvero un certo tipo di alchimia“.

sangiovanni ci ha raccontato di aver lavorato “mentalmente” anche lui alle produzioni: alcuni accordi, alcune sfumature li ha voluti fortemente, e non sapendo suonare l’unico modo era affiancarsi a chi potesse renderlo reale, come Riccardo Scirè, uno dei produttori che in questo gli è stato più vicino. Kyv ha prodotto invece lo storytelling Sigarette alla menta, la storia di un tradimento scoperto dall’artista, il cui filo narrativo viene seguito in tutto e per tutto dalla musica, un altro dei brani di cui è più soddisfatto.

Tra aspettativa e paura del futuro

A 19 anni, comunque, avere già tanti dischi di platino alle spalle può far paura all’alba di un nuovo disco. Se ho fatto tutto questo a 19 anni, cosa mi rimane da fare dopo?, dice sangio, confessando che questa è anche la sua paura più grande. Assurdo pensando che qualcuno – come me – può solo che invidiare la sua età, la possibilità di resettare ancora mille volte prima che sia troppo “tardi”, la possibilità di fare davvero ancora mille esperienze per la prima volta.

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Però per sangiovanni il pensiero è già avanti. Lui è un giovane adulto che si preoccupa per chi gli è accanto: non ostenta nulla, non cerca di mostrarsi per quello che non è, rimane “umano” in maniera genuina e sincera. Lo dice anche in Cortocircuito, dove analizza le proprie fragilità cercando di curarle nonostante tutto il caos che lo ha travolto, il successo stratosferico, le abitudini di vita che si sono inevitabilmente modificate. Una popolarità da cui, nonostante tutto, si è protetto tenendo comunque coi piedi per terra. Oltre al concept di Cadere Volare, che torna sempre, ci sono delle frasi ricorrenti sparse per il disco che mi hanno colpito, in cui sangiovanni sente di dover “restituire” un qualcosa che ha ricevuto.

“Come posso ricambiare, cosa posso fare per sistemare, come posso restituirti tutto”: che cosa significa, sangiovanni?

Tutto questo disco è un ricambiare le cose che le persone hanno fatto per me. Onestamente, penso che non sia nemmeno il periodo di far uscire un disco, ma penso che le persone che mi vogliono bene e che mi amano se lo aspettano, glielo devo. Lo devo a chi mi ha permesso di essere dove sono ora, alle persone che mi hanno dato l’amore necessario per scrivere le mie canzoni, perché sono le emozioni che mi permettono davvero di scriverle. Sono riconoscente a questo, anche quando fa male. Forse è una cosa inconscia, ne parlo senza pensare, ma so che il mio stomaco mi dice di scrivere quella cosa lì e io la scrivo“.

Anche il nostro stomaco ci traghetta dentro il disco di sangiovanni: Cadere Volare è quella morsa che ti prende l’attimo prima di buttarti con quel paracadute per la prima volta, con l’adrenalina a mille, con l’ansia e la curiosità di sapere come sarà, quella voglia incredibile di poter volare solo per un attimo e, nonostante si sia in caduta libera, godersi il momento presente senza sprecarne nemmeno un secondo.

Ascolta Cadere Volare, il nuovo album di sangiovanni

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Caporedattrice di questo incredibile portale. Nostalgica q.b., senza mai smettere di guardare al futuro.
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