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Ghali e il mescolamento culturale Italiano in “Senzazione Ultra”

Ghali

Sensazione Ultra è il terzo album del rapper italo-tunisino Ghali. È un album intimo, consapevole e diretto, che mostra gli aspetti più tormentati del rapper senza rinunciare a quelli più leggeri. Sensazione Ultra segna un’evoluzione artistica interessante rispetto ad Album (2017) e DNA (2020). In questo articolo cerco di esporre le mie riflessioni in merito.

Ghali
Sensazione ultra – Cover

Ghali racconta di una società sempre più plurale e mescolata

Sensazione Ultra di Ghali parla del mescolamento linguistico-culturale, musicale e identitario che interessa il nostro paese da anni.

Il mescolamento linguistico e culturale è raccontato fin dalla prima traccia “Bayna“. Ghali apre Sensazione Ultra, infatti, con uno struggente, particolare e intenso singolo in arabo rivolgendosi direttamente a chi parla più lingue mescolate, in questo caso l’arabo e l’italiano. Questo mescolarsi di lingue e culture si vede in particolare nelle generazioni più giovani della nostra società.

Dal lato musicale le sfumature sonore e stilistiche del disco sono varie e si alternano. Si va dal rap a suoni drill, per arrivare alla musica tradizionale tunisina, che diventa poi elettronica, ma anche dance e scioglie nel pop.

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Ghali

In Sensazione Ultra tutti questi elementi sonori sono, però, sapientemente amalgamati in modo originale. Creano un’atmosfera sonora molto coinvolgente e particolare. Dal punto di vista personale, e quindi identitario, il rapper italo-tunisino fa più volte riferimento nei testi all’assenza della figura paterna solo in parte compensata dalla figura materna, che lui stesso considera fondamentale per la sua crescita.

Sempre in apertura, accenna poi al fatto che questa società mescolata sia in realtà solo “individualmente insieme”. Quello che l’artista intende è che viviamo insieme, ma distanti senza realmente interagire. I volti sono famigliari, ma le persone restano sconosciute tra loro anche se sono vicine.

C’è sempre qualcosa che le divide. Secondo l’artista sarebbe più corretto parlare di  presenze molto diverse tra di loro che abitano gli stessi luoghi. Ghali esprime questo dicendo:

ghali
Ghali

“Tra me e te il Mediterraneo

Il volto familiare di un estraneo”

Dal brano BAYNA

Ghali e il suo rapporto con l’Italia

Ghali, come molti altri rapper con background migratorio come F.U.L.A. o Tommy Kuti, fa cenni nei testi all’Italia e ai cambiamenti sociali degli ultimi anni. Ghali torna sul tema nel brano “Cara Italia“. Lo fa in modo viscerale, intimo e trasparente. L’artista si rivolge al cuore dell’Italia, per arrivare alla sua testa dicendo che Lei è la sua:

“Seconda mamma

Sei la mia seconda mamma

Non c’è figlio che non sbaglia, no”

Dal brano BAYNA

Pur sentendosi profondamente italiano, il rapper si distanzia dal sentire comune e infatti dichiara esplicitamente di non “sognare l’America, ma più semplicemente una “Nuova Italia”. La “Nuova Italia” di cui parla Ghali è un’Italia aperta, buona e comprensiva. Fatta di persone diverse, con colori di pelle diversi e che professano religioni e/o spiritualità diverse fra cui atei e agnostici. Lui si riferisce a un’Italia in cui tutti coesistono in Pace come insegna la cultura Hip Hop.

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Ghali

L’italia e le sue ingiustizie

Una denuncia dell’etichettamento delle minoranze si sente fin da subito nel brano “Drari” con  Baby Gang. Il pezzo Peter Parker” convalida la critica parlamdo della rappresentazione stereotipata o negativa delle persone arabe attraverso i fumetti, nelle serie TV o in molti film occidentali. Nel disco si fa cenno inoltre alle scarse opportunità di vita se vieni da certi contesti come in “Moon Rageinsieme al rapper italo-sengalese Axell il quale candidamente dice: «Vengo dalle ceneri».

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In Walo si percepisce fin dal titolo è una dimensione collettiva del problema discriminatorio. “Walo” infatti è la contrazione dell’espressione “Me derna walo” che vuol dire “Non abbiamo fatto niente”.

In particolare il pezzo racconta delle discriminazioni che l’artista (come molti altri!) subisce nella sua quotidianità; oppure di come è fermato dai controlli quando viaggia perché “soggetto sospetto” in quando un arabo musulmano. Non è riconosciuto come italiano, pur avendo il passaporto italiano. “Walo” è quindi una dichiarazione d’innocenza ed un invito ad andare oltre all’apparenza. 

ghali
Ghali

Gli altri temi in Sensazione Ultra

Il tema amoroso è affrontato a tratti con delicatezza e tenerezza come nella title track Senzazione Ultra oppure in modo un po’ cupo e molto tormentato come nella canzone “Fortuna” in cui Ghali sembra quasi trasformarsi in un licantropo a causa di alcuni di luna. In altri brani emergono tratti di divertimento, leggerezza, malinconia e di autocompiacimento come in “Moon Rage“, in “Crazy”,Wallah” oppure Bravo, in cui si accenna anche alle brutte dinamiche nella scena rap, paragonandole a un “coltello nella schiena”.

Nell’ album sono presenti anche egotrip. In un caso poi, all’interno della canzone “Free Soloil sessismo quotidiano sbuca tra le rime del rapper. La donna con cui l’artista ha una relazione è descritta con il termine volgare e dispregiativo di b*t*h*. Non solo l’islamofobia è un problema sociale della nostra società, anche il sessismo lo è, così come il razzismo o l’omofobia

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Il videoclip di Wallah

Le collaborazioni in Sensazione ultra

L’album si arricchisce poi di diverse collaborazioni oltre quelle già dette. Troviamo Madame in Pare. L’Intro del pezzo, mi riportata ad un pezzo storico degli Articolo 31, Manate del celebre album Italiano Medio (2003). Il brano parla appunto di traumi, di violenze di bullismo.

Questi eventi traumatici stimolano i due artisti a fare musica, nonostante le difficoltà. Interessante l’intervento di Massimo Pericolo che smorza il mood pop e rende cupa la canzone quanto basta. La collaborazione più cool è sicuramente quella con Marracash in “Free Solo” prodotta da Endless in cui Ghali per non bestemmiare Dio, ricorda i fatti del 2001 della scuola Diaz: ossia la più grave violazione  e sospensione dei diritti umani in un paese democratico dal dopoguerra.

Ai tormenti della nostra società, collega poi i suoi scontri interiori quotidiani che lo portano a volte a non sapere chi è pur venendo «dalla polvere». Riprende e omaggia così l’importante album di Marracash “Chiedi alla polvere” (2005) in cui raccontava le sue origini popolari e povere.

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Ghali

Tra oppressioni, rap e riscatto sociale

Sempre in Free Solomerge un’importante considerazione: la strada con le sue dinamiche violente appartiene  a “chi la eleva” raccontandola bene con originalità e creatività e portandola ad un livello superiore. La strada, sostiene Ghali, non è di “chi la degrada”.

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Secondo l’artista è dalle rovine delle proprie famiglie e nonostante i gravi problemi socio-culturali ed economici in cui viviamo che ci si può elevare. Il rap, una delle quattro discipline della cultura Hip Hop, è infatti una forma d’espressione “nata con dramma e la fierezza della strada“. È uno strumento in cui il riscatto sociale è possibile.

Per concludere, ho apprezzato molto l’album Sensazione Ultra soprattutto per le sensazioni che ho provato ascoltandolo e per la sua analisi di un’Italia sempre più composita, ma attraversata da gravi disuguaglianze e da forme di esclusione sociale. La consapevolezza e la testimonianza di Ghali, mostra un dislivello culturale palesato da disuguaglianze sociali ed etiche.

Il rapper dice in “Drari” : “I fra’ son nati oppressi/ Per questo crescono aggressive”. Ciò nonostante non è finita, non è già tutto scritto. Siamo come “Farfalle dietro dietro sbarre” come dice in “Peter Parker” con Digital Astro. Le opportunità di vita sono molto differenti fin dalla culla, ma il destino, il riscatto personale è un lavoro su noi stessi che possiamo fare cambiando le cose. Questo messaggio positivo e rivoluzionario è un elemento grandioso per un disco come questo. Difficile non citarlo come un album degno di essere definito Hip Hop.

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