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Da Capo, Croma racconta il suo nuovo disco

Da Capo

Lo scorso 29 aprile, Croma ha pubblicato il suo nuovo album “Da Capo”, registrato presso Good Vibes Studio di Torino e prodotto da DIEMME. Abbiamo fatto quattro chiacchiere con Croma per farci raccontare qualcosa di questo interessante progetto.

“Da Capo” è il titolo del tuo nuovo album. È un nuovo inizio del tuo percorso musicale?

Ciao a tutti, “Da Capo” è più il proseguimento nella ricerca di un suono e di uno stile con cui possa identificarmi sempre di più. Il titolo è interpretabile anche come un grido di rivalsa: l’ennesima prova di quanto questa musica sia importante per me, tanto da spingermi a non mollare mai e rimettermi di nuovo in gioco nonostante le varie difficoltà affrontate. Essendo però passato molto tempo dal mio ultimo progetto solista, “Cuore”, si può vedere anche in un’altra chiave: come una ripartenza più matura e con la consapevolezza dell’esperienza fatta. E sicuramente la ricerca non finirà qui.

Cosa hai portato del tuo passato in “Da Capo”? E cosa ti ha influenzato maggiormente nella scrittura dei brani?

Del mio passato ho portato in primis il mio team di amici e colleghi che stanno con me da sempre, ho portato la mia fame e la mia passione al microfono. A tutto questo si è aggiunta una forte influenza della musica francese che ho ascoltato in questi ultimi anni.

Per quanto riguardo invece la scrittura dei brani, in “Da Capo” ho lavorato molto sull’approccio: ho cercato di mantenere alta la qualità tecnica senza però togliere spazio alle emozioni. Diversi brani apparentemente possono sembrare banger, ma nascondono significati profondi.

Cover DA CAPO Croma
Copertina Ufficiale “Da Capo”

Quali sono stati i primi brani che hai realizzato per l’album “Da Capo”?

I primi passi per la realizzazione di “Da Capo” sono stati fatti prima del Covid. Avevamo già per le mani una manciata di brani registrati in diverse sessioni, ma durante la pandemia ci siamo fermati per poi tornare in studio con molte idee nuove. Da quel momento abbiamo rivoluzionato gran parte del disco. Ho deciso di far seguire tutte le produzioni da Diemme per cucire un vestito sonoro su misura per album e dargli un carattere più omogeneo, le varie sperimentazioni ci hanno fatto crescere artisticamente. Il tutto ha iniziato a prendere forma circa due anni fa, fino a raggiungere il risultato finale. Penso sia uno dei miei progetti più completi.

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Sei un artista che durante sua carriera si è messo alla prova su diverse sonorità sperimentandosi sempre, e questo album non fa eccezione in quanto a conferma della tua versatilità, c’è però un sottogenere o uno stile a cui ti senti di appartenere di più?

Suono da sempre in due band punk rock: I Tornado Lobster kille e I Lobello. Questo è il genere che ascolto principalmente e che più mi ha influenzato nella mia crescita, insieme al rap logicamente. Ho sempre cercato di tenere separati i due mondi ma ora penso sia arrivato il momento di essere davvero me stesso e provare ad unire queste mie due grandi passioni, per ora però non vi faccio ulteriori spoiler.

In “Da Capo” c’è un brano della tracklist a cui ti senti più legato?

Sicuramente la title track è una delle mie preferite. È un brano dove ho raggiunto quello step che mi ha fatto dire “Ok, sono forte anche in questo genere, posso finalmente togliermi una serie di etichette che mi erano state messe addosso in passato e spaccare sulla drill , sulla trap o su qualunque sound mi si metta sotto”. Invece il brano che mi ha accompagnato per più tempo e a cui sono più affezionato, essendo stato anche uno dei primi registrati, è “Cashback”. Questa traccia parla di me, della voglia di prendermi i meriti dovuti, di questo pezzo è stato realizzato il videoclip ufficiale che a breve uscirà sul mio canale Youtube.

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Pic Ufficio Stampa

Non è la prima volta che collabori con il producer Diemme, com’è nato il vostro sodalizio artistico? Continuerete a lavorare insieme?

Diemme è uno dei miei migliori amici, oltre che un mio compagno di crew da molti anni. Era molto tempo che volevo fare un disco con lui. Diciamo che pezzo dopo pezzo, ho messo assieme una collezione di suoi beat fino ad incastrarlo in “Da Capo”, ma penso che ora ne sia molto contento anche lui del risultato. Sicuramente continueremo a lavorare assieme anche perché, per me, è uno dei produttori più versatili e promettenti della scena di Torino.

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Nel tuo album ci sono molti ospiti della scena torinese, come sono nate queste collaborazioni? Hai un rapporto particolare con Torino?

Ho sicuramente un rapporto particolare con Torino, siccome per anni è stata la mia seconda città. Ho molti amici anche al di fuori del mondo della musica che vivono lì. Avere nei miei dischi gente che rispetto della scena di Torino è una cosa importante, per poter omaggiare una città fatta di persone che mi hanno dato molto. Le collaborazioni di “Da capo” sono tutte nate in modo molto semplice, credo tutte per reciproco rispetto.

C’è un momento del tuo percorso artistico al quale sei più legato?

Sicuramente, il periodo a cui sono più legato, sono gli anni in cui, con mio fratello Greve, abbiamo realizzato il disco “Brutal Philosophy”. In qualche modo, siamo reciprocamente sempre presenti nei dischi l’uno dell’altro. In questo, per esempio, non abbiamo fatto in tempo a mettere una strofa, ma potete trovare uno skit di Greve nel pezzo “Regole di vita”. Gli anni di quel disco li ricordo belli e pazzerelli: in giro a suonare per tutta Italia, nottate a dormire per terra nei locali, quando ci andava bene…Sono stati anni difficili ma vissuti con uno spirito e un cuore che difficilmente, credo, potrei ritrovare ora .

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Che musica ascolta Croma? Ci sono degli artisti che ti hanno influenzato particolarmente?

Ascolto molta musica, rap e punk rock. PNL, Booba, Lacrim, The Manges, Ramones,Eminem, Yelawolf, questi non mancano mai nelle mie playlist. Sono però anche sempre alla ricerca di nuove band o di nuovi ragazzi che rappano/trappano bene. La nuova musica che esce mi interessa , sicuramente un ascolto l’ho dato a quasi tutte le nuove uscite italiane, mi piace capire i percorsi artistici che intraprendono alcuni musicisti. Sono un fan di questa musica prima ancora di essere uno che la crea.

Nel prossimo futuro, hai qualche piano?

Posso dirvi che a breve uscirà l’album della mia band: “Tornado Lobster Killer”. Per quanto riguarda invece il mio percorso solista, ho in cantiere parecchia roba. Sicuramente arriveranno dei singoli dopo “Da Capo” e nel frattempo, siamo già in fase creativa per le prossime cose a cui lavoreremo. Come vi anticipavo prima, punterò molto sull’essere me stesso, influenzare la mia musica con tutte le cose che mi piacciono davvero senza più mettere nessun freno o filtro.

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