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Intervista

Intervista a Slight, non c’è bisogno di ostentare criminalità nel Rap

Slight

Se pensiamo alla scena HipHop/Urban Napoletana, possiamo intravedere a tratti alcune differenze rispetto a quella Nazionale. Vuoi per i temi spesso trattati e vuoi per i suoni, si è spesso di fronte ad artisti leggermente omologati fra loro. Alcune Hit della nuova generazione hanno fatto il boom sui social fino a diventare virali. Basta pensare a Voga e MVKilla con Miranapoli e lo stesso MVKilla nella compo-track Traversuras.

Dall’altra parte, ci sono artisti come Slight. Questo rapper, grazie a un background completamente differente, si contraddistingue da molti rappresentanti della scena Campana grazie alla sperimentazione di un sound fresco che miscela le metriche del rap a una fusione sonora Afro-Trap. Da qualche settimana è disponibile Arsene, il nuovo singolo dell’artista prodotto da Salvatore Pacchiano, in arte TheTrue. Il connubio fra i due regala un’esperienza unica se si pensa al suono proposto e al concept tematico che prende le distanze dai cliché tipici del rap di strada.

L’intento di Slight è quello di mandare un messaggio ai giovani artisti della scena Napoletana, partendo dal fatto che il Rap non deve necessariamente parlare di strada, gang e criminalità. Un messaggio così positivo non poteva non essere approfondito. Per questo ho reputato importante scambiare due chiacchiere con lui.

Spero di mandare un messaggio chiaro ai ragazzi che fanno musica come me e spero che capiscano bene il fatto che non c’è bisogno di ostentare criminalità a tutti costi.

Ascolta Slight su Spotify

Ciao Slight e benvenuto su la casa del rap.com! Parlaci un po’ di com’è nato questo tuo desiderio di fare musica in un contesto dove ormai sono tutti omologati. Non deve essere stato semplice restare coerenti con se stessi, giusto? Come mai hai deciso di distinguerti dalla massa?

Ho iniziato a scrivere da piccolissimo e a rappare all’età dei 16 anni. Ovviamente era un rap molto basic e scrauso poi piano piano ho cercato di crearmi uno stile tutto mio, e come avete detto, non è facile non omologarsi in un contesto storico dove è difficile essere coerenti. Dopo tante sperimentazioni sono arrivato all’afrotrap, che oltre a piacermi ed a piacere, coglie al meglio ogni mia caratteristica di sound. Ho colto la possibilità di usare uno stile che si sta sviluppando in Italia. Non mi va di parlare di armi e strada come altri rapper, sarebbe forzato. Ovviamente rispetto tutti coloro che fanno musica e che parlano di strada, ma semplicemente non fa per me.

Parlaci un po’ del rapporto che hai con TheTrue. Come lo hai conosciuto?

Con TheTrue il rapporto è nato nel modo più genuino e possibile. Ci conosciamo dai tempi della quarta elementare, e dopo un periodo lontani, lui è tornato qui con un’esperienza musicale, abbiamo iniziato a fare qualcosina insieme e ci siamo scelti per fare questo percorso.

Cosa ne pensi della piega che la musica ha preso in Campania? Hai qualche contatto con gli artisti che ora spingono la trap a Napoli? Sono persone che puoi considerare amici o solo conoscenti?

Credo che la Campania, sempre rimanendi umili,  stia facendo probabilmente uno dei lavori migliori in Italia, basta vedere realtà importanti come Geolier, la SLF e soprattutto il mio preferito Nicola Siciliano. Ho qualche contatto sparso per la Campania ma anche nella mia provincia, molti sono amici, alcuni solo conoscenti.

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Slight e The True

Pensi che abitando in provincia le tue influenze personali e artistiche siano diverse rispetto agli artisti della scena di Napoli? Vorresti abitare altrove e avere un altro tipo di background?

Sono del parere che, come disse il mio amico Scirocco, la provincia è un limite mentale. L’avrò parafrasata a modo mio ma il senso è quello.
Ovviamente hai un tipo di pubblico diverso, un approccio ad una città più piccola rispetto ad una centrale come Napoli e quindi a delle influenze differenti con vissuti diversi. Se vorrei abitare altrove per la musica? Certamente il sogno di ogni ragazzo emergente è Milano, per quanto sia indifferente, oggettivamente è la città che ha un occhio in più in questo settore. Per quanto riguarda il mio background, sono felice del mio vissuto, perché è real al 100%.

Ci sono degli artisti della scena Campana con i quali vorresti collaborare e che ti hanno influenzato particolarmente?

Come ho detto prima, uno dei miei preferiti è Nicola Siciliano, che ha letteralmente la mia età. Si tratta di ragazzo stra sveglio e attento.
Nella scena Campana nessuno mi ha influenzato particolarmente, pero i tre artisti chiave che mi hanno fatto nascere sono indubbiamente Izimuzic, Rhovelaprovince e Caparezza.

Hai dei progetti per il futuro che ci puoi spoilerare?

Ho già dei pezzi pronti, uno suonato da inedito recentemente alla fiera dello streetwear a mio avviso più importante della Campania nonché il Vesuvianhype.  Quando usciranno ci sentiremo di nuovo, sentirete parlare di Esse

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