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Intervista

Volume II – Cure, Giumo racconta il nuovo disco

Volume II - Cure

Dopo un esordio di successo con l’album Volume I, è uscito il 10 Giugno 2022 per peermusic ITALY, Volume II – Cure, il secondo album di Giumo , nome d’arte di Giuseppe Francesco Montemurno, esponente di spicco della crew Klen Sheet, collettivo di rapper, beatmaker e producer di varia provenienza di base a Milano.

Il nuovo disco Volume II- Cure racchiude racconti crudi, due anni di vita difficili, sentimenti contrastanti e pezzi di vita che si intersecano a un’interessante sperimentazione indie-rock. Non abbiamo perso l’occasione per fare qualche domanda all’artista proprio in occasione dell’uscita del disco.

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Copertina di Volume II – Cure

Lo scorso anno avevi pubblicato il tuo disco d’esordio: Volume I. Da poco invece è uscito Volume II – Cure. Come mai hai sentito l’esigenza di pubblicare così presto un altro disco?

Volume II – Cure è la continuazione di una storia, era in cantiere da prima che scrivessi e componessi Volume I. Ho avuto quasi la necessità di chiuderli in un arco temporale in cui quello che volevo comunicare era ancora vivido e chiaro nella mia testa.

Cosa lega un disco all’altro? Ci sono cose comuni?

Genericamente la vita e tutti gli eventi che un po’ nel disco sono raccontati, poco prima di pubblicare Volume I ho perso mio padre, poco prima di Volume II – Cure ho completato il corso di studi per cui di base son salito qui a Milano. Cose comuni sono appunto le tematiche che in un certo senso cercano di raccontare cosa passa nella testa di un ragazzo che dai 24 ai 27 anni ha visto la sua vita capovolgersi.

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E cose diverse?

Cose diverse sono di sicuro gli approcci. In Volume I ho cercato sia nelle sonorità che nei temi di essere composto e chiaro, di trasmettere sfogo ma anche spensieratezza. Tutto inquadrato in maniera chiara. In Volume II – Cure l’approccio è nettamente più aggressivo. L’obbiettivo era sempre sfogarmi, ma stavolta senza mezzi termini, tutto è piu sporco più crudo e anche se i brani sono di piu e sono più lunghi, ci sono molte rec one-take che sia chitarra o voce, le distorsioni sono molto “raw” e i testi di BLUE DICE e ROTTO sono stati scritti dopo essere stati registrati.

Pensi di avere un occhio più maturo rispetto al passato? E, in tutto questo, che ruolo ha giocato la musica nel farti diventare quello che sei oggi artisticamente?

Adesso decisamente, entrambi i volumi per me sono stati un momento di crescita sia artistica sia creativa sia umana. La musica è quella che c’è sempre e sopporta la mia rabbia, la mia calma, la mia gioia, la mia tristezza e non solo le sopporta, ma le abbraccia e le stimola a crescere se sono cose buone e stimola me a superare momenti difficili. In entrambi i volumi ho sperimentato alcune cose che non conoscevo e altre che conoscevo bene le ho messe più a fuoco, ora so decisamente meglio come esprimermi.

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Giumo

Quali tipi di contenuti troviamo in Volume II – Cure ? E quale pensi possa essere la canzone con cui empatizzeranno maggiormente i tuoi ascoltatori?

Come già dicevo, il main contenuto è “SFOGO” perché io come tanti ne abbiamo bisogno. Non solo per me sono stati due anni difficili. Si tratta di uno sfogo diverso da quello solito che può essere scambiato per una lamentela, è togliersi un peso. Il brano con cui la gente ha empatizzato di più è stato BLUE DICE fin’ora, non me lo sarei aspettato ho ricevuto un sacco di feed bellissimi su quello in particolare, anche sugli altri ma su quello sembrava davvero di aver dato una pillola una piccola cura. Quello con cui empatizzo di più io è ROTTO e WESH ALL, il mio preferito HARDWARE anche se non era richiesto il mio preferito.

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Mi dici qualcosa sulla copertina di Volume II – Cure , su come si lega al disco e chi l’ha realizzata?

È nata da una foto scattata da una mia amica, Antonella Nicoletti, volevamo giocare con delle proiezioni di luci che mi ricoprissero come fossero i miei pensieri, tanti diversi molto contrastanti. Tanca ci ha poi messo mani sopra e subito sono rimasto soddisfatto del risultato: mi dava l’impressione che stessi mettendo la faccia in una bacinella fatta di colori problemi e sentimenti gridando come si fa per sfogarsi senza fare rumore, urlando in un cuscino.

Hai già in mente un Volume 3? O nuovi progetti con la Klen Sheet Crew?

Nuovi progetti sempre tanti e con tante persone incontrate anche nel percorso di questi volumi in cui ovviamente è incluso klen sheet. In mente (e nel computer) ho tanta roba che bolle e non vedo l ora di tirar fuori. Non so ancora se sarà un volume tre o un capitolo del tutto nuovo, non ho fretta e mi piace sorprendere quindi con un augurio positivo dico, vedremo.

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