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Approfondimento

Ernia, Io non ho paura: ecco i riferimenti nel nuovo disco (e non solo)

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Senza dubbio uno dei dischi più attesi del 2022 era quello di Ernia. IO NON HO PAURA (Island Recors/Universal Music Italia) è stato annunciato il 20 ottobre 2022 con un video in cui campeggia il bossolo di una tombola rappresentate il numero 90: la paura. Nella fase di promozione tanti sono stati i riferimenti anche ai lavori precedenti, come l’appena citato “90” che rimanda a Puro Sinaloa in cui l’artista canta “la paura fa 90, la 91 paura, certo“.

Insomma, fin dalla sua presentazione il nuovo IO NON HO PAURA sembrava essere la summa di tutto quello che negli anni abbiamo avuto modo di ascoltare. A distanza di (quasi) una settimana dalla pubblicazione possiamo dire che in parte questo è vero, in parte no. Il nuovo progetto di Matteo Professione è un disco che presenta a livello di tematiche uno sguardo nuovo, più maturo e con una linea artistica ancora più precisa rispetto al passato. Di Ernia se ne sono dette di ogni, a tal punto che lui stesso ha ironizzato su determinati titoli attribuitigli – vedi qui. In questo articolo cercheremo di offrire una visione differente. Ernia è davvero un impostore, e ci ha fregati tutti.

Il contesto: imparare dal passato

Facciamo un passo indietro. Prima di approfondire IO NON HO PAURA bisogna capire il punto di partenza e l’evoluzione artistica di Matteo. La carriera di Ernia – tralasciando il periodo Troupe D’Elite – comincia nel 2016 con l’EP No Hooks. Un progetto compatto, segnato da rime pungenti e riferimenti a fatti personali. Nel 2017 viene pubblicato il singolo QT, il “manifesto” musicale di quello che sarebbe seguito.

ernia 7

Il video e la canzone in sé hanno un successo fuori dagli standard (basti pensare che ad oggi su YouTube il brano conta circa tre milioni di visualizzazioni). La produzione di Marz, il video di Federico Merlo e le barre crude del ” Bel Matte’ ” contribuiscono a dare un’immagine chiara: Ernia è un talento, una promessa per il rap in Italia.

A maggio 2017 viene pubblicato il singolo Madonna con il featuring di Rkomi, anche in questo caso produzione firmata da Marz. Se non fosse stato chiaro fino a quel momento, con questo singolo “il Duca di Milano” (uno degli appellativi di Ernia) rende ancora più chiara l’intenzione del suo modo di fare rap:

Quando rimo sono primo, Carnera. Questa arte è la mia tecnica: l’odio su tela.

Madonna, Ernia (featuring Rkomi)

Critiche e critica: tra pubblico e stampa

È doveroso aprire una parentesi su Ernia, soprattutto sui classici detrattori del “eri meglio prima“. Se noi prendiamo la tracklist del suo (primo) lavoro – No Hooks – ci sono già tutti gli elementi che caratterizzerano la produzione successiva – tanto di 68, tanto di Gemelli che di IO NON HO PAURA.

La forza del primo EP sta nel fatto che riporta l’attenzione sulle rime, sulle metriche e sulle punchline; cosa che in quel periodo non era affatto scontata considerando il contesto musicale – la trap in Italia ha preso piede proprio in quegli anni (2016/2017).

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Tralasciando i colossi del rap italiano con una direzione artistica precisa, stava emergendo un forte senso di cambiamento. Questo si traduceva in una nuova generazione che puntava a sperimentare su nuove tematiche e nuove sonorità: abbiamo la DPG, Ghali, esplode Dani Faiv con Gameboy Color, DrefGold con il mixtape Kanaglia, il già citato Rkomi con Io in terra o Tedua con Mowgli – e tantissimi altri.

Insomma, c’è veramente tanto e ognuno con un gusto ben orientato. Quello che rende Ernia un passo avanti rispetto gli altri è il suo essere, come dice proprio nel brano QT, l’unica alternativa alla trap. Rappresenta meglio, e più di tutti, il rap-nuova scuola fatto di rime, riferimenti e tanta personalità.

ernia 2

Er Nyah muore, ovvero la nascita del Duca

È il 2 giugno 2017: Thaurus/Universal Music Italia pubblica il primo lavoro in studio di – un nuovo – Ernia. È il tempo di Come uccidere un usignolo. Una tracklist spessa che in 8 brani condensa tutte le potenzialità di un artista per molti anni scomparso, dopo il fallimento del progetto “Troupe D’Elitte”. Se l’open track è il singolo QT, un successo a clamor di popolo, è dal secondo brano che iniziamo a capire il focus su cui verte lo stile di Ernia: Gotham.

Hai paura del buio? No! Dovresti!

Gotham, Come uccidere un usignolo – Ernia

Non vi ricorda nulla? Direi proprio di si, visto che nel nuovo IO NON HO PAURA, in fase promozionale sui canali social dell’artista, è stato anticipato da una serie di video che vertevano proprio sull’idea di paura. (È anche interessante come in IO NON HO PAURA la frase sopra citata sia stata ripresa proprio nel brano BU!, secondo elemento della tracklist esattamente come accade per Gotham in Come uccidere un usignolo).

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In Gotham, e in tutto Come uccidere un usignolo, è chiara una cosa: Ernia vuole vendetta, vuole la rivalsa dai tanti anni di critiche che lo hanno portato ad abbandonare la musica.

Dallo Spleen al Riccardo III: il simbolismo di Ernia

Ogni album del rapper milanese ha tanti riferimenti, letterari e non. Come uccidere un usignolo ad esempio si rifaceva a To Kill A Mackingboard di Harper Lee (meglio noto come “Il buio oltre la siepe”).

cover Ernia come uccidere un usignolo/67

Un paio di brani, più di altri, hanno sempre catturato la mia attenzione: SPLEEN, La ballata di Mario Rossi e Noia. Questa particolare successione di brani ha un chiaro riferimento letterario: Baudelaire.

quando la pioggia distendendo le sue immense strisce, imita le sbarre di una grande prigione,

(…)

vinta, la Speranza piange; e l’atroce Angoscia, dispotica, pianta sul mio cranio chinato il suo vessillo nero.

Spleen (n°4, ndr), I fiori del male – Baudelaire

A ben vedere quanto proposto dall’autore francese non è molto distante da quello che viene detto nel brano Noia di Come uccidere un usignolo/67: “E qua sembra non piova mai, che almeno rinfresca e il cielo mi beffa. E tu che mi conosci la maschera è la stessa, sorride ma al di sotto la faccia è ben diversa, m’annoio“.

Questo senso di angoscia e di atarassia (nel suo significato più dispregiativo) è molto presente, quasi sovrastante. Dunque la domanda se qualcosa sia cambiato in termini di narrativa, tra il passato e il presente dell’artista, è più che legittimo.

Ernia

La prima volta che ho ascoltato IO NON HO PAURA ha subito riportato alla memoria una delle tragedie più discusse di Shakespeare: il Riccardo III. Il protagonista è dipinto lungo tutta la tragedia come un uomo privo di carisma, senza grandi doti e, anche, di brutto aspetto. In questo particolare caso il drammaturgo vuole creare una corrispondenza tra l’aspetto fisico e la caratura morale del personnaggio.

Riccardo è un uomo disposto a tutto pur di ottenere un risultato. Disposto alla morte e a tradire pur di combattere “la noia”: un sentimento dettato da una condizione di “minorità” quale l’essere un uomo privo di fascino agli occhi del prossimo.

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Ernia, come Riccardo, si confronta con le proprie paure mettendole in luce. Si scontra con le stesse. Non ne esce ne vincitore ne sconfitto: il punto non è il risultato ma lo scontro in sé, l’aver avuto il coraggio di mettere in mostra quel determinato aspetto. E a ben vedere lungo lo scorrere della tracklist di IO NON HO PAURA, emergono secondo dopo secondo tutte le assonanze tra i due protagonisti.

Assonanze e differenze: un titolo di diritto

Un cavallo! Il mio regno per un cavallo

Riccardo III – Shekspeare

Il dramma di Riccardo terzo si conclude con la morte di quest’ultimo, disposto a cedere il regno faticosamente conquistato in cambio di un cavallo che lo portasse in salvo dall’ultimo conflitto – in cui troverà la morte. Tutte le similitudini fra l’artista milanese e il protagonista del dramma culminano (musicalmente) nel brano L’impostore – quell’ “ultimo conflitto”, per fare un parallelismo diretto con l’opera shakespeariana – che chiude il cerchio di Io non ho paura.

Ernia

E non è certamente un caso. Dopo aver messo a nudo tutte le paure, dopo aver distrutto l’immagine divistica e aver combattuto – mettendole per iscritto e offrendole alla mercé di chiunque – Ernia dichiara di essere “l’impostore”, l’ultima grande paura: non essere degno del successo ottenuto. Potrebbe sembrare che tutto venga messo in discussione, ma non è affatto così. C’è una frase che rappresenta la chiave di volta, e che rompe definitivamente “il rapporto con Riccardo III”

Ma se il talento è innato, allora qual è il mio merito

L’impostore, IO NON HO PAURA – Ernia

La soluzione è tutta in questa frase: il talento è innato e non c’è alcun merito. Ernia è esattamente dove deve stare perché è un talento. Punto. È “di diritto” uno dei big della scena rap perché – vuoi per doti canori o anche solo per immagine – riesce dove altri non riescono. E il suo passato ne è solo un’ulteriore dimostrazione; nonostante fosse caduto nel dimenticatoio Ernia è riuscito nuovamente ad emergere e a farsi strada all’interno di un mercato musicale complesso. Chiudiamo con una similitudine che, speriamo, possa essere esplicativa: Ernia non è un usurpatore al trono, ma il legittimo Duca di Milano erede di una lunga tradizione.

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La musica mi accompagna sin dall'infanzia. Ho studiato la musica classica e lavorato sull'elettronica. Ogni suono è un colore sulla tela della quotidinità: "una vita senza musica non è vita."
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