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Recensione

Dall’artico all’attico, dai sobborghi popolari ai quartieri residenziali: Migrazione di Carl Brave. La recensione.

Carl Brave

Migrazione è il terzo album ufficiale di Carl Brave composto da 19 tracce e arricchito da ben 10 featuring. Il disco è molto eterogeneo dal punti di vista delle collaborazioni e propone sia artisti più vicini al rap che nomi molto inclini al Pop. In Migrazione Roma diventa protagonista, anche attraverso sfumature, racconti ed esperienze che l’artista ha vissuto nei suoi viaggi all’estero.

Carl Brave plana dal nido delle popolari, caratterizzate da un freddo artico e pungente, per sorvolare i grattacieli di quartieri residenziali altolocati e chic, descrivendo sia il sottomondo che gli ambienti più elitari. La Migrazione ottiene il suo culmine nel viaggio di ritorno, ove l’autore, entra in totale simbiosi con la sua amata Roma, che muta costantemente, nonostante nello sguardo di chi se n’è momentaneamente distaccato, essa appaia sempre la stessa, come descritto nel brano in collaborazione con Mara Sattei.

L’artista ha anticipato il disco con due singoli, tra cui Remember. Gli ospiti presenti sono: Rose Villain, Nayt, Mara Sattei, Dargen D’Amico, Clementino, Dylan, Jake La Furia, Noemi e Sean Michael. La cover è stata disegnata dallo stesso Carl quando aveva 4 anni e mezzo.

Testi

Come di consueto, l’ex cestista, offre una scrittura molto indie caratterizzata da un marcato slang popolare che si immerge direttamente nella descrizione di momenti quotidiani, situazioni borderline e notti movimentate. Le stesure, concettualmente, catturano l’attenzione dell’ascoltatore grazie ad una delineata rappresentazione della realtà più intima dei processi duali che caratterizzano le relazioni umane.

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La penna di Carl Brave, dunque, si appoggia ad un mood pop attraverso una formula randagia poiché le strofe non appaiono mai scarne e non contengono un linguaggio approssimativo. Il punto di forza resta sicuramente la caratteristica peculiare di attingere da contesti urban, mentre quello debole è senz’altro la ripetitività dei contenuti, parecchio inclini ad un mercato mainstream.

Il disco, anche attraverso i titoli, prova a descrivere vari aspetti emozionali che caratterizzano l’essere umano. All’interno dell’album, troviamo difatti delle sfumature variopinte che, come se fossero la coda di un uccello esotico in piena migrazione, colorano diversi tratti psicologici. Lungo il percorso, attraverso le canzoni, si passa difatti dai Rimpianti alle Turbolenze, dall’Odio ai Tarocchi. Vi sono richiami anche ai viaggi effettuati, specie in Lisbona e nei riferimenti all’aspetto culinario spagnolo nelle eclettiche Tabasco e Briciole di Nachos.

Carl Brave

Gli applausi ti schiaffeggiano, riecheggiano in aria

Rimbalzano pesanti sul legno di una bara

Carl Brave – Applausi

Strumentali

Migrazione, musicalmente scorre liscio con moods differenti che traggono ispirazione da diverse culture. 10 presenta delle sonorità totalmente in tema con le melodie indiane, Lisbona offre correnti hot che cullano l’ascoltatore. I beats partono da un presupposto mai banale e non esiste alcuna similitudine con i suoni delle hit estive.

Carl effettua una scelta minimal interessante, la quale quale apporta richiami lo-fi. Non notiamo alcuna ricerca di marketing nella selezione delle strumentali, poiché esse si allontanano da ritmi dance o melodie orecchiabili. Il suono chill crea un’atmosfera rilassante in perfetto contrasto con le mode estive e quindi questa peculiarità è un fattore preminente a favore dell’artista. Menzione speciale per Già lo sai che nell’intro presenta un audio realmente inviato dalla fidanzata dell’artista. Tutta la produzione è stata curata da Carl Brave.

carl brave

Stile

Carl sceglie di tornare sul mercato, affrontando a modo suo dei contenuti mainstream. Dall’album, difatti, non si evince alcuna particolarità sui significati ultimi o sulle tematiche, le quali virano essenzialmente sui soliti cliché. L’artista, però, riesce a rendere il viaggio meno monotono grazie al suo personale stile descrittivo che concede al progetto un flusso quantomeno diverso dal solito.

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Tutte le collaborazioni si adattano al contesto, trattando gli argomenti proposti senza spaziare eccessivamente. Tra le collaborazioni nessuno risalta particolarmente e soprattutto Dargen D’Amico appare leggermente sottotono. Va sottolineata la scelta di creare dei ritornelli sporchi, che in alcuni frangenti sono quasi impercettibili.

A livello contenutistico, nessuna novità sostanziale accompagna l’ascoltatore abituale di Carl, il quale si ritroverà immerso in pretesti già sviscerati in passato. La migrazione, oltre che a livello musicale, avviene proprio alla fine, quando vi è una bellissima riflessione sugli Applausi, i quali vengono identificati come metafora decadente per descrivere il successo, considerando che per quanta fama tu possa raggiungere in vita, la morte non guarda in faccia a nessuno ed è estremamente egualitaria.

Da sottolineare il fatto che nonostante la pubblicazione sia avvenuta in Giugno, in quest’ultimo progetto, Carl Brave non si sia minimamente accodato alle tendenze estive, escludendo dalla tracklist brani che accontentassero aspetti radiofonici.

6.7

Carl Brave-Migrazione

Migrazione, nonostante sia un disco mainstream, non ha una vera hit estiva o ritornelli eccessivamente orecchiabili. Il disco offre uno spaccato su Roma attraverso viaggi, musicalità e culture diverse descritte dall'artista.

Testi

6.0

Strumentali

8.0

Stile

6.0

Pro

  • concept strutturato
  • suoni e collaborazioni variegate

Contro

  • ripetitività nei contenuti
  • molto pop nella scelta stilistica
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