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Intervista

Lina Simons, da Napoli a Londra “è stata una necessità scoprire cosa ci fosse altrove”

Lina Simons

Da qualche giorno è uscito P.A.S., il disco di debutto di Lina Simons con la quale ho avuto il piacere di scambiare una piccola chiacchierata. L’album è stato co-prodotto da Gransta MSV per MINE Music e racconta l’artista a 360 gradi.

Il disco rappresenta il viaggio di Lina Simons, partendo da Napoli, dalla sua famiglia (a cui dedica il disco), dalle sue origini Nigeriane, fino ad arrivare al suo lato street, alle paure e a Londra, dove vive ora.

Durante l’intervista a Lina Simons ho cercato di fare emergere alcuni aspetti di lei e del disco con la speranza di fare avere al lettore un quadro il più possibile completo di cosa aspettarsi da un prodotto come P.A.S.


Partiamo dal principio: P.A.S. e Lina Simons. Come hai capito che era il momento di pubblicare questo disco?

P.A.S ha iniziato a nascere tre anni fa quando entrai a far parte di Mine Music. Non aveva ancora un nome ma era già in programma da tempo. Non ti nego che ero titubante perché non sapevo se fosse il momento giusto per pubblicare un album, ma dopo essermi confrontata con il mio team mi sono rivalutata.

Ciò che mi ha spinto a pubblicare questo disco è il fatto che avevo tanti pezzi che volevo che il mondo ascoltasse e anche perché certi pezzi me li tiravo da un po’ di tempo.

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Nel titolo ci sono le iniziali della tua famiglia e l’inizio del tuo nome. Ci spieghi meglio?

Ho scelto questo titolo perché per me la mia famiglia é tutto. Pat, Angelo e Sara. Loro sono stati i primi a credere in me e nel mio talento, quindi, era un obbligo morale e anche un dovere dedicar loro qualcosa di così importante. Credo che questa scelta dica del mio disco che vale la pena ascoltarlo. (n.d.r. Ride!)

Background. Sei italo-nigeriana e al momento vivi qui, a Londra. Ti senti legata a una cultura in particolare?

Direi che di ogni cultura ho preso qualcosa. L’Italia, o meglio il sud, è il luogo che mi ha formato. La Nigeria ce l’ho nel sangue. Londra la considero casa perché mi ha permesso di esprimermi e fare cose che non avrei potuto fare se fossi rimasta dove ero. È stata per me una necessità scoprire cosa ci fosse altrove.

So che con l’Italia hai un rapporto complicato. Più con l’Italia o con gli Italiani?

Entrambe? Ok no scherzo. Non lo so perché l’Italia e gli Italiani si completano. Ti dirò con chi NON ho un problema però: con Napoli. Napoli quasi non si può considerare Italia, già storicamente parlando. Però è davvero un po’ così.

Io sono nata a Pozzuoli e poi da piccola i miei si sono trasferiti nel beneventano a Cerreto Sannita, ma per me Napoli è il luogo che considero e chiamo casa. Ci ho messo un po’ a capirlo ma è così. Sarà che è una città, ma io li mi sono sentita sempre a mio agio e tuttora quando vado è così.

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Donne e rap. Si riesce ad emergere?

Le opportunità mancano e c’è ancora una visione troppo patriarcale. Ad emergere si emerge, ma è un po’ più complicato se non si hanno ‘’coglioni’’. Anyway, siamo qui per cambiare anche questo.

Ti definisci femminista?

Assolutamente. E come dice Chiamamanda Ngozi Adichie, we should all be feminist.

Nel disco tocchi anche temi legati alla mental health, compresi i problemi alimentari, il malessere. Che esperienze personali hai se parliamo di ansia, depressione e del piacersi?

Io e l’ansia oramai siamo amiche perché’ dobbiamo convivere. Sono una persona abbastanza ansiosa e questo mi ha portata anche ad avere attacchi di panico. Ci sto lavorando su e provo a fare più cose che mi rendano felici. Le mie ansie arrivano dal fatto che sto troppo in fissa col futuro. Sto imparando a godermi più il presente e sta funzionando. Ho avuto episodi depressivi e momenti in cui non avevo voglia di prendermi cura nemmeno della mia ombra. Ho la fortuna di avere persone fantastiche attorno che non si sono arrese con me.

Io e il mio aspetto fisico stiamo lavorando sul nostro rapporto. Mi sono resa conto che col tempo non ero io a non piacermi, ma tutte le cose che mi sono state dette in passato ad avermi segnato. Sto provando a smantellare giorno dopo giorno tutti questi pensieri e aspettative che gli altri avevano posto su di me. Lavoro ogni giorno sull’amarmi di più sia dentro che fuori.

Lina Simons
Copertina del disco P.A.S. – Lina Simons

Hai studiato business legato al mondo della musica. Ti ha aiutato questo come artista per arrivare a dove sei ora?

Sì e no. È stato un misto. Quello che mi ha aiutato maggiormente ad arrivare dove sono ora è stato essere me stessa e non cambiare per omologarmi in qualcosa che non mi appartiene.

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 Stai preparando qualche data? Fra Uk e Italia?

Sii e non vedo l’ora di fare qualche annuncio.

Quale pizzeria di Londra consigli per la pizza?

Bravi Ragazzi a Streatham e’ la miglior pizzeria che ci sia a Londra. Chi vi dice altro, mente. 



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