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Intervista

Prhome, “vita e musica non sono due cose separate” – L’intervista

Prhome

Dopo Lost in tha Hood, il quarto disco ufficiale di Prhome uscito nel dicembre 2022, il rapper pubblica Alle sette della Sera, Ep che vede la cantante Françoise al fianco dell’artista polesano in parti cantate che lo stesso Prhome ha scritto per lei. L’Ep, formato da cinque tracce, esce per True Life Records e distribuzione La Grande Onda/Altafonte.

Nata in Moldavia da padre angolano e madre moldava nel 1985, Françoise ha Iniziato a studiare fin da piccola il pianoforte avvicinandosi alla black music nel 2002 grazie all’incontro con i ContinuoRilasso di cui faceva parte lo stesso Prhome.

In questa intervista abbiamo cercato di capire come è nato questo Ep di appena cinque brani e abbiamo scavato a fondo sul rapporto di Prhome con Françoise.

Partiamo da Egoista Prhome. Direi che qui hai risposto a chi continua a chiedere perché anni fa sei tornato dopo quasi dieci anni di assenza.

A inizio brano, nell’ intro dico: “Aqui estamos otra vez” che significa: “siamo qui ancora una volta”. Mi sembrava la maniera migliore per presentarmi al pubblico per ricordare che nonostante sia uscito con Lost In Tha Hood giusto un anno fa ho ancora tante cartucce da sparare. Se ascolti Egoista capisci subito che in questa canzone non c’ è poi così tanta ironia, forse per la prima volta mi sono “regalato un brano” e ho descritto esattamente il mio stato d’animo se passo troppo tempo senza scrivere.

Non è una cosa della quale mi son reso conto da subito, me ne sono accorto col passare del tempo e ho capito che mettere il tappo all’ inchiostro mi fa solo male, divento più irascibile, più scontroso. Egoista te lo spiega bene e ti racconta proprio che quando mi metto lì a scrivere non mi interessa più niente di nessuno e non penso ad altro, potrebbe anche cadere il mondo ma non mi sposterei di un centimetro. Il fatto è che non te lo dico urlando e sbraitando ma lo faccio rilassato, a modo mio, quel modo diverso dalla maggior parte degli altri rapper italiani.

Copertina
Copertina de Alle sette della sera

Nel brano fai anche un po’ di satira sul rap di oggi. Dove abbiamo artisti che sono maghi dei social, ma non vanno a tempo. Dopo che “sei tornato”, ti sei abituato a questo cambiamento?

Guarda che i rapper che non vanno a tempo ci sono sempre stati, non vedo un cambiamento. Spesso sono gli stessi che pagano un tot al mese per la spunta blue su insta e qui torniamo su uno di quegli argomenti che mi stanno molto a cuore, cioè che molti pensano a curare la parte social (che è importante) ma non la qualità di quello che fanno. Sono questi i casi in cui mi diverto un casino a prenderli in giro, soprattutto quelli più grandi che vanno fuori di cranio se non raggiungono gli obbiettivi che si erano prefissati nelle stories. Un po’ di ironia ogni tanto fa bene.

Quando parlo di cambiamento mi riferisco ai social e all’ossessione del digitale.

Ma l’importante è non farsi cambiare!  Stai parlando con uno che stampa ancora le cassette e le smazza nel quartiere ma che allo stesso tempo è molto attento alla gestione di tutta quella parte multimediale che sono i social senza quell’ossessione che pervade tanti miei colleghi e che, a causa di questa, mettono da parte la cosa più importante cioè la musica. Io credo sia possibile rimanere legati ai valori che contraddistinguono quello che facciamo e allo stesso tempo adottare le giuste strategie sfruttando tutti i mezzi che abbiamo a disposizione per fare in modo che questi valori emergano ancora di più.

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Alle sette della sera è il singolo che da il nome a tutto il disco. Come mai questo titolo?

Ogni rima di Alle sette della sera è una pietra ed è autobiografica al 100%, anche quando Françoise dice: “faccio casino con i giorni perché sono dentro un viaggio che riverbera sto suono” ho pensato di farla cantare a lei perché con la sua incantevole voce ero sicuro che quelle parole avrebbero assunto ancora più significato e “profondità”. Ci tenevo tantissimo che l’Ep sposasse la profondità ed il calore del suono con quello delle parole e sicuramente questa cosa è più facile da ottenere in un progetto come questo di cinque brani piuttosto che un album con una dozzina di tracce.

Simone in studio ha fatto un lavoro fantastico e ha colorato il suono proprio come lo immaginavo e volevo io. I testi sono molto introspettivi, intimi, anche nelle parti più “street” e magari questa cosa non so se piacerà a tutti però è andata così, a me piace molto e mi dà delle bellissime vibes. Mi sono raccontato in una maniera un po’ più intima, non ho tanto parlato di family, di crew, ma ho raccontato me stesso, ho parlato di me, ho sbagliato?

Questa è una domanda che faccio io a te. Senti di aver sbagliato?

No, assolutamente no e credo sarà una cosa che farò più spesso, alla fine è una cosa che serve molto anche a me. Non tanto per fare chiarezza su quello che sto facendo, ma per dare la possibilità alle persone che mi ascoltano di capire ancora di più come sono fatto e, di conseguenza, di entrare ancora di più in sintonia con quello che è il mio messaggio.

Dimmi qualcosa di Françoise. Torna indietro nel tempo Prhome.

Io e la Franz abbiamo lavorato per la prima volta insieme nel 2003 per l’album Soultanto Attimi dei Continuorilasso (mio primo e storico gruppo)  e da allora non ci siamo mai lasciati, l’ho chiamata per la Westoria il brano firmato Prhome con Snoop Dogg dentro El Castigo e più recentemente per Malo il brano che mi ha prodotto Dj jad e che trovi in Lost in tha hood. A dire il vero con lei ho lavorato a diversi singoli e soprattutto ho fatto tantissimi live e ancora continuo a farli perché quando suoniamo insieme scatta una scintilla che diventa fuoco in due secondi e non si spegne più.

Come mai avete dato vita a questo progetto insieme?

Lei è un’artista coi “controcazzi”! Suona il piano benissimo, conosce la musica (spazia tra diversi generi musicali) e ha una voce pazzesca. Per me raggiunge il top quando fa le cose con me, quando tira fuori la sua parte Soul che ti lascia a bocca aperta. È tanto esuberante quanto concreta. Avevo da poco pubblicato due singoli Voglio credere sia vero e Walking in my neighborhood dove lei canta insieme a me i ritornelli e poi avevo pronte altre due tracce (sempre con lei presente) che sono Egoista (scritta recentemente) e Un giorno nuovo scritta e registrata un po’ di tempo fa in pieno delirio covid. Ancora non c’era l’idea di fare un Ep insieme.

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Questa cosa l’ho decisa il 2 novembre dopo una lunga telefonata con Tommaso Piotta (il mio editore). Stavamo facendo il punto della situazione su quello era uscito recentemente e su quello che sarebbe dovuto uscire a breve. Considerato il fatto che Lost In Tha Hood (l’album col quale mi sono ripresentato al pubblico dopo una decina d’anni d’assenza) era uscito a dicembre 2022 abbiamo pensato che sarebbe stato potente uscire verso fine anno con un altro progetto ufficiale di Prhome (preferibilmente un singolo con video), ma dato che le quattro tracce che ho menzionato poco fa erano già belle pronte e confezionate e soprattutto erano 4 tracce con un mood e delle vibes molto simili (con Françoise presente in tutti i brani) ho subito pensato che sarebbe stato figo forgiare un contenitore con queste quattro canzoni.

Sentivo che mancava ancora il tassello finale però. Probabilmente questa cosa mi ha dato ancora più spinta, avevo un beat di Drvmmer che avevamo preparato insieme ancora in primavera ma sul quale non avevo ancora scritto, non so cosa sia successo ma all’ improvviso e in due secondi è uscita Alle sette della sera ed  è uscita talmente bene che abbiamo chiamato così l’ ep e ci abbiamo fatto il video.

Voglio credere sia vero. A che punto sei a oggi Prhome? Sei in una salita corta o sei in una salita infinita?

Che bella questa domanda!! Non lo so ancora, considera che è un brano scritto e pubblicato in primavera di quest’ anno, ma ora sono io che ve lo chiedo, sono io che faccio domande sto giro, sono io che domando: “fammi capire se queste salite se hanno una parte più corta oppure se sono infinite che compro un paio di ruote di scorta” forse però cerco delle risposte che in realtà nessuno conosce e mi può dare, è solo che non vorrei farmi trovare troppo impreparato per quello che deve arrivare. Forse dovrei fregarmene e pensare ad allenarmi e a lavorare sodo. Resto della vita e musica non sono due cose separate. Sono una cosa sola e inevitabilmente quando mi faccio questo tipo di domande mi riferisco in questo caso alla vita in generale e quindi anche alla musica.

Metaforicamente, cos’è -o chi è- per te la ruota di scorta che citi in Voglio credere sia vero?

La ruota di scorta la tiri fuori quando ti si buca una delle quattro gomme della macchina. La tiri fuori quando sei in difficoltà e senza di quella non potresti proseguire il tuo viaggio. Nel mio caso la mia ruota di scorta è rappresentata dalla somma dei valori che mi caratterizzano e sui quali sto basando la mia vita e che spesso emergono nelle mie canzoni, ma la ruota di scorta è anche quella grinta quella “cazzimma” che quando stai con l’acqua alla gola ti fa stare a galla se ce l’hai e la tiri fuori.

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Quali sono i valori a cui ti riferisci?

L’umiltà, la costanza, la pazienza e la dedizione sono i primi che in questo momento mi vengono in mente. Quando parlo di valori parlo anche di skills, mi riferisco a quelle cose che rappresentano per ognuno di noi quelle virtù, quelle qualità che ci differenziano dagli altri e che ci rendono forti ed unici. Per me i valori sono questi, sono cose tangibili e concrete che puoi toccare con mano e sulle quali ti puoi allenare ogni singolo giorno.

Cosa vedi quando ti capita di camminare nel tuo neighborhood? Che sensazioni hai?

Questo tipo di sensazioni e di vibes le ho raccontate per bene in Lost In Tha Hood ma c’ è un brano in questo ep che funge molto bene da collante tra questo progetto ed il precedente ed è proprio Walking in my neighborhood. Come il resto delle canzoni incluse in questo mini album anche “walking in my neighborhood”  è un viaggio (“dentro il viaggio mi consolo”) molto personale durante il quale racconto a me stesso le sensazioni che ho nell’ attraversare a piedi il mio quartiere e nel constatare ad esempio come la gente (tanta gente) cammini per le strade a testa in giù perché “non ci crede più”, perché ha perso la speranza e ha smesso di credere in quello che credeva  e quando incroci queste persone per strada faticano quasi a salutarti da quanto sonno affannate da noie e preoccupazioni. La cosa bella di questa traccia è che, oltre a Françoise che canta il ritornello con una voce straordinaria c’è anche Quilo Sa Razza che con il suo stile racconta le stesse sensazioni che lui ha camminando nel suo quartiere e che in qualche maniera si fondono alle mie e rendono questa traccia così ricca di good vibes che mi vien voglia di riascoltarla in loop.

Prhome

Tu e Françoise avete già qualche data in mente?

Partiamo il 9 dicembre proprio con il party per l’uscita dell’ep e poi da gennaio proseguiamo sull’ onda di dicembre ritornando in alcuni club dove siamo stati recentemente sperando di aggiungere date su date perché abbiamo tantissime vibes (di quelle buone) da condividere con voi.

Quindi sarà domani sera. Dimmi qualcosa in più sull’evento.

Domani presentiamo Alle sette della sera in un club in provincia di Rovigo che si chiama Old style, durante la serata riproporró sia i brani del mio ultimo album Lost in tha hood ma soprattutto daremo spazio all’ Ep appena uscito. Ci saranno diversi amici che vengono anche da lontano e ci saranno anche altri artisti che interverranno durante la serata e si alterneranno al microfono nella parte finale del live che dedicheremo al freestyle come si conviene nelle migliori serate

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Locandina dell’album release party.



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