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Intervista

1989.,”Gente Che Odia La Gente”: un nichilismo senza fine. L’intervista

1989.

1989. è un rapper nato a Cassino. Inizia ad avvicinarsi all’hip hop a sedici anni sotto il nome di FunkyD. Successivamente al suo trasferimento a Roma, accompagna come backing vocals la band Kento & The Voodoo Brothers, condividendo palchi con musicisti del calibro di Kento, Cesare Petulicchio (Bud Spencer Blues Explosion), David Assuntino (The Reggae Circus di Adriano Bono), Federico Camici (Motta).

Nel 2017 lancia invece un progetto parallelo alla sua attività solista, i Pippo Baudo Lost in Time, con i quali, nel 2018 con il brano Malanova, vincono il premio speciale OndaRock al concorso Musica Contro le Mafie. A giugno 2020 il suo brano  Tuttology viene selezionato dall’etichetta Asian Fake per entrare a far parte della compilation di artisti emergenti Hanami. 

Nel 2022 apre due date del tour nei club di Pierpaolo Capovilla e i Cattivi Maestri, duettando in entrambe le occasioni con l’artista veneto. A maggio 2023 sale, accompagnando Kento alla voce sul palco dell’Uno Maggio Libero e Pensante di Taranto e nello stesso mese vince LAZIOSound 2023, categoria “Urban Icon”. La vittoria gli permette, ad agosto dello stesso anno, di esibirsi live allo Sziget Festival di Budapest. 

L’album di debutto di 1989. è Gente Che Odia La Gente, uscito il 10 Novembre 2023. Noi abbiamo avuto l’opportunità di intervistare 1989. e di scoprire più da vicino i riferimenti letterari e musicali celati all’interno dell’album dell’artista di Cassino.

1989. Gente Che Odia La Gente

Gente Che Odia La Gente. 1989. hai raccontato che il concept del disco è nato osservando una macchina che investe una folla di ragazzi. Parlami un po’ di cosa significa per te.

Mi è venuto abbastanza spontaneo scegliere come argomento principale del disco questo immenso circo di cui tutti facciamo parte, dove tutti vogliono avere un’opinione su tutto, dove se la tua opinione non coincide con la mia sono autorizzato a rivolgerti le peggio ingiurie, dove si odia sui social network, si odia quello che va a correre durante i lockdown, si odia l’immigrato, e potrei continuare all’infinito.

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Molti artisti, a partire da quelli del passato sino ad arrivare a quelli di oggi, hanno utilizzato la propria forma d’espressione per descrivere la società nella quale erano calati; io con questo disco ho fatto lo stesso, e la società nella quale sono calato è una società di odiatori.

L’odio che racconti è un argomento trattato da Kassovitz in La Haine. Ci sono magari altri film che ti hanno influenzato?

“Questa è la storia di una società che precipita, e che mentre sta precipitando si ripete per farsi coraggio: fino a qui tutto bene, fino a qui tutto bene, fino a qui tutto bene. Il problema non è la caduta, ma l’atterraggio.” Questo è l’incipit del bellissimo film di Kassovitz che hai citato.

Un film che ha ispirato e influenzato me, come grandissima parte della scena hip hop mondiale, in passato. Tuttavia, mi sembra che lì si parli più delle situazioni disagiate della periferia parigina, e del loro “odio” verso le forze dell’ordine, la spaccatura che c’è tra istituzioni e zone dimenticate da Dio. 

L’odio del mio disco, invece, è quello che si sviluppa tra persone che appartengono, spesso, allo stesso ceto, il ceto medio. Non sono dei film in particolare ad avermi influenzato, ma più che altro quello che vedo quotidianamente attorno a me, e il pensiero di altri artisti. La frase però che ho postato all’inizio, l’incipit di “La Haine”, è un riassunto perfetto anche per la nostra società odierna.

1989.
1989.

Ascoltando Gatti Neri mi è subito scattata l’associazione con Lucio Dalla e la sua “Come è profondo il mare”. Cosa o chi sono per te i Gatti Neri?

I gatti neri sono gli esclusi. Sono gli omosessuali. Sono gli immigrati con la pelle nera. Sono tutti coloro che sono stigmatizzati dalla società che, nonostante si auto-proclami avanzata e progressista, ancora fatica a intendere certe categorie di persone come “normali”.

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È una chiara metafora sul fatto che i gatti neri, per anni, sono stati visti come sinonimo di sventura e malaugurio, nonostante fondamentalmente non abbiano mai avuto nessuna colpa per essere nati con il pelo nero.

Nell’incipit de “La gente” citi Giordano Bruno. Vedi nella ribellione del filosofo un’anima vicina alla tua?

In un certo senso, e con le dovute proporzioni, sì. Certo, ora come ora per fortuna non si corre il rischio di venire bruciati vivi per avere delle idee in contrasto col pensiero dominante. Siccome da quegli anni lì qualche passo avanti lo abbiamo fatto, abbiamo la facoltà di pensare e scegliere autonomamente cosa pensare.

Il controllo sulle menti  e sulle idee che il…non so, chiamiamolo “il male”, ha oggi su di noi, si basa sul cercare di annullarle direttamente, le menti. Ci dicono, banalmente, e per restare nel mio ambito, che fare cultura con la musica sia un roba pesante e da intellettuali, e che “alla fine la canzoncina scema ti fa stare senza pensieri”. Ci piazzano davanti da anni tv spazzatura, immondizia varia sui social, reel spazzatura. Una mente dormiente si controlla meglio, in fondo.

1989.
1989.

In La fattoria degli animali perché hai scelto proprio il maiale come simbolo del potere?

Il brano è liberamente ispirato all’omonimo romanzo partorito dal genio di George Orwell, una favola distopica nella quale, appunto, la società viene allegoricamente rappresentata da una fattoria, nella quale gli animali raffigurano ciascuno un personaggio della società.

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Lì, appunto, il maiale Napoleone rappresenta simbolicamente il potere. Ho cercato appunto di scrivere una canzone ispirata a quel romanzo, cercando di riportarla anche un po’ ai nostri tempi.

1989. video La Gente

Quali sono le influenze musicali che pensi di aver portato nel disco?

Te le metto qui, in ordine sparso,  e pensando un attimo ai vari brani dell’album: Tom Waits, Kendrick Lamar, J Cole, The Doors, Manu Chao, acid rock in generale.

Ascoltando Genio mi è venuto in mente Melquiades, personaggio folle ed eccentrico di Justin e i cavalieri valorosi. I personaggi che attacchi nella canzone chi sono o cosa rappresentano?

Non conosco il film di animazione che hai citato, se me lo consigli vedrò di recuperarlo. In “Genio” parlo del fatto che la parola “genio”, appunto, mi sembra ormai venga associata con troppa facilità ad artisti dalla dubbia genialità.

C’è questa tendenza a pompare all’inverosimile il nuovo fenomeno assoluto della musica di turno, spesso uscito solo con un singolo o un album, senza dargli nemmeno la possibilità di esprimersi e dimostrare davvero se è un grandissimo artista o meno.

Nel pezzo parlo molto anche di Sanremo 2020, quello della famosa lite Bugo-Morgan, e di alcuni personaggi che vi partecipavano.

1989. Gatti Neri, video ufficiale

Cosa dobbiamo aspettarci per il futuro?

Una valanga di nuova musica, a brevissimo termine, e molto diversa da quella che è appena uscita. Quasi incredibile per uno che è appena uscito con un disco, ma è tutta roba che avevo già semi-pronta. Ma per il momento non posso dire altro.

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