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Intervista

Dani Faiv arriva all’Ultimo Piano senza compromessi. L’intervista

dani faiv

Dani Faiv pubblica Ultimo Piano, disponibile su tutte le piattaforme digitali a partire dal 15 dicembre 2023. Il progetto è ricco di collaborazioni ed il concept fa da collante tra i brani, creando così un contesto ben preciso.

Chi ascolta l’album compie un viaggio all’interno di un ascensore, dove ogni brano rappresenta il piano di un edificio, fino ad arrivare ad Ultimo Piano che da il nome al progetto. Quello di Dani Faiv è un disco che bisogna ascoltare con consapevolezza. Ma se vuoi saperne di più leggi la nostra recensione, Nel mentre proseguiamo con alcune domande direttamente a Dani Faiv.

Ciao Dani, benvenuto su lacasadelrap.com! Come possiamo spiegare il concept del disco a chi non lo ha ancora ascoltato?

Partendo da una spiegazione metaforica, posso dirti di aver fatto i conti con me stesso, chiedendomi se avessi raggiunto tutti gli obbiettivi che mi ero posto in partenza.

Consapevole di averli raggiunti, mi sono fatto delle nuove domande che prima non mi ero posto, tra cui: “Manca ancora qualcosa ora che ho ottenuto tutto quello che volevo?” Ora posso dire di essere all’ultimo piano, ma una volta che si sale, si può solamente discendere.

Mentre per chi non ha ancora ascoltato il disco, è un progetto ricco di punchline, flow voglia di spaccare e novità, perché mi piace portare sempre qualcosa di non ancora sentito.

Dani Faiv
Dani Faiv

Il concept che ha proposto Dani Faiv non è inmediato. Nasce durante la creazione del progetto?

L’idea nasce appunto a conti fatti con la realtà, il titolo Ultimo Piano rappresentava al meglio il mio stato d’animo, sia in una prospettiva positiva che in una negativa.

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Come nasce l’idea di dedicare un brano a Totò Di Natale?

Nonostante le grandi cose fatte, ho pensato semplicemente a chi potesse essere il calciatore più sottovalutato della storia e forse, uno dei pochi è stato proprio Totò Di Natale.

La gente continuava a scrivermi “sei sottovalutato”, ed io mi rivedo all’interno di questa concezione, come era stato ai tempi per il brano Sandro Tonali. Il pubblico aveva una brutta opinione su di lui, fino al momento in cui ha cambiato idea.

Dani Faiv
Dani Faiv © PH. Roberto Graziano Moro

Poi piccola curiosità, giocando a FIFA ho sempre preso Di Natale, cosa che gli ho detto quando abbiamo girato il video, e nel gioco lui non è un’icona ma un eroe, per questo nasce il gioco di parole che c’è nel brano (Non mi fotte di far l’icon, ndr)

Lo conoscevi già prima di girare il video?

Personalmente no, anche se poi abbiamo instaurato un bel rapporto.

Dani Faiv – Di Natale

Ti cito una barra del brano Barca a vela con Silent Bob “Più mi odi più mi dai, mi sembra un altalena”. Sapresti spiegarla?

È il fardello di chi è ossessionato in amore. Fa parte di quelle storie in cui il ragazzo o la ragazza, più odia la persona con cui sta più la persona si sente inconsapevolmente ripagata. L’altalena è l’elemento metaforico che simboleggia questa figura, in quanto come l’umore sale e discende.

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Nel video di Booty con Villabanks hai mostrato una sessione di scrittura in cui erano presenti anche i produttori del brano. Come è nata questa collaborazione?

Villabanks, come me, è una persona che ci tiene molto al rapporto umano, quindi abbiamo pensato di prenderci una villa per 3 giorni con i producer Tisci, Kanesh, Linch e 88FRNK. Abbiamo fatto un sacco di canzoni e tra tutte abbiamo scelto di tenere questo banger.

A proposito di collaborazioni, hai voglia di parlarci di E.T.A.?

Io e JBalvin ci sentiamo spesso, gli mando dei provini da un paio d’anni e lui mi da il suo parere. Un giorno gli ho mandato E.T.A e si è gasato un sacco e mi ha chiesto subito il testo.

A distanza di mesi, perchè in quel momento lui si trovava in tour, l’ha registrata e me l’ha mandata. Da lì volevo fare una sorta di YOSHI remix e cercavo un rapper che stesse bene su un beat del genere. Geolier era perfetto.

Dani Faiv
Dani Faiv

Ti porto una citazione di Albert Einstein: “Se vuoi una vita felice devi dedicarla ad un obbiettivo, non a delle persone o a delle cose”. Quando hai iniziato a fare musica avevi un obbiettivo? Se sì quale?

Assolutamente si, il mio obbiettivo era avere il rispetto e l’approvazione dai miei idoli, quindi da Jack The Smoker, Salmo o comunque tutti quei rapper che ho seguito in giovane età. Il mio obbiettivo era quello, non mi importava dei soldi, non mi importava di niente.

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Sei d’accordo con la citazione?

Sì assolutamente, altrimenti ti trovi all’ultimo piano veramente e poi non sai cosa fare.

Ultima domanda. Prima di pubblicare Ultimo Piano hai pubblicato Teoria del Contrario Vol.2, un progetto da 19 tracce e ricco di collaborazioni. Come mai Ultimo Piano è molto più breve?

Per due motivi, il primo è che sarebbe stato inutile uscire con 19 tracce, bisogna dare alle persone il tempo di assimilare, inoltre ho chiuso con i live di Tdc a novembre. Poi per i più attenti, alla fine del brano Ultimo Piano c’è la voce dell’ascensore che dice un’altra cosa, che potrebbe far capire.

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