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Intervista

KML presenta: gli eventi Hip Hop Italiani ad Amsterdam

KML

Blog e magazine sono invasi da produzioni firmate KML e da eventi sempre più gettonati ad Amsterdam. Tempo fa abbiamo notato nella capitale olandese i Dead Poets, Ensi, I Colle Der Fomento e il 9 febbraio arriveranno perfino gli Alien Army. Abbiamo visto di recente un brano di Oyoshe con Rome Streetz: Musica Sacra e Sachet, firmato da Sesto Carnera e Bub Style. Connessioni internazionali che fanno sognare!

KML è arrivata lentamente in Italia, ma ora sta iniziando davvero ad incuriosire e fare rumore. In questa intervista abbiamo cercato di saperne di più sull’etichetta e abbiamo cercato di capire con Doc Ketamer, produttore e CEO della label, come funzionano davvero le cose per gli eventi che organizza e come è nata la KML che conosciamo oggi.

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Logo KML fatto su muro dal writer Gola

Come è nata la KML? 

KML ha le sue radici nell’illegalità! (ndr Ride!).

Più di dieci anni fa, KML era nato come sound system e si aggregava ad altri sound system in giro per tutta Europa (nel 2011 anche in Africa), per organizzare quei famigerati free-party o raves oggi tanto demonizzati dal mainstream e dalla cultura dominante in Italia. Credevamo nella libera aggregazione senza fini di lucro, ovvero fare festa e divertirci senza chiudersi nei locali e spendere soldi. Avevamo creato dei posti in cui aggregarci senza necessariamente appartenere a un ceto sociale alto.

Un posto che oggi si definirebbe “pop up”, dove confluiva chiunque volesse esprimersi: hippies, punks, hip hop heads, clubbers e chiunque altro senza etichetta.

Dopo un po’ di anni passati a fare musica in questi eventi, mi sono trovato come molti di fronte a un dilemma: io volevo fare musica, con certi principi e certi valori, e volevo che la mia musica diventasse un lavoro.

Molte persone che conosco, che a quel tempo erano artisti, hanno abbandonato il loro lato politico e rivoluzionario, per dedicarsi alla mera parte musicale. Per me è stato naturale semplicemente trasformare KML in un’etichetta indipendente prima, e ora anche in un marchio che si occupa di music business a 360°. Nonostante uso termini come “lavoro” o “business”, molto spesso metto davanti il divertimento, l’umanità e lo scopo ricreativo rispetto a quello di lucro.

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Da un po’ di tempo a questa parte avete iniziato a fare eventi. Come mai questa esigenza?

Perché la musica dovrebbe coinvolgere dal vivo e non solo nel mondo digitale. Il concept del mio marchio è di far conoscere lo stile italiano nel mondo attraverso collaborazioni e progetti comuni. Vengo però anche da un periodo in cui ci si stringeva le mani e si davano pacche sulla spalla dopo ogni session.

Portare gli artisti sui palchi di Amsterdam è un po’ tornare a quei tempi, dove si suonava insieme e si finiva in studio a registrare. Soprattutto dopo la pandemia, gli eventi e il viversi sono scemati. Ho colto l’occasione con KML ed eccoci qui con tantissimi eventi in programma.

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Locandina dell’evento per Ensi – Amsterdam

La prossima serata sarà il 9 febbraio e prevede gli Alien Army. Che tipo di serata sarà con loro?

Loro rappresentano il turnatblism in Italia! Quindi aspettatevi mirabolanti tricks da dj!

Ricordiamoci che Dj Skizo è una pietra miliare di questo stile. Mi aspetto che poi tutti e tre insieme, Dj Skizo, Dj Bront e Dj GhostM, renderanno lo show unico, sincronizzandosi e creando delle

coreografie sonore da mozzare il fiato. Fino ad ora abbiamo portato rappers italiani per creare contaminazione e connessioni con gli artisti e il pubblico di qua, ma mi sono accorto, che nelle nostre serate, forse ci chiudevamo un po’ troppo.

Ho voluto ampliare il mezzo di comunicazione, non solo le parole ai rapper, ma anche la musica dei dj. Questa volta, inoltre, accanto a un sempre folto numero di rappers italiani che apriranno la serata ci sarà anche un rapper olandese, che secondo me sta andando molto forte nella scena underground: mcGyver! Alla serata ci sarà anche MR MELT che sta per pubblicare il suo disco ufficiale.

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Come organizzatore di eventi, quali sono le più grosse difficoltà che incontri durante l’organizzazione?

Tutto! Ci sono sempre imprevisti. Bisogna sempre stare allerta per non dimenticarsi le cose, per seguire le esigenze degli artisti, di chi lavora al locale, del marketing. Bisogna valutare i pro e i contro, gestire il budget e organizzarsi con gli sponsor. È sempre tutto un casino onestamente. La difficoltà maggiore, nel mio caso, è forse quella di gestire i viaggi Italia-olanda e fare in modo che tutte le cose coincidano.

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9 Febbraio – Alien Army ad Amsterdam – Locandina

Credi di lavorare diversamente rispetto all’Italia?

Io non organizzo grossi eventi. Ma il mio organico ha un’organizzazione molto professionale. Non credo che in Italia, per eventi di questa grandezza, si possa contare su locali così organizzati, impianti sonori di questa qualità e su professionisti esterni del genere.

Io sono coperto su ogni fronte, dalla parte amministrativa a quella di comunicazione. Ho molti professionisti che lavorano agli eventi, però non so realmente rispondere alla tua domanda. Dopo la pandemia molte cose sono cambiate. Qui ad Amsterdam, in generale, lavoriamo più all’anglosassone, quindi forse facendo una media, posso dirti che è probabile che lavoriamo diversamente rispetto all’Italia. Ci sono più regole, ad esempio se parliamo di locale e security.

Conviene ancora organizzare eventi?

Risposta semplice: dal punto di vista umano SI. Un po’ per il discorso che facevo sopra. Dal punto di vista del business, ti dico molto semplicemente di no. L’utile è pochissimo e, quando c’è, non compensa minimamente lo stress dei mesi passati a lavorare all’evento.

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Quali sono gli artisti italiani o stranieri che sogni di portare ad Amsterdam?

Stavo cercando di portare alcuni artisti italiani che per una serie di imprevisti non sono riuscito più a portare e che spero, invece, possano arrivare prima o poi ad Amsterdam. Uno era Kaos e l’altro Nitro. Come artisti stranieri vorrei fare qualcosa con Rome Street, anche se a dirti la verità, per lui, stavo pensando di organizzare qualcosa in Italia, invece che ad Amsterdam.

Mi piacerebbe riuscire a riportare nella mia città natale, Napoli, qualche artista americano forte, magari appunto proprio qualcuno della scuderia Griselda. Qualche anno fa sono riuscito a portare Rockness Monster e Lord Digga. Il problema è, come accennavo prima, nel trovare un equilibrio nell’essere una hip hop head genuina e allo stesso tempo non andare in rovina per cercare di coprire i costi.

Spesso, durante questi eventi, incasso il colpo e porto a casa l’esperienza che mi ha arricchito umanamente. Penso che se non ci fosse questa parte umana, l’hip hop non sarebbe una cultura. Allo stesso tempo cerco di non fare il passo più lungo della gamba. Chi mi conosce lo sa … spesso do troppo, do tutto e in cambio ho poco e nulla. Io sono fatto così. Ci credo davvero e investo.

Progetti futuri dell’etichetta?

Siamo usciti da poco con il video di Musica Sacra con Oyoshe e RomeStreetz. Questo video lo abbiamo girato ad Amsterdam e corona un po’ tutto quello che dicevo sopra: l’importanza del viversi! È una cosa grandiosa. Due artisti che si incontrano e vengono da due nazioni diverse. Come accennavo prima, fra pochi giorni esce anche il disco di Mr Melt, poi ho delle chicche in programma che non voglio svelare. Seguite la pagina KML su instagram e non vi scapperà nessuna bomba!

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