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Approfondimento

Bob Marley ci trasmette ancora il suo messaggio di pace con “One Love”

Bob Marley One Love Film

Bob Marley era un enigma, un idealista affascinante e imperfetto come lo sono la maggior parte delle figure di celebrità interessanti. Nato in povertà a Nine Mile, in Giamaica, il giovane Marley aveva una voce mediocre, ma un desiderio ostinato di farsi ascoltare.

Si è forgiato nella voce della sua isola e oltre, cantando inni reggae che sono diventati inni per gli oppressi del mondo, così come per chiunque ami la musica con un bel sound. Morì nel 1981 all’età di 36 anni lasciandoci l’eredità del suo messaggio di pace e unità, chissà se sarebbe mai riuscito a portare la sua missione di unità e pace nel suo paese e nel mondo intero?

Quello che sappiamo è che  tante persone sono andate a vedere la trasposizione cinematografica della sua vita. Diverse sono state le reazioni del pubblico a livello italiano e internazionale. Diretto da Reinaldo Marcus Green il titolo è One Love ed è già diventato campione d’incassi in tutto il mondo.

Bob Marley: tra musica e fede

Il film copre un periodo che va dal 1976 fino al 1978. Un lasso di tempo circoscritto della vita dell’artista, precisamente da quando in Giamaica esplodono una serie di disordini politici, durante i quali Marley sopravvive per un pelo a un attentato alla sua vita, fino al suo ritorno in Giamaica nel 1978 per il concerto per la pace One Love, che dà titolo al film.

Il cuore di One Love è però il periodo trascorso nella Londra dell’era punk, dove Marley e the Wailers registrano l’album fondamentale Exodus (1977). 

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Bob Marley nel 1976

Il film si apre con un intimo flashback sulla sua vita da bambino, il vago ricordo del padre bianco mai conosciuto: frammenti quasi subliminali di traumi infantili; a cui fanno seguito scorci più sostanziali di Marley da giovane musicista, quando conosce Rita e si avvicina al Rastafarianesimo

Questa religione monoteista caraibica, nata negli anni trenta del Novecento, nel solco del Cristianesimo, sulla base degli insegnamenti e della filosofia di Marcus Garvey, è centrale nella produzione artistica di Marley. 

Pur iscrivendosi all’interno del Cristianesismo è però in rottura con il Cristianestimo bianco e occidentale. Il Dio di Marley (Jah, contrazione di Yahveh) è afrocentrico ed essendo afrocentrico è: nero.

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Bob Marley and the Wailers

Inoltre il cuore della religione Rasta non è Gerusalemme, ma l’Etiopia. Questo afrocentrismo si rifletterà sempre nelle canzoni e dell’attitudine dell’artista che definiva la sua musica: spiritual music.

L’Unità in Giamaica

Ora torniamo al film, nel ruolo principale, troviamo l’attore britannico Kingsley Ben-Adir, il quale cattura la fisicità e il manierismo di Bob Marley: la grazia leonina e il carisma. Rita, è invece interpretata da Lashana Lynch. 

L’attrice britannica riesce a dare corpo a Rita con una performance più che soddisfacente, complessa e a tratti magnetica. Lashana Lynch dà vita ad una Rita forte e tenace, innamorata e sempre accanto al suo uomo anche nei momenti più difficili.

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Kingsley Ben-Adir e Lashana Lynch. nei ruoli di Bob Marley e Rita Marley

Nel 1976, Bob Marley era la persona più famosa della Giamaica. Era anche un uomo segnato. La star aveva accettato di suonare un concerto gratuito chiamato “Smile Jamaica”. Aveva persino scritto una canzone  per l’evento.

Lo spettacolo era concepito come un modo per sedare la crescente ondata di violenza sul precario stato politico della nazione insulare e rifondare la sua coesione sociale. Il Paese era ormai sull’orlo della guerra civile.

Tuttavia il coinvolgimento di Marley fece pensare a molti che fosse il suo modo di sostenere tacitamente il Partito nazionale popolare, rispetto al più conservatore Partito laburista giamaicano. 

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Bob Marley durante il concerto di Smile Jamaica

Pertanto due giorni prima del concerto, nel ghetto di Trenchtown, erano arrivati alcuni uomini armati che avevano fatto irruzione nello studio dove l’artista e la sua band, The Wailers, stavano registrando e  avevano aperto il fuoco. Diverse persone erano rimaste ferite, tra cui Bob e sua moglie Rita Marley. 

Entrambi suoneranno comunque al Smile Jamaica, con Rita che si sarebbe dimessa dall’ospedale per poter cantare come corista.

A seguito di questi eventi, Rita era partita per il Delaware con i loro figli per stare con la suocera, Bob invece era andato a Londra per stare al sicuro. E con la sua band The Wailers e il produttore Chris Blackwell. La leggenda della musica reggae iniziava così una nuova fase della sua carriera che avrebbe cambiato la sua vita per sempre.

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Bob Marley e The Wailers a Londra Battersea Park mentre giocavano a calcio

Bob Marley  a Londra

E’ a Londra che prende il via Bob Marley: One Love. raccontato nel film. Il suo soggiorno a Londra segna il momento artistico più importante dell’artista con la registrazione del suo album iconico Exodus, ma anche la sua crescita popolare più grossa nel mondo.

Nell’ambiente culturale e musicale londinese Marley  trae  le sue ispirazioni musicali passando da un concerto del gruppo punk inglese The Clash, ma anche dalle musiche della colonna musicale del colossal Exodus del 1960. 

Qui scopriamo un uomo, che non solo è un talento musicale enorme, ma anche un essere umano estremamente umile e disarmante nella sua semplicità e amore per il prossimo.

Un amore così forte e radicale capace di superare le differenze, soprattutto quelle razziali, per vedere l’umanità come Una, appunto, attraverso la musica. Il tema dell’ unità è centrale nel messaggio biblico (Ga 3, 27-28) ed è ripreso anche dal Rastafarianesimo. 

L’Unità è la sua molteplicità di significati

L’espressione “One love” racchiude molti significati di amore. 

Dal nome di uno dei concerti a cui Bob ha partecipato, cercando di poter unificare la sua Giamaica, lacerata; quindi l’amore per la sua terra unita. L’amore per il mondo,  da qui il suo messaggio di pace e unità tra tutte le persone della terra.

In “One Love” c’è l’amore per sua moglie Rita. Nonostante Bob abbia avuto molte donne e figli,  il suo amore per Rita rimane sempre forte e inaffondabile: l’unico, il solo, The One. 

Questa unità nella pluralità, a volte è difficile da capire per chi è così lontano/a dalla cultura di questa piccola isola caraibica, che porta ancora i pesanti strascichi del colonialista schiavista bianco. 

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Bob Marley al concerto One Love

One love può piacere, o non piacere, essere capito o frainteso. Tant’è che il giudizio della critica internazionale è molto diverso e plurale rispetto a quello italiano che è in generale entusiasta e commosso. Ma una cosa è certa: ci regala Bob il padre, Bob il marito, Bob l’artista, Bob lo spiritualista, Bob il dubbioso (anche un profeta ha momenti di fede scossa) e, infine, Bob l’icona.

​One Love è un film biografico di una parte soltanto della vita di Bob Marley. Non è un’agiografia completa, ma un’istantanea bruciante di una leggenda dello stile di vita,  che è e rimarrà sempre il ragazzo più figo della scena musicale reggae e non solo !

© Articolo a cura di Antonella Roletto Badchkam e Cristina Breuza

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