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Approfondimento

Rose Villain ci insegna a rifiorire con Radio Sakura

Rose Villain

Da venerdì 8 marzo 2024 è disponibile Radio Sakura, il nuovo album di Rose Villain, cantante, autrice e regista fresca della partecipazione alla 74^ edizione del Festival di Sanremo come big in gara e alla serie Netflix Nuova Scena – Rhythm+Flow Italia come giudice. Il disco, che un po’ riflette proprio questa poliedricità della sua autrice, è su tutte le piattaforme digitali e, nel suo formato fisico in vinile o CD, include una raccolta di poesie inedite, scritte dalla stessa artista.

In uno stranamente soleggiato pomeriggio milanese, abbiamo avuto l’opportunità di incontrarla per un esclusivo ascolto in anteprima dell’album, tenutosi il giorno antecedente alla sua pubblicazione. L’evento ha avuto luogo in uno spazio che, dalle decorazioni floreali appese o disegnate alle pareti, fino alle comode sedute basse, rimandava all’immaginario giapponese di cui Rose Villain, non solo in questo progetto, ha sempre subito il fascino.

Non appena ci siamo immersi in questo piccolo angolo nipponico, ci son state consegnate delle cuffie per goderci il disco in una dimensione intimistica, la più adatta – ci è stato spiegato – per cogliere al meglio il carattere personale di questo nuovo album. Abbiamo ascoltato allora tutti i 12 brani uno dopo l’altro, togliendoci le cuffie solo al termine dell’ultima canzone per scambiare pareri, curiosità e sensazioni direttamente con l’artista.

Radio Sakura è il sequel luminoso di Radio Gotham

Come in ogni preascolto o conferenza stampa che si ripetti, uno dei primi argomenti di discussione è stato il titolo del progetto, Radio Sakura, messo anche a confronto con quello precedente. Se Radio Gotham (2023) riguardava la spasmodica ricerca di Rose Villain tra le sue mille ombre, Radio Sakura rappresenta tutta la voglia dell’artista di emergere dal buio e, finalmente alla luce, fiorire.

Non è un caso, infatti, che il titolo racchiuda il nome dei fiori di ciliegio in giapponese, tradizionalmente simbolo di rinascita. E per giunta fiori che, come ci ha tenuto a sottolineare la stessa Rose Villain, sbocciano una sola volta all’anno, rendendo con semplicità tutto più bello, proprio come fa la musica. “Anche se le cose vanno male, se c’è una bella canzone, tutto si riempie di bellezza”, ha detto l’artista.

Di belle canzoni in Radio Sakura ce ne sono davvero tante e indagano temi diversi, legati dal comune desiderio di voler trovare una speranza in tutto, imparando qualcosa anche dalle situazioni pià difficili e, trovando le parole giuste per descrivererle, finire per esorcizzarle. Qui si sente ancora una volta l’influenza della cultura giapponese in cui, ha ricordato Rose Villain, si riescono a raccontare anche storie terribili, ma sempre con una delicatezza e un eleganza inaudita.

foto di Marcello Dino Junior 1
Rose Villain – Foto di Marcello Dino Junior

Sebbene il disco sembri sempre avvolto da un certo velo di malinconia e nostalgia, risulta al tempo stesso energico e fiero, complice lo spaziare con consapevolezza tra generi molto diversi tra loro come l’hip hop, il punk, l’elettronica e persino la bachata. In questo turbinio di suoni, tutti sapientemente mescolati da Sixpm, son stati trascinati anche gli artisti che hanno collaborato all’album, ovvero Madame, Ernia, Bresh, thasup e Guè. Ognuno di loro, come riconosciuto da Rose Villain, si è infatti messo alla prova su tappeti musicali inusuali, spingendosi decisamente fuori dalla comfort zone. E per fare qualcosa di bello.

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HATTORI HANZO feat. Madame apre Radio Sakura

“Volevo aprire il disco con una donna” ha detto Rose Villain circa il brano d’apertura, spiegando che la scelta avesse un senso, anche considerando che Radio Sakura sarebbe stato pubblicato l’8 marzo, Giornata internazionale dei diritti delle donne. “In più, forse si vedono poche collaborazioni tra ragazze, soprattutto nell’urban”, ha aggiunto. Il talento e la passione, ad ogni modo, per Rose Villain “sono unisex”, tanto che ci tiene ad evidenziare che quando ascolta questo pezzo non pensa a due donne che fanno un feat, ma solo che sia un bella collaborazione e una bella canzone. E, ascoltandola, non possiamo darle torto.

HATTORI HANZO riesce a raccontare perfettamente quello che sará il tema che tiene insieme tutto il disco ovvero che anche quando tutto sembra perduto, la speranza e l’amore, proprio come la natura e i fiori, riescono sempre a prendersi sempre il loro spazio.

CLICK BOOM! dal palco di Sanremo al disco

Dopo averlo ascoltato all’Ariston, in radio e in cassa, non muovere la testa a tempo con questo brano era impossibile, tantomeno evitare di canticchiarne il ritornello. “Decisamente il brano più Rose Villain di tutti” ha dichiarato l’artista, riferendosi al contrasto proprio tra il rit e le strofe. Contrasto che resta subito impresso, tanto da averle fatto conquistare il disco d’oro in poco più di due settimane.

Il tema, come spesso accade nell’album, è l’amore, uno di quegli amori che fanno una luce così forte da portare inevitabilmente con sé delle zone d’ombra. Mostrandole sul palco di Sanremo, Rose Villain ha svelato di essersi sentita accolta, di aver percepito che chi l’ha ascoltata si è sentito accudito dal suo essere vulnerabile. Stessa cosa che gli era capitata dopo Radio Gotham, finendo per riversare nel resto di questo nuovo disco tutto l’amore, da cui, proprio come un fiore, si è sentita annaffiata.

Rose Villain – CLICK BOOM! (Official Video)

A parlare d’amore e rapporti umani anche Ernia in STAN

Amore, ma anche amicizia o sentimento di stima, che può essere talvolta viscerale e a tratti ossessivo. Di questo parla in brano col Duca di Milano, che assume i contorni di una vera e propria dichiarazione d’amore, usando ironicamente il termine che dà il nome al titolo. Stan indica, secondo l’Oxford English Dictionary, una particolare ossessione nei confronti di una celebrità, accezione riconducibile all’omonimo brano del rapper Eminem su questo tema.

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“Perché sono fan di tutto quello che fai / Baby, sei la mia superstar” canta Rose Villain nel ritornello e il fatto che il significato della parola stan sia usando con ironia risulta fondamentale per la comprensione dell’album. “Senza ironia e malinconia non si può andare avanti” ha detto l’artista.

In HUH? risuona il Giappone che ha ispirato anche Rosalìa

Ascoltando il quarto brano del disco è impossibile non sentire quelle influenze giapponesi che hanno ispirato anche la superstar spagnola Rosalìa nel suo MOTOMAMI. E non solo nei suoni. Anche in HUH?, come in molti testi dell’artista straniera, troviamo una potente celebrazione del potere femminile. E pure tutte le carte in regola per essere una delle hit dell’album.

Rose Villain e Bresh non hanno paura di mostrarsi vulnerabili in GRAFFITI

Prima volta assieme per la cantante e il rapper genovese, tanto che la stessa Rose Villain ha rivelato che Bresh fosse l’unico artista, tra quelli presenti nell’album, che non conosceva di persona. Ha aggiunto che collaborarci sia stato davvero stimolante, rappresentando per entrambi un’opportunità di sperimentare insieme.

GRAFFITI è una storia giunta al capolinea, che non sembra però concludersi mai davvero, di quelle che segnano, proprio come fanno dei graffiti.

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Rose Villain – Foto di Federico Earth

IL MIO FUNERALE non è quello che sembra

Niente ritmi tristi o versi strappalacrime, IL MIO FUNERALE è un pezzo ispirato al punk anni ’70, genere che di recente ha catturato l’attenzione di molti nella scena italiana. Si tratta di un brano spiccatamente autobiografico che racconta di qualcuno che si sente male ad una festa, avendo un attacco di panico per ansia sociale ma che, in qualche modo, trova nella sensazione di morire un lato positivo ed ironico.

“Spero che arrivi come una coccola, come qualcosa che dà speranza, più che come una cosa triste”, ha detto l’artista.

BRUTTI PENSIERI con thasup: un feat che Rose Villain voleva da sempre

Intimo e crudo, BRUTTI PENSIERI è un brano in cui Rose Villain e thasup affrontano il tema della salute mentale. Anche in questo caso, come nel resto dell’album, nonostante dei messaggi possano apparire in prima battuta autodistruttivi, c’è molta speranza e ciò che si vuole comunicare è che si può uscire anche da queste situazioni. “Bisogna sdoganare l’avere problemi di salute mentale, togliere lo stigma” ha affermato con forza Rose Villain, sottolineando quanto possa essere importante affrontare questi temi nella musica, poichè può aiutare chi ascolta ad aprirsi.

Inoltre, l’artista ha svelato che queste tematiche gli sembrassero perfette per la collaborazione di thasup, con cui, tra l’altro, sognava da sempre di realizzare un brano. “Senza di lui non sarebbe stato lo stesso”, ci ha tenuto ad aggiungere.

Rose Villain
Rose Villain – Foto di Federico Earth

HAI MAI VISTO PIANGERE UN COWBOY? segue la wave western del momento

Dalle sfilate delle ultime fashion week all’ultimo singolo di Beyoncè, tutti vanno pazzi per l’estetica western e Rose Villain, con questo pezzo, non è da meno. Su sonorità elettro-country, invita gli uomini a non avere timore a mostrarsi fragili ed esprimere i propri sentimenti.

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TRASPARENTE è forse il brano più struggente del disco

Così bello che qualcuno ha chiesto perchè non abbia portato questo sul palco dell’Ariston. Uno dei motivi? Si tratta dell’ultima canzone ad essere stata scritta e inserita in Radio Sakura. Nel brano si apprezza un evoluzione simile a quella che l’artista ha sperimentato tra Radio Gotham e Radio Sakura: si va dallo struggersi per non essere visti da chi si ama, come se si fosse appunto trasparenti, al comprendere che si può stare bene anche amandosi da soli.

“Non mi ami? Mi amo da sola. Non mi senti? Io urlo lo stesso” ha detto Rose Villain, rendendo efficacemente il senso della canzone.

Guè e Rose sperimentano con la bachata in COME UN TUONO

Il rapper e l’artista sono ormai un duo ben consolidato, ma vi sareste mai aspettati di trovarli a rappare e cantare sulla bachata? In Radio Sakura è successo anche questo. E possiamo dire menomale. Si tratta un’altra potenziale, nonchè sorprendente hit.

IO, ME ED ALTRI GUAI, il primo singolo di Radio Sakura

Ormai disco d’oro, il brano sulle sonorità di Tainted Love è una sorta di inno al proprio casino, come un brindisi alle proprie imperfezioni che, alla fine, son ciò che ci rende quello che siamo.

Rose Villain foto di Federico Earth 2024 pp 01 19
Rose Villain – Foto di Federico Earth

MILANO ALMENO TU chiude (benissimo) Radio Sakura

Milano, si sa, o la ami o la odi. Rose Villain, magari più di altri, si sente sospesa tra questi due sentimenti, essendo la sua città natale, quella dove vivono tutti i suoi angeli, ma albergano anche tutti i suoi demoni. In un dialogo tra se stessa e quella che è la sua vera casa, l’artista si racconta con la sincerità e trasparenza a cui ci ha sempre abituati, chiudendo con coerenza un album tanto intimo, quanto sentito.

Album che, come ha dichiarato, non vede l’ora di portare live in un tour dove “si piange e si balla”. In attesa delle 4 date da protagonista a ottobre (il 17 a Firenze al Viper Theatre, il 18 a Padova all’Hall, il 25 a Napoli alla Casa della Musica e il 29 a Milano al Fabrique), in estate potremo trovare Rose Villain in apertura ai concerti italiani del tour dei Coldplay il 12, 13, 15 e 16 luglio allo Stadio Olimpico di Roma. Pronti a sentire Radio Sakura live?

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