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Intervista

Lord Madness, entriamo nel Tao di Heath Ledger

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Lord Madness il 15 Marzo 2024 ha pubblicato Heath Ledger, album ufficiale che si basa sul concept della dualità e questo aspetto viene rimarcato sia nella cover, che presenta un Lord Madness diviso a metà tra una versione Joker ed una da artista, sia nella divisione dei brani che presentano un Side A caratterizzato da un black humor dirompente, ed Un Side B molto più intimo.

L’album, prodotto da Promo L’inverso, Stoma, BellaEspo, Gian Flores, Libberà, Dr Testo e Daniele Esperanza, presenta le collaborazioni di Sensei, Gast, Brain, Kiave, Kiquè, Shak Manaly, Vaniss, Suni e Nicoletta Scarpinella. Oltre a gustarvi la nostra recensione, oggi abbiamo la possibilità di proporvi l’intervista che Lord Madness ci ha concesso.

Lord Madness, Heath Ledger

Ciao Lord Madness! Heath Ledger si divide in due parti. Ci spieghi da cosa è nato il concept dell’album?

Volevo marcare, come se non fosse ancora chiaro, dove finisce la maschera che mi fa da scudo e dove inizia la persona che si mette a nudo. Gli psichiatri mi hanno bombardato di schifezze per bipolari, di un mio punto debole o meglio, di una diagnosi alquanto incerta, ne ho voluto fare un punto di forza artistico. Il Joker è bello quando dura nove tracce, poi si stufa e subentra Michele.

Quando hai iniziato ad avere la “maschera” da Joker ? Quali eventi ti hanno segnato ? 

Se inizio l’elenco facciamo notte e di notte ho ricominciato a dormire. Il Joker mi ha segnato, la sua visione della vita, le sue metafore, il suo essere simpaticamente crudele e incredibilmente geniale; ormai faccio fatica a distinguere lui da me o io da lui, io sono il Joker.

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Non amo fare vittimismo ma tra lutti, vita di strada, traslochi, fame, oltre che un abuso di sostanze, se sono ancora qui con la mia arte è perché in parte sono un miracolato e poi, seppure non si direbbe da certe sfumature del mio rap, sono un grande amante della vita.

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Lord Madness, Heath Ledger cover

Nel contesto artistico è più un vantaggio o uno svantaggio servirsi di due o più identità? Hai mai ricevuto critiche per questo? 

Il vantaggio è che posso sputare quello che cazzo mi pare, contraddirmi senza perdere credibilità, esprimere un concetto e poi sputtanarlo subito dopo, forse stavo scherzando, oppure ero serio, boh nemmeno mi ricordo più cosa intendevo…capito? Posso dire che amo i soldi per quanto mi facciano schifo o che cerco amore mentre sto scopando una prostituta.

Capisci? Libertà nella controversia. Critiche ne ho ricevute come boicottaggi di live o censure per linguaggio esageratamente esplicito e violento. Il pubblico poi si spezza a metà, chi preferisce Madness e chi Michele. Di buono ho che concedo anche una scelta.

Black humor e rime affilate verso alcuni ambienti dell’industria musicale impreziosiscono la prima parte dell’album. Come valuti il mercato discografico odierno?

Il mercato punta all’immagine, il gossip, i numeri sui social. Sia chiaro anche io “curo” questi fattori in un certo senso, però sono troppo feticista dell’artistico per poter competere con i buffoni. Ma me lo spiegate che merda sarebbe un mercato che seleziona gli artisti da lanciare nell’industria su tik tok?

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Lord Madness

Quali sono i limiti accettabili nel black humor ? Quando è troppo, secondo te? 

È troppo quando è Madness! In questi anni ho mangiato il feto abortito della mia ragazza, mi sono fatto fare un blowjob da una minorenne con l’apparecchio mentre si spremeva i foruncoli, giocato con lo sfintere di Tiziano Ferro, ironizzato sulla mia dipendenza da benzodiazepine, ho fatto abortire la Meloni e altre oscenità indicibili, però ho cercato di far capire quanta sofferenza c’era dietro tutte queste cazzate. Io sono un genio e quando la gente lo capirà io mi sarò reciso la carotide in una diretta Instagram.

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Nel disco ci sono tantissimi featuring. Come mai questa scelta ?

Sono andato a sensazione un po’ come sempre. Non mi sembra siano troppi, credo di aver ponderato le scelte e messo a proprio agio ogni feat, dando spazio a rapper, cantanti e DJ.

C’è anche un pezzo con Brain. Avete intenzione di fare di nuovo qualcosa insieme ? 

Abbiamo un EP in lavorazione, sarà una figata, ma ancora è presto per parlarne. 

 I tuoi testi sono molto tecnici e fitti di citazioni. Come valuti l’evoluzione della scrittura nel rap italiano? 

Se ascolto Kid Yugi o Sesto Carnera dico wow, se mi capita Tony Effe penso a quanta pochezza possa esistere nel rap game.

In Smoking session, pt. 4 dici: “e poi che racconti di banlieue, mica siamo in Francia”. A tal proposito, pensi ci sia troppa finzione in Italia? E cosa pensi dei due film di Kery James sulle banlieues?

Lo conosco e apprezzo tanto come MC, ma dei suoi film ne so poco. Sicuramente ha la street credibility che manca a molti che parlano senza sapere cosa significa crescere in certi contesti.

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Citando due canzoni dell’album ti chiedo: “E sarà musica” il tuo “Nirvana”? 

La musica durante le giornate mi ritaglia quegli spazi di Nirvana che mi fanno respirare.

Domanda conclusiva: preferisci questo disco o Delorean ?

Preferisco “Heath Ledger” al volante di una “Delorean”.

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