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Intervista

Nevia, ODIO è un singolo in controtendenza: l’intervista

Nevia

Nevia, artista della provincia di Mantova classe 2001, il 5 Aprile 2024 ha pubblicato il singolo ODIO. La Casa Del Rap  ha presentato in anteprima il video del singolo ed oggi abbiamo la possibilità di proporvi l’intervista che l’artista ci ha concesso.

Sul suo profilo Instagram, Nevia, ha specificato gli aneddoti che lo hanno portato al concepimento del brano. Il singolo consta di una serie di riflessioni che ci hanno sorpreso per la qualità dei temi esposti. Nevia, nella stesura di ODIO, esprime tutte le emozioni che sente, ponendosi in netta antitesi con un certo tipo di immagine che oggi spopola tra i giovani.

Ascoltando ODIO, ci siamo resi conto che Nevia ha esposto dei contenuti di buonissima qualità.  Sicuramente, l’artista, può migliorare sotto vari aspetti e questo è ampiamente normale, considerata la giovane età ma Nevia ha dalla sua una profondità e una sensibilità che spesso le nuove generazioni tendono a mascherare, un po’ per paura, un po’ per fornirsi un’armatura nel teatro sociale. Prima di leggere l’intervista, schiaccia play e goditi ODIO!

Nevia, Odio

Ciao Nevia e benvenuto su La Casa Del Rap! Cominciamo dal titolo: ODIO. Come mai hai scelto di descrivere questo sentimento?

Ciao a voi, innanzitutto grazie per l’opportunità di raccontarvi un po’ della mia musica. ODIO è un titolo provocante, è una parola forte, un sentimento duro, crudo, come poi è anche la canzone, dove senza filtri ho esposto tutti gli aspetti che “odio”, inteso come “non condivido”, dei giorni nostri.

Rivelo anche le mie insicurezze, quanto è difficile riuscire a instaurare rapporti puri e inscindibili, e la complessità di trovare il proprio posto nel mondo, quindi di sentirsi realizzati, soddisfatti, felici.

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Tutti aspetti nei quali credo possano rispecchiarsi tanti miei coetanei, perché la nuova generazione di giovani ha bisogno di essere ascoltata e capita, spesso vengono a mancare dei punti di riferimento quali la famiglia, l’amicizia e il rispetto, e ci si sente persi. 

Il testo, molto introspettivo e in controtendenza con tanta scrittura odierna è un manifesto concettuale. Ti senti totalmente distaccato dalla tua generazione?

Non mi sento totalmente distaccato, nel senso che ne faccio parte e sono fiero di farne parte, perché comunque rappresentiamo noi il futuro. Penso però di aver sviluppato uno spirito critico tale per cui ci sono molti aspetti che non condivido, e che non sono intenzionato a giudicare, perché è un comportamento che non fa parte della mia persona, piuttosto cerco di far riflettere, con la mia musica. Oggi l’apparenza viene prima dell’essenza, e i rapporti che si vengono a creare sono più opportunistici che genuini, e questo mi rattrista.

Nevia
Nevia, la cover di ODIO

Si vede che ti poni domande esistenziali e provi a scardinare l’armatura dell’apparenza. Da dove nasce questa tua peculiarità?

Mi ha sempre affascinato e al contempo spaventato il futuro, “odio l’ignoto mi mette paura” perché siamo così piccoli nell’universo, ognuno di noi rappresenta una minuscola componente del mondo che ci circonda, e questo è un tema che tratto spesso perché alle volte ci poniamo problemi superflui rispetto all’immensità del cosmo, uno di questi è proprio la tendenza di apparire come qualcuno che in realtà non siamo, solo per omologarci a come la comunità ci abituato, per sembrare più “adatti”.

“Odio la noia, fa pensare troppo”: probabilmente è per questo che le persone cercano di distrarsi continuamente. Oltre alla scrittura, quali sono le tue passioni creative?

Pensare fa bene, pensare troppo è controproduttivo, perché penso sia importante staccare dai pensieri ogni tanto, altrimenti finiscono per prendere il sopravvento, generare ansie e farci agire irrazionalmente.

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Scrivere mi aiuta molto sotto questo aspetto, rappresenta un po’ la mia valvola di sfogo, come lo è in realtà fare musica; sperimentare melodie, flow e incastri. Oltre a scrivere e cantare, studio Biotecnologie all’università, mi affascina l’innovazione, la ricerca, e, in generale, capire i processi biologici alla base della vita, inoltre amo la natura e viaggiare, conoscere nuove culture e filosofie di pensiero.

Nevia
Nevia

La Haine di Kassovitz e Dichiarazione di Gué ti hanno ispirato?

ODIO” è nata in maniera spontanea e senza alcuna ispirazione da altre opere, quindi la risposta è no. Fatta questa premessa, però, il film di Kassovitz e il pezzo di Guè condividono sicuramente alcuni aspetti che riprendo nella mia canzone. Kassovitz racconta il tema del disagio giovanile, ma sotto un aspetto più “street”, di quartiere.

Discorso simile per Dichiarazione di Guè, il concept di brano è lo stesso, uno strofone unico che presenta un “elenco” di chi e che cosa l’artista non sopporta (quindi “Odia”), ma l’approccio è sicuramente diverso, più aggressivo quasi. Il mio brano, invece, segue un filone più sconsolato, deluso, non è un attacco vero e proprio, ma una richiesta di aiuto e di riflessione.

Odio scaccia odio: sei d’accordo o la pensi come Martin Luther?

Credo che rispondere all’odio con ulteriore odio generi solamente rancore e violenza. L’odio non dev’essere un’arma anzi, penso invece che l’empatia e la buona fede siano alla base di un quieto vivere. Non a caso, il titolo e le barre che ho scelto di scrivere, come dicevo prima, sono una provocazione, e devono spingerci a guardare dentro di noi, per riflettere su cosa significa essere connessi davvero in un mondo così frammentato.

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Nevia, il video di ODIO

La Generazione Z tende ad omologarsi e si lascia un po’ troppo condizionare dal sistema. Come ribellarsi a questa impasse emotiva?

Come primo aspetto credo sia necessario sviluppare uno spirito critico verso tutto quello che leggiamo, vediamo o sentiamo, e pensare in maniera indipendente. Poi è importante porsi degli obbiettivi, non lasciarsi condizionare, coltivare i propri interessi, credere nelle proprie capacità e rimanere sempre autentici, che è la cosa più importante di tutte.

“Sarò diverso, sarò sbagliato mi chiedo”.. Pensi che il problema sei tu o la società che ti circonda?

Sono arrivato a capire che essere diversi non significa essere sbagliati, anzi, spesso non essere compresi è un pregio. Bisogna essere fieri delle nostre particolarità, che siano fisiche o comportamentali, perché, anche se sembrerà una frase fatta, ci rendono unici.

Il problema, quindi, per rispondere alla vostra domanda, penso che sia dovuto a come nella società in cui viviamo si siano un po’ standardizzati alcuni ideali che fanno apparire alcuni soggetti meglio di altri. 

Credi che nella musica e nei film dalla grande esposizione mediatica l’amore venga storpiato e se ne abusi eccessivamente? 

Sì, credo sia un tema che viene storpiato spesso, perché l’amore è qualcosa di troppo vasto per riuscire ad essere descritto, e non condivido la necessità dei film di avere quasi sempre un “lieto fine”, per il semplice motivo che, a mio malgrado, così facendo non si rispecchia la realtà. L’amore raccontato nelle canzoni è già diverso, sicuramente se ne abusa spesso, ma possono nascere spunti interessanti.

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