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Approfondimento

Caparezza, Museica compie 10 anni

Caparezza

Museica è il sesto album in studio di Caparezza, pubblicato il 22 Aprile 2014. Il titolo si basa sull’accostamento delle parole musica, museo e sei. Il concept ruota attorno al mondo dell’arte ed è lo stesso Caparezza, attraverso queste dichiarazioni, a fornirci le chiavi per comprendere a pieno l’opera:

“Museica è il mio museo, la mia musica, il mio album numero 6. È stato registrato a Molfetta e mixato a Los Angeles dal pluri-blasonato Chris Lord-Alge. Essendo io sia l’autore che il produttore artistico, lo considero come un nuovo “primo” disco. È un album ispirato al mondo dell’arte, l’audioguida delle mie visioni messe in mostra. Ogni brano di Museica prende spunto da un’opera pittorica che diventa pretesto per sviluppare un concetto. Non esiste dunque una traccia che possa rappresentare l’intero disco, perché non esiste un quadro che possa rappresentare l’intera galleria. In pratica questo album, più che ascoltato, va visitato”.

Museica quest’anno compie dieci anni e noi vogliamo omaggiare il progetto perché si tratta di un pezzo pregiato della discografia italiana: Caparezza, ponendo l’arte al centro del proprio universo, riesce a trasmettere dei contenuti molto importanti, supportati da una scrittura pregevole e ricercata.

Museica è un album che pone la creatività sul piedistallo e la utilizza come pretesto per trattare svariati temi, sia individuali che sociali. L’artista non abbassa quasi mai la qualità della propria penna e nonostante Museica sia il primo album di Caparezza a raggiungere la prima posizione in FIMI, all’interno del progetto non sono presenti facili concessioni all’industria musicale.

Caparezza
Caparezza

Tutti i singoli di Museica invitano a riflettere e nell’album nulla viene lasciato al caso: Caparezza sprona l’ascoltatore ad elevare i propri interessi e lo invita ad immergersi in una realtà che concepisce l’arte come ribellione e liberazione. La cover si presenta coloratissima ed è stata disegnata da Domenico Dell’Osso.

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Possiamo senza alcun dubbio considerare Museica come uno degli album più importanti del decennio poiché conferisce all’arte un ruolo primario, fondamentale, in un contesto musicale, già all’epoca, troppo influenzato da altri fattori. Museica è stato interamente prodotto dall’artista di Molfetta. 

Caparezza, Museica

Museica Simbolica

All’interno di Museica vi è un episodio che tratta della disputa tra Dante Alighieri e Filippo Argenti: Caparezza sceglie di esibirsi in un dissing nei confronti del sommo poeta per vendicare la sorte che Dante gli ha riservato nel Quinto Cerchio dell’Inferno.

È interessante notare che questa lotta va ben oltre la semplice facciata di guelfi e ghibellini: Dante era un iniziato dei Fedeli D’Amore, gruppo esoterico di derivazione templare, che voleva migliorare il mondo attraverso l’arte e la creatività mentre l’Argenti apparteneva alla frangia bellica che ammetteva la violenza non solo per difesa ma anche per imporre una sorta di controllo sulla popolazione.

Caparezza
Caparezza, Cover di Museica

E non a caso, la tesi di Filippo Argenti esposta da Caparezza in Argenti Vive, si focalizza su quanto la società sia estremamente incentrata sulla violenza. I brani Compro Horror, Sfogati, Troppo Politico ed È Tardi, si legano a doppio filo al discorso portato avanti in Argenti Vive poiché trattano della società e offrono un focus ben preciso sul condizionamento perpetrato da una collettività fin troppo competitiva e agguerrita.

Tutto viene enfatizzato dalla fretta ed ogni discorso viene politicizzato, in un contesto che è attratto dal macabro. Filippo Argenti è il simbolo di un mondo bruto, duro, dove i sentimenti vengono catalogati come superflui. Le frasi chiave della canzone sono sicuramente le seguenti:

“Sono sicuro che in futuro le giovani menti saranno come l’Argenti e l’arte porterà il mio nome”

Caparezza, tratto da: Argenti Vive

Caparezza: l’arte e la ribellione come palliativi

Come abbiamo già specificato in precedenza, Museica è un album che pone l’arte al centro; ed è proprio la creatività artistica, espressa in forme differenti, il tesoro più importante da custodire per sfuggire al condizionamento di una società prostrata alle regole di Filippo Argenti.

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Caparezza, in episodi come Cover e China Town, delinea il suo amore per la musica e la scrittura, due elementi salvifici che possono elevare mente e spirito. In questi due brani, la penna dell’artista, raggiunge l’Everest.

In un contesto sociale dove i giovani tendono ad omologarsi ed effettuare scelte preconfezionate, Caparezza li invita a ribellarsi e a non accontentarsi: Comunque Dada e Teste Di Modì sono manifesti culturali che rompono gli schemi. I due brani, mi hanno riportato alla mente Ci hai rotto papà, il memorabile film di Castellano e Pipolo, liberamente ispirato a I ragazzi della via Pál.

Nella pellicola, una banda di adolescenti, “Gli intoccabili”, decide di ribellarsi all’autorità degli adulti. Mica Van Gogh è un altro ritratto generazionale che offre un parallelismo impietoso per le nuove generazioni: quello con un artista che non si è mai preoccupato di attenersi alle convenzioni sociali. La genialità di Caparezza trova il suo apice in Kitaro, canzone che campiona la sigla di  Gegege no Kitarō, anime ispirato al manga di Mizuki.

Qui, viene affrontato il tema degli hikikomori, fenomeno sociale, spesso giovanile, preminente soprattutto in Giappone, caratterizzato dal totale isolamento da parte di uno o più individui, che rifiutano il contatto con l’esterno e si ibernano. Caparezza, in Kitaro, invita l’ hikikomori a ribellarsi al proprio stato mentale ed uscire dai confini di reclusione che si è creato spontaneamente.

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Sfumature e considerazioni finali

Se Figli D’arte mi ha riportato alla mente il dilemma vissuto dal protagonista di Justin e i cavalieri valorosi su un padre fin troppo opprimente, Avrai Ragione Tu (Ritratto) sbeffeggia consuetudini e tradizioni, proprio come Checco Zalone nei suoi film.

L’Italia, senza un minimo di prospettiva, raccontata in Giotto Beat, si interseca perfettamente con una frase iconica del ceto medio basso, che dà il titolo al quarto brano dell’album: Non Me Lo Posso Permettere.

L’ilarità di Caparezza è ravvisabile anche nei freestyle di Canzone All’Entrata e Canzone All’uscita, episodi fitti di giochi di parole. Il brano a cui Capa è più legato, Fai Da Tela, può essere condensato nella presentazione dell’artista stesso:

Nonostante tutti gli sforzi per essere noi stessi, siamo e saremo sempre quello che gli altri vogliono: un facile bersaglio.

Ma è davvero così? Probabilmente no, e tutto risiede nella consapevolezza di lasciarsi ispirare dal proprio sentire e non dai giudizi altrui, perché in fin dei conti come specificato in Canzone A Metà, anche l’incompiuto ha il suo fascino. È chiaro che Museica sia più di ciò che appare, esattamente come quei musei ricchi di quadri, caratterizzati da significati sovrapposti che non tutti riescono a cogliere.

Il progetto naviga in totale controtendenza non solo con le opere precedenti di Caparezza, eccessivamente esotericamente politicizzate, ma anche con quelle successive, che sono molto più introspettive. Museica è uno sguardo a 360 gradi sul panorama circostante che però non dimentica mai di guardarsi dentro, in un connubio Oriente-Occidente estremamente accattivante.

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