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Toomaj Salehi, perchè il rapper iraniano è stato condannato a morte

toomaj salehi

Era il 25 aprile 2024 quando, scrollando placidamente la mia home di Instagram, ho notato che diverse attiviste iraniane e italio-iraniane, avevano condiviso una notizia terribile. L’amato e celebre rapper Toomaj Salehi era stato condannato a morte, dal regime teocratico di Teheran. Quale crimine avrebbe commesso questo rapper?

Le rime di denuncia sociale di Toomaj Saleh

Toomaj Salehi è considerato il Tupac iraniano. I testi delle sue canzoni parlano in modo coraggioso, diretto ed esplicito delle condizioni di vita sotto il regime iraniano. I temi affrontati nelle sue canzoni denunciano la povertà diffusa, le esecuzioni statali e di chi manifesta il dissenso politico. Anche in Spagna qualche anni fa  il rapper Pablo Hasél era finito in carcere per un reato di espressione. I suoi versi si scagliavano con contro la monarchia spagnola. 

Il rapper iraniano Toomaj Salehi mette in luce la brutalità della violenza perpetrata contro la popolazione e l’oppressione delle donne dal regime, nei loro diritti fondamentali. Le persone comuni e le donne sono i target dei regimi totalitari come anche in Afghanistan, oppure letto tra le pagine che raccontano di Gilead.

La condanna di morte  a Salehi è dovuta, tra le altre cose, infatti, all’appoggio sincero e pubblico che Toomaj Saley al celebre movimento femminista iraniano “Donna, Vita, Libertà”. Un altro cantante iraniano è Shervin Hajipour vincitore di un Grammy per la sua iconica Baraye. La struggente canzone è diventato un vero è proprio inno per della rivoluzione contro il regime iraniano. Anche lui è perseguitato.

Toomaj Salehi

Iniziative internazionali a sostegno di Toomaj Salehi

Per sostenere il rapper iraniano e evitagli la pena di morte sono stati diffusi due hastag #freetoomajsaleh, e #toomajsaleh. La stessa National Academy of Recording Arts and Sciences, la più importante società di professionistə della musica al mondo, si dice, mediante un post su Instagram:

“profondamente turbata dalle recenti notizie riguardanti Toomaj Salehi. Nessun artista dovrebbe temere per la propria vita o per il proprio sostentamento quando si esprime attraverso la propria arte. la musica è una potente forza per il bene del mondo ed è necessaria più che mai Siamo a fianco dei/delle creator della musica di tutto il mondo, che usano i loro doni per far luce sulla condizione umana e continueremo a lavorare instancabilmente per proteggere la libertà artistica”.

L’accusa del regime iraniano a Toomaj Salehi

Nel dettaglio l’accusa è quella di “diffusione della corruzione sulla terra” è stata emessa da un tribunale rivoluzionario islamico. Questo perché come un vero rapper conscious ha sostenuto la “sedizione”, la “riunione” e la “collusione”, opposizione “contro il sistema” e “l’incitamento alla rivolta”, come dichiara il suo avvocato Raisian.
Già nel 2022 Toomaj Salehi, per aver partecipato alle manifestazioni nazionali anti-governative era stato rapito e arrestato violentemente dalle autorità. Queste manifestazioni di pubblico dissenso erano scatenate dall’uccisione della ventiduenne Mahsa Jina Amini da parte della polizia morale in Iran.

Masha-Amini

Oltre a ciò, nel luglio 2023 l’artista era stato condannato a sei anni e tre mesi di prigione con due anni di interdizione dalla sua musica, dopo aver evitato una condanna a morte a causa di una sentenza della Corte Suprema.

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Per cercare di attirare l’attenzione sul suo caso e sulle sistematiche violazioni dei diritti umani in Iran è stata lanciata una petizione anche su change.org.

Toomaj Saleh

Toomaj Salehi: un rapper coraggio

Per il suo sostegno ai diritti fondamentali delle persone e all’autodeterminazione delle donne viene considerato come il rapper più coraggioso anche dalla stampa internazionale. Non solo, anche per il suo impegno a denunciare con testi espliciti,  senza paura della censura e delle conseguenze, le condizioni durissime e disumane in cui versa il suo Paese.

Questa condanna a morte non è un unicum, nella storia recente dell’Iran: purtroppo. S’inscrive in un più ampio e generale aumento della repressione del dissenso del popolo iraniano. Secondo l’organizzazione non governativa Human Rights Activists in Iran nel solo 2023 almeno 746 persone sono state giustiziate, alcune delle quali appartenevano a minoranze etniche iraniane. Inoltre anche le persone LGBTQ sono seriamente minacciate. Di recente Ebrahim Raisi, presidente iraniano, ha espresso in suo pieno appoggio alla nuova legge ugandese che rende “l’omosessualità aggravata”, ossia la pratica omosessuale, un reato capitale.

La libertà è fragile come il volo di una farfalla

Aver appreso tutto questo nel giorno in cui in Italia si ricordava e celebrava la liberazione dal totalitarismo del nazifascismo, mi ricorda come i diritti di cui noi godiamo e che spesso diamo per scontati. Come quello di parola e di espressione attraverso opere di fantasia, come le canzoni, ma non solo. Sono sempre fragili, mai conquistati per sempre e per questo vadano tutelati e difesi indipendentemente dal nostro posizionamento politico, sempre e ovunque.

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Anche in contesti democratici le libertà possono essere soppresse o erose. A volte con futili pretesti…

Il diritto di immaginare, come quello di criticare la realtà, che ci circonda sono la base della democrazia. La scrittrice iraniana, esule negli Stati Uniti d’America, Azar Nafisi scrive:  “…la vera democrazia non può esistere senza la libertà di immaginazione e il diritto di usufruire liberamente delle opere di fantasia. Per vivere una vita vera, completa, bisogna avere la possibilità di dar forma ed espressione ai propri mondi privati, ai propri sogni, pensieri e desideri; bisogna che il tuo mondo privato possa sempre comunicare col mondo di tutti”.
Per conoscere il mondo di Toomaj Salehi vi lascio il link al suo profilo Spotify e vi invito a cercare i testi tradotti in inglese

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