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Intervista

Ainé accende la scena R&B italiana con Buio-Leggero

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Ainé, al secolo Arnaldo Santoro, classe 1991, è una delle eccellenze dell’R&B in Italia.
Formatosi alla Venice Voice Academy di Los Angeles e alla Berklee College Of Music di Boston,  Ainé ha maturato da queste esperienze uno stile unico e inconfondibile.

Non è un caso è stato scelto come opening act di artisti come Solange, Masego, Robert Glasper e Bilal.

Con due album e tre EP all’attivo, Ainé ha costruito un percorso unico nel panorama italiano, che lo hanno portato a collaborare con artisti come Giorgia, Noemi, Marco Mengoni, Mecna, Willie Peyote, Ghemon, Gemello, Sergio Cammariere, Davide Shorty, Gegè Telesforo, Colapesce, Danti, Frenetik & Orange, Clementino, Tormento, Serena Brancale, Ensi, Sissi, Ethan

Dopo il suo esordio Generation One del 2016, pubblica Niente di Me nel 2019 che lo porta a essere inserito da Vanity Fair ed MTV tra i 25 artisti italiani più promettenti della sua generazione. Nel 2019  arriva in semifinale alla selezione di Sanremo Giovani. Nel 2021 pubblica il suo EP Alchimia con collaborazioni con diversi esponenti di spicco della scena R&B e urban italiane. Nel 2022 pubblica l’EP NHP+.

Il 18 aprile pubblica parte di Buio Leggero un concept album con diverse canzoni dedicate ai diversi mesi dell’anno.

Ainé tiene corsi di Soul, Neo Soul e R&B in alcune tra le migliori scuole di musica in Italia come la Saint Louis College of Music di Roma.

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Ciao, grazie per la disponibilità, puoi descriverci chi è Ainé per le poche persone che non ti conoscono ancora?

Ciao, grazie a voi, mi chiamo Arnaldo Santoro in arte Ainé, sono un cantante e musicista italiano, nato a Roma il 28/09/1991. Le mie radici musicali risiedono nel Jazz, Soul, Hip Hop e r&b. Ho studiato musica in Italia e all’estero seguendo la passione per la musica Black. Ho avuto la fortuna di poter stare negli USA, culla di questo genere.
Ho collaborato con diversi artisti della scena e ho qualche album in attivo. Adesso ho anche la fortuna di poter insegnare musica alla Saint Louis e di continuare a fare la mia musica!

Il tuo nuovo EP ‘Buio’ pubblicato il 19 aprile e racchiude 12 canzoni dedicate ai 12 mesi. Ce ne vuoi parlare?

BUIO LEGGERO è un concept album diviso in due parti pensato come se fosse un diario. Ogni brano è stato affiancato a un mese dell’anno e ognuno di esso affronta una storia diversa, racconta e spiega quello che ho passato durante quel preciso mese. Il disco parte ad aprile e finisce a marzo dell’anno dopo. La prima parte parla e racconta del distacco e della separazione (BUIO), la seconda tratta il tema della rinascita, della leggerezza (LEGGERO).

Il tuo stile è un RnB italiano molto vicino al sound americano. Questo è dovuto alla tua formazione artistica in America?

È dovuto ai miei ascolti anche se indubbiamente la mia educazione tra Boston, Los Angeles e New York ha influito. Ma in gran parte centra la formazione musicale dell’infanzia, sono nato e cresciuto con John Coltrane, Charlie Parker, Herbie Hancock, Miles Davis, D’angelo, J Dilla. Quindi, ho cercato di mettere insieme le mie sonorità preferite con la lingua italiana, cosa che in pochi avevano fatto in modo così chiaro e tutto ciò perché sono dentro questa musica da quando avevo 8/9 anni.

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Ainé

Quali sono gli artisti che hanno influenzato maggiormente sul tuo stile?

Ti direi tanti artisti americani: J Dilla, Kendrick Lamar, Nick Hakim, Slum Village, The Roots per l’hip hop.
Erykah Badu, Robert Glasper, D’angelo per il jazz e l’R&B, ma anche artisti più pop come Justin Timberlake, Pharrell Williams fino a Quincy Jones.
Per la musica italiana Pino Daniele è una mia grande passione!

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La scena americana e inglese sta conoscendo una nuova rinascita del sound RnB: chi sono per te gli artisti che brillano e si distinguono maggiormente al momento?

Ce ne sono davvero tanti che negli ultimi tempi stanno facendo delle belle cose ma sicuramente quelli che brillano di più in questo momento sono Mndsgn, Robert Glasper, Daniel Caesar, Ivan Ave, Nick Hakim, Loyle Carner, Jordan Rakei e Hiatus Kaiyote. 

Se ti trovassi su un’isola deserta quali sono i tre album che vorresti avere con te?

Domanda difficile dato che sono molti gli album che tengo nel cuore e che in qualche modo mi hanno reso l’artista che sono oggi, ma se proprio devo scegliere porto Voodoo di D’Angelo, Cometa di Nick Hakim e Black Radio di Robert Glasper.

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Copertina del Concept Album di Ainé

Cosa pensi della scena RNB italiana?

Sinceramente oggi in Italia ce ne sono davvero pochi che si avvicinano ai miei gusti musicali, in cui mi ci rivedo, ma sono molto contento che piano piano stia prendendo sempre di più piede in Italia. Sento che c’è più spazio e attenzione verso questo genere musicale e sonorità, finalmente direi.

Altri progetti in cantiere, concerti live?

Assolutamente sì, al momento ho appena concluso una grande apertura per me: ho aperto gli Slum Village a Roma all’Alcazar, è stato un sogno dato che è uno dei miei gruppi hip hop preferiti di sempre. Ora penso al Giappone, suonerò in un Festival a Tokyo a fine maggio, poi dato il disco in uscita pianificheremo un tour dopo l’estate.

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