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Intervista

Mike Sueg, Luci Spente è il nuovo singolo.

Mike-Sueg

Mike Sueg è un artista che debutta nel 2018 con i singoli Cinema e Parigi. Nel 2019 partecipa al talent show Coca-Cola Future Legend. Ha avuto l’opportunità di esibirsi dal vivo durante i Battiti Live” in Puglia, aprendo per artisti come AnnalisaManeskinElodie Luchè, concludendo il percorso classificandosi al secondo posto. 

Nel 2020, ha pubblicato il suo primo progetto Odi et amo, composto da 4 tracce e prodotto interamente da Nicholas Frei. Nel 2022, ha pubblicato una trilogia su Instagram intitolata Pills. Nel 2023, ha lanciato una serie di 4 singoli, tra cui Crazy. Alla fine del 2023, si è esibito a Napoli in Piazza Plebiscito durante il Capodanno in Piazza Plebiscito organizzato dal comune di Napoli, in apertura ad artisti come SLF e Geolier.

Luci Spente è il nuovo brano di Mike Sueg, disponibile dal 3 maggio 2024. Il brano racconta del bisogno di isolarsi per ritrovarsi. Questa necessità è dovuta anche alle vicende di un amore incostante, ritrovato solo per essere perduto di nuovo. Le immagini di pioggia e luci evocano un’atmosfera di malinconia e speranza, invitando l’ascoltatore a immergersi in questo viaggio emotivo.

Spiega l’artista a proposito del brano: L’obiettivo del progetto è trasmettere emozioni intense attraverso sonorità profonde e avvincenti. Con uno stile che si concentra sulla narrazione di immagini e storie personali, punto a portare l’ascoltatore in un viaggio emotivo e stimolante.

Attraverso una varietà di generi che spaziano dal pop al soul, arricchiti da ritmiche ben definite, la mia musica vuole creare un’esperienza che catturi l’attenzione e che tocchi profondamente il cuore degli ascoltatori.”

Abbiamo avuto l’opportunità di intervistare Mike Sueg e farci raccontare qualche retroscena in più sul brano e non solo.

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Ciao Mike Sueg! Luci Spente è il tuo nuovo singolo, mi racconti il concept del brano e come mai hai scelto questo titolo?

Con Luci Spente ho voluto racchiudere in 2 minuti e mezzo un’immaginario malinconico, riflessivo che conserva però una speranza. Il bisogno di staccarsi dal resto per trovare la tranquillità è il punto centrale e il fatto di voler raccontare questo stato d’animo si è sposato alla perfezione con le sonorità del brano.

Il titolo rimanda proprio al rapporto tra malinconia e speranza, nonostante per strada ci siano le luci spente si può trovare comunque la via di casa, che rappresenta un po’ il ritrovare la fiducia in se stessi

Trovo interessante la cover dove c’è questa mano insanguinata con un fiammifero in mano. È simbolo di una luce che mette in evidenza le ferite o volevi comunicare altro attraverso la copertina?

La mano che tiene il fiammifero è l’immagine del trovare la luce nel buio anche da una fiamma che resiste a malapena. Il sangue rappresenta quelle ferite che non si vedono sulla pelle, come delusioni e paure.

La copertina è ambientata all’esterno quindi c’è sia la consapevolezza che il sangue si asciugherà con il vento sia l’incertezza della durata della luce del fiammifero. È l’essenza di un equilibrio che tende lasciarti col fiato sospeso.

Mike-Sueg

Nel brano affermi: “Occhi chiusi ma vedo te che vendevi l’anima”. La trovo una frase abbastanza profonda, ti va di spiegarla?

Questa è una frase che fa riferimento a chi decide di perdere le proprie idee, i propri principii, pur di seguire quelli degli altri, col timore di rimanere fuori da un contesto. Parlo di “occhi chiusi” perché spesso questi “cambiamenti” sono cosi evidenti che non serve stare lì a guardarli.

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Mike Sueg, il focus musicale qual è stato? Hai scritto il brano e poi lo hai adattato ad un tappeto musicale o viceversa?

Solitamente scrivo durante la realizzazione della strumentale. Se sono in studio durante la creazione del beat, nel frattempo scrivo e inizio a provare le linee melodiche. Anche nel caso di Luci Spente è stato così.

Ho ascoltato la base, durante la sua realizzazione, e mano mano il brano prendeva forma. Questo processo mi guida nell’intento di trasportare chi ascolta in un viaggio, che chiamo “Deep Season”, una serie di brani che vogliono toccare le corde più sottili di chi ascolta. 

Mike-Sueg

Luci Spente rimanda al buio e nel brano parli anche di pioggia. In che stato emotivo Mike Sueg ha concepito il brano?

Nel momento in cui l’ho scritto venivo da un periodo molto cupo, durante il quale era diverso tempo che non scrivevo. Avevo bisogno di sonorità del genere, dell’intenzione di creare qualcosa che mi facesse tornare quella fiamma.

Spesso, erroneamente, si pensa che le canzoni sono solo “canzoni”, ma grazie a Luci Spente ho ritrovato la fiducia che per diverse ragioni avevo perso. Il risultato del brano ha superato le mie aspettative e penso sia proprio questo quello a cui si punta dopo aver scritto un brano.

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Mi racconti l’esperienza del “Capodanno in Piazza Plebiscito”?

Palchi come quello a Piazza Plebiscito rappresentano situazioni di carica massima. Infatti il pubblico e l’atmosfera che si respirava hanno dato vita a uno stato di forte energia.

Suonare in apertura di artisti che a Napoli sono culto, come SLF e Geolier, alza in qualche modo le aspettative, ma quello che mi ha caricato è stata la sinergia che ho con i miei brani, li sento cuciti su di me e quindi portarli dal vivo non è altro che una conseguenza positiva. È stata un’esperienza forte e che ricorderò.

Mike -Sueg

Ultima domanda: che tipo di musica ascolti abitualmente? Quali sono gli artisti che ti hanno maggiormente influenzato nel tuo processo creativo?

Ascolto musica, spesso, in relazione a come mi sento o a dove mi trovo. Ad esempio quando sono in studio e mi ritaglio del tempo per ascoltare musica in alta fedeltà, tendo ad ascoltare pezzi con bassi importanti, per citare un album, “We Don’t Trust You” di Future e Metro Boomin

Di italiani nella mia playlist non possono mancare Pino Daniele e Lucio Battisti, autori di canzoni eterne che acquisiscono una chiave di lettura diversa ogni volta. 

L’artista che mi ha portato a pensare di poter cantare oltre che suonare, è sicuramente Ben Howard, cantautore britannico che rispecchia molto l’atmosfera che voglio portare con “Deep Season”. Ho iniziato a scrivere nel 2017 e l’artista italiano che mi ha avvicinato al mondo della scrittura è Luchè. Il suo album Malammore è il disco rap al quale sono più legato.

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